martedì 15 ottobre 2013

Ancona, venerdì 20 settembre 2013. RINNOVO DEL COMITATO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE ONLUS MARCHE.




ELEZIONE DEL NUOVO 
COMITATO DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE 
ALLA SALUTE ONLUS MARCHE.


Venerdì 20 settembre ci siamo riuniti nella nostra sede di Ancona per nominare un nuovo Presidente e un nuovo direttivo dell’Associazione. E’ stato bello ritrovarsi tutti insieme nella sede dopo la pausa estiva, anche se comunque in questi mesi di pausa dai GAS ci siamo visti in altre occasioni. 



Moris, incoraggiato da Cindy, comincia a introdurci alla riunione che comincia con la fase dei pensieri e alcune comunicazioni.  C’è un bel clima, siamo in tanti a voler partecipare a questo momento importante di passaggio dal vecchio al nuovo.
Benedetta, che è in conduzione, ci comunica che a breve si terranno i GAS anche nella sua città a Jesi, dove hanno trovato una sede grazie alle conoscenze e l’impegno di Daniela.


Gioele ci fa toccare e sentire l’odore della ciotola di legno che ha fabbricato con l’aiuto di Samuel. Poi ci comunica che non parteciperà ai gruppi marchigiani perché è in partenza per Foggia, per dedicarsi al PVC (Progetto Volontari in Crescita) per un anno.

I componenti presenti a rappresentare il vecchio direttivo sono Silvio e Cindy, Nicoletta purtroppo è a casa con la febbre, ma ci manda una bellissima lettera per condividere con noi le sue decisioni riguardo l’Associazione. Infatti dopo tanti anni lascia il direttivo e anche le danze interetniche che con tanta passione e dedizione ha portato avanti e che anche a lei sono servite molto per crescere, ma che ora sente di poter lasciare per portare avanti i progetti del G.E.I.P.E.G. nella scuola, come già da un po’ aveva iniziato a fare.

Silvio ha portato il bastone del Dr. Fred Baughman, regalatogli qualche anno fa da Mariano che a sua volta l’aveva ricevuto dallo stesso Baughman, un importante neurologo americano che aveva passato un periodo a Foggia per immergersi nel Metodo alla Salute. Il bastone è divenuto simbolo di momenti di passaggio come questo all’interno dell’Associazione e Silvio chiede di integrarlo nel rito che verrà condotto da Gioele.
Cindy ci legge un messaggio da Sandra, anche lei a letto con la febbre. Anche Cindy ci comunica che lascerà il direttivo e la conduzione nei gruppi alla salute per dedicarsi alle attività che più la appassionano come i Pomeriggi letterari, il Cinema didattico e il Blog
Penso che per tutti non sarà facile lasciare cio’ che con tanta dedizione e impegno hanno portato avanti in questi anni, ma sarà necessario per lasciare spazio al nuovo in modo che altre persone possano crescere anche attraverso i ruoli che avranno all’interno dell’Associazione.
Silvio ci racconta come si è vissuto questo anno da Presidente e come la scelta di rimanere per un altro anno nell’Associazione gli sia servita, perché un anno fa non era ancora pronto a lasciare questo territorio che gli appartiene molto e che lui è riuscito a fare ancora più suo grazie alla carica che rivestiva, in campo istituzionale, politico e nei progetti che ha portato avanti. Infatti è proprio con la Presidenza di Silvio e grazie al suo impegno che da un anno abbiamo una bellissima sede in Via Cialdini, nel centro di Ancona. Mentre Silvio racconta, mi viene in mente che ho iniziato il mio percorso proprio un anno fa e che inizialmente i gruppi si facevano nel salotto a casa di Mila agli Archi.
Sento che Silvio è stato una figura costante di riferimento, a prescindere dal suo ruolo, lui c’è stato per ognuno di noi in modo concreto, sia all’interno dei gruppi che come accompagnatore nelle situazioni difficili, sacrificando devotamente il suo tempo libero.


