TRA VERITA' E GIOIA,
SOFFERENZA
E COLPI DI SCENA
PREMESSE
Buongiorno a tutti voi, lettori... Sono Amelia ed è all’aurora che intendo chiedere aiuto per scrivere questo post; spero proprio di riuscire a darvi un’immagine della giornata vissuta domenica da tutti quelli che eravamo a “Villa Terronia” per la celebrazione del progetto “Rainbow”, partecipi al varo di una speciale navicella!... Un viaggio “Rainbow” della durata di 15 giorni che rappresenti un “Nuovo Inizio” nel mare aperto della sperimentazione di una metodologia “uterina” per risanare le situazioni cosiddette “psicotiche”, affinché possano trovare il giusto e devoto contesto di crescita... Una sperimentazione da considerarsi una tappa/un livello di sperimentazione “intermedia”che, come nella storia evolutiva dell’utero dei mammiferi, con la pancia del canguro, ha trovato una forma intermedia di utero!
La giornata è stata molto calda, caldissima a dir il vero, e l’ha aperta il Direttore del progetto, lo stesso Dr. Mariano Loiacono, facendo una breve introduzione con la lettura di alcuni pensieri, a cui è seguito l’augurio di Raffaele C., che facente parte della squadra dei “Rainbownauti”… in qualità di Coordinatore del progetto, insieme a Silvio B. (domenica in contumacia), ha augurato a tutti di partire spinti alla base dalla gioia e dalla verità!
Bene! Allora sarà proprio sulla scorta di queste ultime parole “verità e gioia” che mi piacerebbe accompagnarvi in un viaggio tutto speciale, spinto da un vento in mare aperto, quello stesso vento che ieri ha soffiato-spinto fortissimo questo progetto!... E nella scia di questo vento, sono state enunciate le premesse di questo progetto. Trattandosi di una “sperimentazione intermedia”, prima di tutto Mariano ha sottolineato come un progetto sperimentale debba considerarsi “progetto vitale”, quand’anche i suoi risultati fossero abortivi. Questo perché, come tutti sappiamo, una sperimentazione quand’anche negativa, è sempre di gran pregio, perché ogni ricerca che si vanti d’esser scientifica lo è grazie all’errore che permette questa ricerca! Il progetto “Rainbow” altro non vuol essere che una sperimentazione, seppure intermedia e molto grezza, di un “Utero Psiché” (utero maturato della psiché) a partire dalle situazioni più complesse e difficili come quelle cosiddette “psicotiche”. Quindi, fatta questa premessa fondamentale, Mariano ci ha condotti a ricordare che la vita crea ai margini del caos! E quali più evidenti “margini del caos” se non quelli di uno soggetto cosiddetto “psicotico”? Quali più evidenti “margini del caos” se non quelli del contesto di vita in cui il soggetto psicotico ha vissuto e si è generato? Mariano Loiacono, sfruttando questo vento di verità – da esperto navigatore delle profondità della Salute Globale –, ci ha anche ricordato che si potrebbero/dovrebbero approfondire anche le altre esperienze, anche quelle a “reazione libera”, come ad esempio quelle delle cosiddette case “Soteria” di Mosher, psichiatra statunitense, che merita di essere ricordato tra gli antenati delle “sperimentazione alternativa non specialistiche” almeno per l’enorme coraggio che lo ha spinto fino ad essere radiato dal mondo della psichiatria ufficiale! La sperimentazione del progetto “Rainbow”, benché appartenga per sua natura a questa tipologia di “sperimentazioni alternative non specialistiche”, rappresenta sicuramente un modello diverso, più completo e avanzato in questo scenario senza prospettive, poiché si propone con una metodologia a “reazione enzimatica/ lievitante”, viste le sue caratteristiche costitutive e i postulati della teoria enzimatica che le sottosta!
QUANDO VIVIAMO UNA AUTENTICA CELEBRAZIONE?
Sempre in spirito di verità, Mariano ci ha così spiegato il significato di quella che avrebbe potuto/dovuto essere anche questa celebrazione che dal latino colere significa “abitare-frequentare”, quindi rappresentare un contesto dove essere abitati, conosciuti, esaltati proprio per permetterci di crescere.