Nei contributi emerge proprio come Silvio sia stato padre, fratello e compagno di viaggio per tante persone, che ora festeggiano questo suo passaggio anche con dolore, ma sicuri del fatto che questa sua crescita porti un vento nuovo e nuove modalità di crescita per tutti. Emerge anche che tutto ciò non sarebbe stato possibile se al suo fianco non avesse avuto Michela, che con devozione lo ha sollevato di molti impegni all’interno della sua famiglia numerosa. Quindi: “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”. E’ proprio a Michela che Silvio chiede di far da Ponte tra il vecchio e il nuovo visto che la sua decisione per potersi distinguere è proprio quella di lasciare l’Associazione per un periodo di tempo e che quindi all’inizio non vorrà essere informato delle questioni che riguardano l’Associazione alla Salute Marche, perché si dedicherà completamente alla Fondazione Nuova Specie di cui è Vicepresidente e alle altre Associazioni a livello nazionale.
Michela esprime il suo dolore per questo periodo di passaggio, che per lei non sarà facile.


Si procede con l’elezione del nuovo Presidente: all’unanimità viene eletta Monica: il nostro nuovo Presidente è ROCK! Così ci scateniamo al ritmo di una canzone metallara e festeggiamo ballando ognuno con il nuovo Presidente. A proporsi come Vicepresidente è Cristian e anche lui ha il consenso totale dei presenti. Cristian balla con Silvio sulle note di Mannarino e noi con loro. La riunione si trasforma in festa e anche l’elezione di Silvia come segretaria è accolta con danze e applausi così come l’elezione del Tesoriere Olivia e del comitato direttivo composto da:
Teresa, Ombretta, Moris, Eleonora, Ulrike, Francesca M., Gino e Luca.


Dopo questo momento di festa segue il rito, condotto da Gioele con la partecipazione di Valentina e della nuova vita che porta in grembo, maschio o femmina che sia, già comunica con il nuovo presidente. E’ un momento emozionante e il silenzio accompagna questo momento sacro. 
Tutto il rito è molto sentito dal gruppo e Gioele guida il vecchio direttivo a lasciare ed il nuovo ad entrare. 
Sento che Silvio è molto alleggerito, sembra tornato bambino: balla, saltella ride e fa battute mentre Gioele lo intima a stare zitto e di non intromettersi dato che ormai non ha più nessuna carica. Ho vissuto il rito con una molteplicità di emozioni, immersa nei momenti solenni e in quelli leggeri.  Traspariva l’energia e l’entusiasmo del nuovo direttivo, un gruppo di compagni di viaggio pronto a spiccare il volo per formare una nuova treccia di Berenice che proseguirà seguendo le proprie note.

Victoria

lunedì 14 ottobre 2013

Tramatza (OR), sabato 12 ottobre e domenica 13 ottobre 2013. APPROCCIO GLOBALE ALLE PROBLEMATICHE DELLA COPPIA E DISAGIO DEI FIGLI. Primo e secondo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia





CORSO NAZIONALE SU 
“APPROCCIO GLOBALE ALLE PROBLEMATICHE DELLA COPPIA E DISAGIO DEI FIGLI”.

Primo giorno




 Sto avvicinandomi a Casa Enna, sono appena passate le nove e ho qualche minuto di ritardo; mi è stato riferito che Mariano è un tipo puntuale: pazienza, non cascherà il mondo se quando entrerò avranno già iniziato! Entro, non hanno ancora iniziato. Bene!!! C’è un po’ di confusone, ma resto siamo tutti seduti. Una piccola introduzione di Mariano dove indica che inizierà il corso con una “similitudine” della nostra situazione di vita paragona alla “gravidanza”. Però, giustamente e prima di tutto, ci invita a presentarci. Cominciano le persone che già hanno una certa confidenza con il corso o che hanno già frequentato. Dopo un imbarazzo iniziale le presentazioni fioccano; gli approfondimenti delle motivazioni per la propria presenza al corso cominciano: a mio avviso, il corso è già cominciato. L’emozione scaturisce dal cuore delle persone già sensibili, più colpite dagli accadimenti della vita; l’emozione si diffonde nell’aria che respiro, mi coinvolge, la compassione mi avvolge.