Certamente il progetto“Rainbow” ha tutto il diritto di celebrare le situazioni psicotiche visto che non ha mai scartato, neppure uno iota, diversamente da quanto fa la scienza psichiatrica ufficiale e la religiosità che non si curano di abitare e frequentare le situazioni cosiddette “psicotiche”! Inoltre il termine colere ha la stessa radice di coltura/cultura per cui chi abita e frequenta le situazioni cosiddette “psicotiche”, già lavora una particolare terra, già semina la terra di un nuovo Umanesimo, una nuova Cultura/Coltura della vita! Vedi Raffaele? Hai proprio augurato bene: “base di verità”, una delle due basi di questo “Nuovo Inizio”! Ma mi pare che Mariano fin qui abbia ben sostanziato questa base di verità! Quanto alla base della gioia… Beh, questa domenica non è stata tanto facile da individuare, perché se pensate che sia finita qui vi sbagliate alla grande! La giornata è stata ricca e densa di dinamiche, di vere e proprie sorprese sul campo…
Poi sempre sulla scorta di chiarire cos’è e quando vi è una celebrazione;ebbene una celebrazione che dir si voglia deve partire dal ricordare e valorizzare quanto già c’è stato! Quindi ha issato le vele di questo viaggio a mare aperto facendo soffiare il vento antenato… Si sono celebrate varie persone e situazioni, passando così in rassegna i protagonisti fondamentali di questo progetto:
- una prima celebrazioneandava fatto alla madre storica di questo progetto…. il Metodo alla Salute … per aver approntato le precondizioni necessarie a questo Nuovo progetto che porta il marchio della Fondazione Nuova Specie;
- una seconda celebrazioneandava comunque fatta a Luigi, sua Fortezza Reale d.o.c. , e a chi per lui/come lui “ci sbatte in faccia” continuamente che non sa che farsene d’ogni progetto vitale e che è disposto a diventare “pane amaro” per la propria famiglia o per il proprio contesto d’appartenenza!
- Una terza celebrazioneandava fatta anche a Mila, seconda Fortezza d.o.c., che medico e madre, ha percorso 6 anni di strada con il Metodo alla Salute onestamente con i propri limiti/pregi, standoci… fino ad oggi, unitamente a tutti quegli accompagnatori, compresi gli assenti, che hanno donato molto alle situazioni cosiddette psicotiche, in particolare a Luigi;
- andava celebrato, come un vero e proprio addio al celibato, il passaggio da Luigi figlio di Milaa Luigi che deve sposarsi! Sposarsi a vivere ovviamente accompagnato da altre persone… in primis i rinbownauti di questi 15 giorni di sperimentazione stretta, uterina a cui poi far seguire altri accompagnamenti ad Ancona. Madre e figlio a partire dalla sperimentazione Rainbow avrebbero dovuto sperimentare una relazione che potremmo definire “a mezza pensione” e in grado di spezzare definitivamente quel sentirsi una cosa sola che ancora si vivono!
- Infine andavano celebrati i Rainbownauti… e a tal proposito è bene ricordare che la parola sta a significare “marinai” (nauti) dell’“arco della pioggia” (Rainbow), cioè dell’arcobaleno: Raffaele C., Mila, Annarita R., Angela Q., Silvio B., Lara P., Davide M., Mariantonietta D., Luca R., Katy, Daniela L., Michela G., Annamaria C., Marinella S., Mariano L. (presidente).
IL RE-MIXAGE DEI COLPI DI SCENA…
Ma colpo di scena!... a questo punto della mattinata… in diretta – cotto e mangiato – c’è stato un re-mixage!