Terminate le presentazioni, si stacca, un momento di pausa che, da parte mia, è il benvenuto. Alle dodici si ricomincia. Mariano dà cenni sul metodo alla salute e, naturalmente, spinge sulla creazione di una rete locale, affinché si possa diffondere anche qui. La giornata continua, non con la gravidanza, ma si prende in esame ciò che è accaduto ieri, durante e dopo la presentazione de corso. Ma, prima di tutto, un canto di Gesuino che è una dichiarazione di stima e di affetto nei confronti di Mariano. Poi: al lavoro!!! 


Ieri, Elias, un ragazzo con diagnosi di psicotico, ha invaso con la sua presenza e i suoi interventi la conferenza e la presentazione del corso; oggi si è reso conto che ha agito in maniera “non consona” e con tutto il suo senso di colpa si è ugualmente presentato, scusandosi con i presenti e con i familiari  (legali e affettivi).
Si pensa che un ragazzo psicotico non ha capacità di concentrazione nell’ascolto e che, soprattutto, disturba. Alla luce di ciò che vedo: Elias partecipa all’analisi dell’accaduto; ascolta e interagisce; ovviamente, visto che partecipa, Elias non è elemento di disturbo. Non sarà che Elias non è psicotico? Durante tutta la serata l’analisi è andata avanti con alcuni momenti di commozione, di confronto e momenti di scontro. Rifletto sul fatto che il lavoro per riportare la famiglia di Elias ad una situazione di non disagio è lungo; l’impegno dovrà essere costante: probabilmente, se lasciati soli, potrebbero non farcela.
Sì, sarà importante la costituzione di una rete di “amici” se si vorrà essere di aiuto!


Corrado


Secondo giorno.



È finito il secondo giorno di corso con Mariano
La prima parte della giornata è iniziata dolcemente con un pezzo musicale degli Skiantos, portata da Elias, che ci teneva tantissimo a farla ascoltare; non ricordo il titolo, ma il testo, senza mezzi termini, manda fanculo la mamma. La musica è continuata con un pezzo di Gaber: “se lo sai, perché non lo fai? Dai!”, voluta da Mariano, che piano piano ci ha introdotti alla sua teoria sulla vita, portandoci come esempio la gravidanza e mostrandoci un video senza parole su quello che accade nei nove mesi. Gesuino ci ha letto una sua poesia. Ivan ci ha mostrato delle foto di un suo lavoro.
Il maschile e il femminile, come lo spermatozoo e l'ovulo, si devono incontrare, altrimenti non accade niente. “Viagra”: viaggio della gravidanza, le varie fasi, quando parte una gravidanza, mitosi e meiosi possono essere rapportate alle dinamiche di coppia. 


In una “coppia simmetrica” ciascuno deve avere un punto mitotico, cioè un punto fermo, un qualcosa di solo suo, che non cede a nessuno. In mancanza di questo, la coppia diventa asimmetrica. Come nella meiosi, una volta avvenuto l'incontro, si devono perdere delle parti per avere una prospettiva nuova. Si perdono delle coppie di cromosomi, per formarne altre di nuove, inedite. 


Nel pomeriggio sono state riprese queste parti, che Mariano ha incrementato con altre immagini, per arrivare alla mitica “zona pellucida”, e finalmente abbiamo capito cos’è: è una zona trasparente attorno all’ovulo fecondato, che in un secondo momento sarà mangiato da questo. Nella nostra vita, è il residuo della famiglia di origine, ed è difficile da vedere perché trasparente, è un fardello che dobbiamo digerire se vogliamo crescere.  


Non accontentandosi di tutti i termini scientifici che ci aveva portato, è arrivato anche il momento della “morula”, che ha paragonato all’adolescenza; si forma il quarto giorno dopo il concepimento, è una cellula replicata fino a 64 volte, e così gli adolescenti si ripetono più volte, per capire, per elaborare un fatto negativo, per poi non farlo più. 

Il quinto giorno, mi sembra di ricordare, la morula deve fare il “salto precipiziale” per arrivare nell'utero e annidarsi; così l'adolescente non va trattenuto, affinché compia quel salto verso la vita. 


Tanto spazio in questi giorni, ed oggi soprattutto, è stato dedicato alla possibilità di creare una associazione qua in Sardegna, che porti avanti il lavoro di Mariano. Per Betta è un sogno da tanto inseguito e credo che ci riuscirà con l'aiuto di Susanna e gli altri.
Ho apprezzato gli interventi di Ivan in questi giorni, in lui ho visto una grande risorsa per questa rete, che auguro al più presto posso nascere. La Sardegna è una terra di grandi creativi e in questi giorni ce l’hanno dimostrato, allietando il luogo dove si svolge il corso, in tante forme artistiche.

 
Milena


domenica 13 ottobre 2013

Foggia, domenica 6 ottobre 2013. TERZA EDIZIONE DEL PROGETTO LA FINESTRA DI BABICH. Ultima giornata - bilanci.


FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia

 


TERZA EDIZIONE DEL PROGETTO
"LA FINESTRA DI BABICH".
Ultimo giorno - bilanci.

Accettare la contraddizione 
da cui può nascere qualcosa 
di inedito.


Giovanna invita le donne del Progetto a raccontare i ricordi riguardo questa esperienza.


Prende la parola Eleonora: “Per riuscire a tirare fuori le Emozioni c’è bisogno di tempo e di un Utero. Quest’ultimo è stato la vera esperienza del Progetto. E’ stato molto utile privarsi dei telefoni per non tornare nei vortici dell’esterno. Il contatto con le altre donne è servito da specchio; in ognuna rintracciavo un pezzo di me. Anch’io parto dal desiderio di Graziella Babich di togliermi la vita, poi grazie alle persone del Metodo, sono stata accompagnata a tracciare un altro solco nella vita”. Quando c’è la vita le radici sono uguali, infatti le esperienze degli altri ci riportano a noi.
 
Paola: “Questo progetto mi ha fatto vedere la maschera che indosso da anni. Ho capito per la prima volta che, quando da piccola ho perso mia madre, io volevo morire e ho mascherato questo dolore dandolo a mio figlio che lo ha assorbito. In una situazione intensiva si arriva prima all’autoanalisi”. Perdere una madre in tenera età, ha fatto trovare a Paola la soluzione della figura della donna forte e razionale. Non avendo il Femminile della madre, ha dovuto sviluppare un forte Maschile. Il Materno è accettare la propria fragilità. Il Maschile deve essere al servizio del femminile e ci deve essere la fusione dei ruoli, quindi non deve esserci un solo ruolo che ci caratterizza.
 
Lina: “Essendomi catapultata per la prima volta in questo Progetto, mi sono sperimentata come donna. Grazie ad una dinamica con Mila, ho visto il dolore e la rabbia per non aver saputo imporre la mia presenza come donna. E’ venuto fuori il rifiuto per mia madre che non c’è stata ed il rifiuto per tutto quello che poteva svegliare i miei bisogni”.  La vera novità è stato lo svelamento di una parte Salvatore (il figlio) in Lina, una parte giocosa, dispettosa, è una parte che vuole stare al centro dell’attenzione e per questo è viva. Mariano suggerisce di parlare di questa esperienza anche ai familiari con i quali non c’è un buon rapporto, sostenendo che L’umiliazione fa crescere dei semi nuovi, infatti chi è insicuro non si umilia perché ha paura di perdere quello che non ha. Lina vuole ribattezzarsi con il nome di LinaSaìa che deve sancire il cambiamento dalla donna in croce alla donna danzante.