Per fatti ed eventi poco chiari relativi alla presenza e trascorsi personali di alcuni “Rainbownauti”, Mila ha aperto una speciale edizione della celebrazione o meglio una speciale tempesta: l’edizione tempesta “dissensi/ fratture/ delusione/ contestazioni/ chiarimenti/ controproposte”a cui è stata dedicata una buona parte della mattinata. A questa parentesi tanto dolorosa quanto liberatoria, Mariano ha ribadito comunque l’importanza del rispetto di chiunque a sottostare alle sua direzione in qualità di direttore/ fondatore del progetto! Sono così eseguiti chiarimenti/proposte/controproposte a cui Mila non ha voluto rispondere a caldo. Ecco che si è ceduta quindi la parola a brevi comunicazioni-contributi di un altro antenato importante presente alla celebrazione di questo progetto: Ruggero, un altro cosiddetto “caso psicotico d.o.c.”, e tutto il suo nucleo familiare. Le vele han ripreso a gonfiarsi... e molto serenamente è tornato un gran sereno e la giornata ha riconquistato livelli di leggerezza! Infatti per chi non conoscesse Ruggero, prima in versione aggressiva, ieri era così contestualizzato con i suoi familiari e desideroso di aprirsi, comunicativo e in ascolto, che si può solo affermare che sta lavorando, stanno lavorando tutti! Un toccasana per tutti noi che eravamo lì col cuore in mano ad aspettare le decisioni di Mila… rispetto a Luigi, e non più così certi che sarebbe stato lui il primo protagonista del neonato progetto “Rainbow”! Anche con Ruggero, dopo un lungo bilancio molto positivo di tutto il nucleo familiare, Mariano ha mostrato con teorie sul campo, che le situazioni cosiddette psicotiche si sviluppano, laddove siamo stati precocemente privati di un rapporto sensibile e attento fatto di ascolto materno dei nostri primi bisogni! Il riconoscimento di tali mancanze e limiti strutturali nella relazione madre/figlio sono state riconosciuti in altre cosiddette situazioni psicotiche presenti: quella di Alberto e famiglia, quella di Massimiliano e famiglia, e quella di Nicola e famiglia che nell’ultimo anno stanno praticando il percorso ci crescita di Salute Globale proposta dal Metodo. Così, teoria su teoria, siamo approdati alla pausa pranzo… e alla ripresa della celebrazione, quando meno ce l’aspettavamo… Mariano ha quindicelebrato il passaggio chiaro/deciso/sereno tra chi volesse rimane a terra, e chi invece intendesse intraprendere questo viaggio di ricerca senza più indecisioni e “ni”.
LA SPINTA DEL NEGATIVO
E mentre normalmente a questo punto ci si aspetterebbe l’infrangere di una bottiglia sulla prua… a dir il vero qualcosa s’è “infranto”, ma non di certo una bottiglia di champagne (che, come sapete, a villa Terronia non è possibile trovare); ecco rivelarsi e ormai svelarsi il punto di rottura/critico/morente della giornata! Nello stupore di tutti, infatti, Mila si è dissociata dal progetto a cui non ha inteso più partecipare perché non ha inteso accettare le proposte operative e sottostare alla direzione dei lavori! Ecco come s’è chiuso il percorso di Mila e Luigi in questa fase e come, dopo un primo momento celebrativo vitale, l’incontro ha ceduto il passo ad un momento celebrativo sì, ma morente, quello morente di Mila e Luigi al progetto “Rainbow”. Insomma una celebrazione tutta pregna e benedetta da una morte! Che sia di buon auspicio? Forse sì… Ma come aveva ben preannunciato Mariano, il giorno che l’uomo arriverà a viversi le fasi del Communitometro come le dinamiche solari e lunari che ci possono attraversare anche solo nell’arco di una giornata, forse sarà nata la Nuova Specie, e forse ieri abbiamo vissuto/pregustata in diretta proprio questa visione tanto lontana nel tempo e nello spazio che altri chiamerebbero profezia!
E per due minuti abbiamo fatto silenzio, richiesto da Ekaterina, credo a memoria di tanto amore/dolore dedicati a te Mila e dedicati a te Luigi! Poi il resto della giornata è stata segnata dal ritmo della musica che ha spesso colmato serenamente quel vuoto che si era formato nei nostri cuori, non privi di dolore per ciò che stava morendo e non privi di gioia per ciò che stava nascendo! E’ con questo sottofondo musicale che sono state donate le magliette e le carte da lettera ai “Rainbownauti”… Luigi ha chiuso la serata cantando varie canzoni, tra le quali “Occhi di orientale” di D. Silvestris e mi piace di ricordare, a chiosa di questo doloro-gioioso post, un proverbio pescarese raccontato dalla nonna di Luca (uno dei Rainbownauti): “Lu purc’ quan sta sazie… arivatche lu trocche”! Che ci sta a dire che quando il maiale è sazio rovescia anche la mangiatoia!