Stefania ha sentito questo progetto come un parto. Ha capito come si era svolta la sua vita: ha vissuto nascosta come un topo. Il figlio Alessandro aveva capito che la madre si sentiva una bambina indifesa e avrebbe voluto aiutare la madre ma poi si è sentito un peso per lei nel momento in cui si è ammalato.
 
Mirella non deve tornare a casa riproducendo quello che ha sempre fatto. Dovrebbe far svolgere il ruolo di Utero ai maschi della famiglia. Mirella deve riuscire a sentire e a vedere se stessa, mettendosi al servizio dei propri bisogni. Per ingabbiarci riteniamo reale una storia che di noi non ha niente. Bisogna saper trasportare quello che si è capito nel progetto nella storia quotidiana.
 
Elena ha capito che nella vita si è sempre sentita una bambola di pezza. Questa è una svalutazione ulteriore rispetto al rimanere bambina o trasformarsi in un topo che si nasconde. La bambola è solo un oggetto di gioco, non può esigere niente e gli altri non si sentono obbligati a dare niente. Lo stare male del figlio Flavio è dovuto a questo ruolo di bambola di pezza della madre che si attiva solo nelle emergenze. Da questa enorme svalutazione Elena deve assolutamente scuotersi.
 
Per Maria dalle storie degli altri sono venuti fuori dolori nascosti. Poi spiega come ha sentito molto presente la figura del padre e al contrario insignificante quella della madre. Mariano spiega come una modalità di essere una madre assente è quella di  spingere la figlia femmina verso il padre. Chi non ha vissuto la figura della madre poi ha difficoltà ad essere a sua volta una madre e questa assenza di femminile spiega anche il totale sconvolgimento e disorientamento quando Maria ha perso il marito. Infatti mancando la figura maschile che le è sempre stata di riferimento non ha saputo mettere in campo il Femminile. Maria racconta che il figlio vorrebbe che lei morisse e allora Mariano suggerisce di morire in vita, cioè di tirarsi fuori dalla vita del figlio

Salvina durante il progetto ha sofferto di forti mal di testa perché nella vita ha bloccato i desideri e contratto l’organismo, quindi quando il corpo si rilassa torna a vivere e può far male. Le nostre parti spingono per uscire e creano il mal di testa. Salvina parla della proposta di affido di una bambina eritrea che per il momento non si sente in grado di accettare. Il 4 ottobre ha festeggiato con le altre donne la sua rinascita, visto che non aveva mai celebrato un compleanno.
 
Donatella ringrazia Giovanna e Mila per essere state figure di riferimento. Ricorda che il lavoro è partito con la spiegazione del Logo del progetto e quindi con la storia di Graziella Babich, donna di Trieste che aveva frequentato il metodo, una volta tornata a casa l’avevano psichiatrizzata e proprio la Psichiatria le aveva concesso una casa dalla quale si è suicidata gettandosi dalla finestra. Donatella vede nel Logo una donna che danza nell’aria. Poi racconta la storia della madre che era figlia di una relazione illegittima e che era stata una bambina marchiata dalla Chiesa e dalla Comunità. Adesso è ora di riconciliarsi con la madre bambina perché è riuscita a vedere la sua di bambina. La madre assente si è presa le colpe di un società rigida e questo Donatella l’ha respirato. E’ ora di non prendere più su di sé i peccati della madre. Si parla del Veliero delle Donne Perdute, il cui scopo è partire dal Porto (angolo alfa) e andare in mare aperto. Un Veliero ha bisogno dell’equipaggio per navigare, molte donne sono salite per raggiungere i propri figli. Quello che Donatella ha ricevuto dal Metodo sono dei punti di luce in un mondo buio, per questo è riuscita a vedere la bellezza anche nel dolore. Questo è il momento di fare il salto precipiziale e rinascere come persone integre. Il nostro organismo ha bisogno di distruggere e ricostruire in continuazione. Adesso è il momento di ricostruire (processo anabolico). Mariano invita il marito Giorgio a co-condurre i Gruppi alla Salute per una settimana, una sfida per costruire e fare così il viraggio.
 