La sperimentazione pertanto è stata rimandata a metà Novembre per indisposizione e disimpegno della madre, e ripartirà su basi, condizioni e persone diverse sulle quali torneremo a informarvi! Diceva Epitteto “Innanzitutto dì a te stesso chi vuoi essere; poi fa ogni cosa di conseguenza”.
Ho appena finito e sono al tramonto non solo di questa mia giornata ma di questo mio raccontavi la giornata di domenica… e quindi è al sole calante e alla luna nascente a cui affido il viaggio di questo post!
Buon pomeriggio a tutti,
Amelia


Cara Amelia, in questo post sei proprio tu, l'Amelia a cui ho sempre voluto bene tra alti e bassi. Sei stata molto brava a condurmi per mano per farmi rivivere quella giornata tanto intensa che ha regalato a tutti noi momenti veramente indimenticabili e delle lezioni di vita autentica. La sfumatura poetica con cui mi hai condotto, mi ha permesso di rielaborare la bellezza e la poesia che accompagna anche il Metodo alla Salute. é stata una festa domenica, una festa della vita: emozioni, pianti, momenti di gioia si sono susseguiti ad un ritmo "vertiginoso". Ora riposo, a domani mio tesoro. Sabrina
RispondiEliminaGrazie Amelia per aver fatto vivere così dettagliatamente anche agli assenti questa giornata.
RispondiEliminaTi abbraccio
Cara Amelia, ti ringrazio anch’io per questo post, sei stata capace di cogliere lo spirito della giornata sopraelevandoti dai fatti che potrebbero essere variamente interpretati e spingere ciascuno di noi a parteggiare per l’uno o per l’altro. L’immagine che hai riportato delle dinamiche solari e lunari che ognuno di noi dovrebbe imparare a vivere nell’arco di una giornata è meravigliosa!
RispondiEliminaCredo che questo progetto per Luigi sia stato un vero e proprio arcobaleno arrivato dopo anni di tempesta interiore, ma ne abbia avuto anche la breve durata e si sia tradotto per lui solo nella possibilità di intravvedere il sereno, almeno per il momento. Auguro a Mila che si conceda il tempo di riflettere, capire perché, nonostante il percorso fatto fin qui e l’anno di preparazione del progetto, certi avvenimenti, certe parole, certe decisioni sono andate a colpire così profondamente la sua corazza … la stessa impenetrabile di Luigi.
In quanto sperimentazione sul campo, questi colpi di scena non sono così inaspettati ed è qui che sempre ammiro la capacità di Mariano di accoglierli e trasformarli in humus che feconderà altre situazioni. Proprio errori e fallimenti precedenti hanno permesso di modificare, migliorare gli accompagnamenti ed abbreviare i tempi di crescita dei soggetti cosiddetti psicotici e delle loro famiglie, come Ruggiero, Nicola, Alberto e Massimiliano oggi stanno dimostrando.
Un grosso merito va riconosciuto al gruppo dei Rainbownauti che, anche se attualmente in stand – by, non hanno esitato a mettere da parte impegni e situazioni personali, per dedicarsi volontariamente a questo progetto: che voi siate da esempio per tanti altri di noi!
Un grande applauso di incoraggiamento a te, Mariano, che con determinazione hai rivendicato la direzione di questo progetto: come tu ci insegni, un buon angolo alfa è necessario per far ben funzionare il triangolo del cambiamento.
Ciao Amelia, sono una dei rainbownauti e una delle protagoniste della giornata di domenica.E'UN BEL POST E COME DICE Gabriella ,sei riuscita ad essere al disopra delle parti,penso anche che solo una persona non personalmente coinvolta nel progetto rainbow poteva descrivere con cosi tanta poesia e maestria.Brava Amelia, mi conplimento con te.Credo che in noi il prevalere di tante emozioni ,non ci avrebbero permesso di fare di una esposizione dei fatti cosi scevra e cosi libera da atteggiamenti negativi contro chi quel giorno ha lanciato una lancia nel cuore della vita. A Mariano mi sento di dire che ancora una volta ci mostrato con grande coraggio ,nonostante il suo cuore fosse pieno di dolore e l ennesima delusione della sua vita , che anche la morte ha un suo risvolto.Credo caro Mariano che questo progetto " IMPORTANTE- IMPORTANTISSIMO" (come dice Marilisa)PER LA VITA è così grandioso che nessuna morte riuscirà più a fermarlo.Non lo permetteremo. Un bacio a te Amelia e a tutti noi. ANGELA Q.
RispondiEliminaCara Amelia
RispondiEliminainnanzitutto grazie di questo post, non ero presente fisicamente domenica, dico fisicamente perchè c'ero con il pensiero e il cuore.
Sei riuscita a descrivere e riportare il tutto con poesia, emozioni, dolore e speranza.
Mi arriva il dolore, la delusione, la paura, l'incapacità di affidarsi e abbandono di Mila madre..di Luigi..qualcosa mi appartiene.
Grazie Mariano per quanto osi, per quanto amore, comprensione, dedizione metti continuamente in gioco. La delusione, il dolore tu ce lo fai comprendere e elaborare come humus per la vita (posso dire in questo momento della mia vita molto difficile)che il tuo insegnamento mi è utile per affrontare giorni come questi. Un abbraccio e "un avanti tutta" a tutti noi!
Brava Amelia anche io ero li domenica mattina come spettatrice, volevo esserci e comprendere al meglo questo progetto che poteva essere e puo' essere importante per tutti noi mamme con figli cosidetti psicotici
RispondiEliminaun progetto di nuova specie che va al di sopra di ogni cosa, andava oltre, ......invece e' arrivata la tempesta, un uragano (MILA) che a colpi di onde fino ad arrivare a far morire chi avesse preso parte ad un progetto e non.....ma ho visto tanta sofferenza di mamma Mila al non dover lasciar andare questo figlio, farlo sposare, dicendo che la sposa doveva piacere prima a lei (mila)poi a Luigi e un successivo allontamento di Luigi per circa un anno da mamma Mila. Tutto questo a fatto si che Mila senza Luigi secondo me, e' senza entita'.
Mi dispiace per Mariano, che con tanto impegno e sacrificio si e' dedicato a questo pregetto, la delusione e l'amarezza, ma che sicuramente anche partendo da questo negativo cosi distruttivo, si possa costruire e migliorare per novembre e affinare alcune situazione e non aspetare all'ultimo momento,
Bravo Mariano che ha saputo come sempre, gestire il tutto, anche se con delusione e tanta amarezza, ma gia lui sapeva come sarebbe andata, e lui con il suo stato quiete , il suo ascoltare , a preso tutta la merda, ma che un giorno nascera'un fiore.
Come ho detto a Mariano---- TORNERA' UMILIANDOSI E STRISCIANDO A I TOUI PIEDI ----- se cosi fosse allora Mariano hai vinto
AVANTI TUTTA
Cara Amelia, anche se sono nel pieno di elaborazioni su ciò che è accaduto e che sta ancora accadendo, credo di dover scrivere almeno 2 righe di commento. Tanto per essere onesti. Appena ho letto il tuo post ho avuto una reazione negativa: mi sembrava che il linguaggio fosse poco "scientifico" e che si rischiasse di mettere in ridicolo ciò che si è vissuto quella domenica; ho pensato che, a volte, con troppa facilità, gettiamo alle spalle un negativo con cui dovremmo fare dei conti più approfonditi. Mi sono posta(e mi pongo) il problema della comunicazione: come succede in tutti i gruppi,tendiamo spesso a dare per scontato un linguaggio che può risultare poco comprensibile ad un esterno che tante volte non ha neanche intenzione di comprendere e verificare.(Non voglio criticare passivamente ma ancora non ho saputo fare di meglio: per me è un argomento aperto...). Non è perchè si deve dire che ammetto di essermi trovata in un vortice di rabbia, paura, tentativi di distinzione, incapacità, impotenza, dolore...
RispondiEliminaNon voglio dare nessun contentino: rileggendo il tuo post con atteggiamento un pò più obiettivo preferisco riconoscere i miei limiti, considerando anche il fatto che anche tu eri lì a viverti ciò che stava accadendo e di certo non deve essere stato facile, immagino.
Dunque grazie per aver documentato un momento difficile da raccontare in un momento affatto semplice: sei stata l'unica a proporti
Grazie Amelia per il tuo post. Sento che al di là di quello che può sembrare il progetto RAINBOW è partito (con una modalità diversa) sotto la guida di Mariano all'insengna della chiarezza e della trasparenza.
RispondiEliminaOrnella
vi ringrazio...Amelia
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