Daniela ricorda la sua difficoltà ad uscire e stare fuori di casa per la prima volta che è stata dissolta dall’accoglienza amorevole di Mila che l’ha fatta sentire una figlia amata. Racconta come Lucia sia stata per ore a coccolarla e come questo amore non le bastasse mai. Mariano sottolinea come vivendo delle relazioni metastoriche che nella vita ci sono mancate ci predisponiamo al cambiamento. Daniela afferma che per 35 anni si è alimentata di rabbia e sensi di colpa, quindi ha avuto bisogno di mettere fuori il negativo represso.


Lucia dice che il procedere incerto consigliato da Mariano ha dato modo a tutte le donne del Progetto di partecipare attivamente senza una conduzione fissa. E’ stato importante uscire dall’ambiguità e venire fuori dal ruolo che ci siamo costruite nella società. Nel Progetto, Lucia ha spinto le altre a riconoscere i propri bisogni. C’è stata l’opportunità di portare alla luce cose profonde. Quando si cambia organizzazione ci si disorienta nel tempo e nello spazio. Ha sentito di essere scissa tra una persona che sa troppo e una che non sa niente. Mariano la invita a vedere il dare e il chiedere in relazione tra di loro, in continuità. Dovrebbe smettere di sentirsi inadeguata nel dare ma per fare questo deve mettere insieme il chiedere e il dare. Lucia sta sopprimendo la sua bambina per non spaventare gli altri. L’Utero è importante per darci la possibilità di esistere senza fare niente, il feto deve solo ricevere, solo una volta nato può dare. La Depressione è un voler tornare dentro l’Utero.
 
Mila dice che si è trovata nel Progetto per una serie di coincidenze. Si è subito immersa perché ha sentito le altre donne molto vere. Ammette che è stata incapace ad avvicinarsi a Lucia nel momento in cui è stata male. Mila sente il bisogno in questi progetti di figure che diano regole e che sappiano coltivare ciò che si è seminato. Questa esperienza ha evidenziato un nodo che è quello di adulti che portino il loro compito fino in fondo. Mila non riesce a vedere il positivo della contraddizione, che è un alternarsi delle nostre parti, perché le contraddizioni che ha vissuto sono state disastrose. Mariano consiglia di accettare le contraddizioni poiché alternando le nostre  parti siamo obbligati alla reciprocità dei ruoli.
 
E’ giunto il momento di ascoltare le coordinatrici del progetto: Giovanna e Lara.
 
Lara spiega come il coordinamento per La Finestra di Babich sia stata una sfida per superare i propri limiti. Ha potuto vedere sul campo come cose che conosceva bene a livello teorico si manifestassero come fenomeno vivo. Riconosce di fare ancora fatica ad integrare in sé la parte femminile. Si è sentita perduta su questo veliero di donne ma proprio questo vagare in mare aperto le ha illuminato cose che sono divenute più chiare. Lara riconosce il suo piacere di crescere e di vivere; dice che nessuna delle 13 donne sarebbe stata in grado di accompagnarla ma che ha potuto prendere tanto da tutte. Parla inoltre della necessità di superare le contraddizioni perché come non esiste univocità nella madre così non esiste nella figlia, queste figure devono essere dinamiche. La realtà cresce con l’accoglienza delle contraddizioni.


Giovanna ammette di avere ancora dei nodi e questo perché nelle vita non ci si ferma, è un continuo divenire. Quando vede le cose che non vanno in lei si da coraggio per affrontarle. Sottolinea la bellezza delle molteplicità delle donne con cui ha condiviso il progetto. Il tema cardine di questa esperienza è stato il rapporto con la Madre. Riconosce l’importanza dell’uso del corpo e a proposito di questo ringrazia per aver ricevuto uno splendido massaggio a 26 mani.
 
Mariano conclude dicendo che quando un progetto è metastorico non c’è nessuno che ha un ruolo chiuso: “Dobbiamo uscire fuori dal modello univoco che sta alla base delle istituzioni”.  Invita ad avere uno sguardo complesso e a vedere così il Figlio non solo come colui che succhia ma anche come colui che morde, la Madre non è solo colei che allatta ma anche colei che può girarsi dall’altra parte. Poi spiega come è difficile far decollare un progetto simile al maschile per la difficoltà dei maschi a convivere e ad avere un rapporto con il corpo. Infine un ultimo invito ad accettare la contraddizione da cui può nascere qualcosa di inedito.


Francesca e Giulia


venerdì 11 ottobre 2013

San Severo (FG), giovedì 3 e venerdì 4 ottobre 2013. PROGETTO "LA FINESTRA DI BABICH". Settimo e ottavo giorni.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia


 



TERZA EDIZIONE DEL PROGETTO 
"LA FINESTRA DI BABICH".

Settimo giorno.
Donne che corrono
con i lupi...



Come di consueto si comincia con la lettura del messaggio di Mariano:


“Care donne perdute nel veliero, non abbiate nostalgia del confessionale e del vostro essere state capro espiatorio per un ordine ormai agonico. Il mare aperto è la vostra vocazione. Il vostro destino è andare oltre le Colone d’Ercole dove solo le amazzoni possono navigare e abitare”.


D.comunica che il messaggio di Mariano lo sente suo perché, a seguito della supervisione, ha preso coscienza di essere ferma al confessionale e di voler imitare le amazzoni per poter intraprendere un viaggio ed andare oltre le Colonne d’Ercole.


M. legge un messaggio sull’autostima:


“Non dimentichiamo che dentro di noi esiste un bambino o una bambina forte capace di sognare e ribellarsi, di creare e di scoprire il proprio vero sé, che prima o poi emergerà”.


D., nel ritrovare il suo stato quiete, ringrazia le mamme che l’hanno accolta e accompagnata e che le hanno insegnato a gustare il piacere del corpo senza provare la vergogna ed il senso di colpa. Così D. ha preso coscienza di quanto la sua anima fosse affamata ed emerge il suo cattivo rapporto con il cibo ed il suo essere stata bulimica da adolescente.

Poi D. invita L. a fare i conti con il suo corpo: dopo un po’ di resistenza, L. si lascia andare e tutto il gruppo la accompagna abbracciandola. L. ha intravisto il suo dolore ma è solo la punta dell’iceberg.


Alla ripresa, L. è ancora molto provata e, con un’alternanza di riso e pianto, suscita in E. ricordi antichi. Ad accompagnarla interviene Lara che le racconta gli abusi subìti. Il gruppo poi si chiude con il fondo comune dove Giovanna, ispirata dal libro Donne che corrono coi lupi ci racconta come le donne dovrebbero rimanere selvagge e invece vengono “addomesticate”: perdendo, quindi, la loro natura manifestano i loro disagi. Ad addomesticare le donne ha anche contribuito la religione.


Paradossalmente gli animali risultano più veri di noi perché ascoltano il proprio istinto e, contrariamente agli esseri umani, non uccidono se non per mangiare.


Danielae Mila


Ottavo giorno. 
Un compleanno sul veliero
spinte dal vento metastorico...



Abbiamo iniziato la giornata in modo tranquillo perché avevamo stabilito di passarla facendo un bilancio tra di noi.

Qualcuna è andata a fare la spesa poi, quando eravamo tutte presenti, abbiamo organizzato una festa di compleanno per Salvina che ci aveva raccontato, con dolore, di come i suoi non l’avevano mai festeggiata a causa degli impegni di lavoro. Stefania si è alzata presto e ha preparato una bellissima e buonissima torta con crema pasticcera e panna. Salvina, accolta da tutte noi, ha spento le candeline con grande emozione di tutte e ha dichiarato che, da adesso in poi, festeggerà due compleanni. 


 
Siccome molte di noi non la conoscevano, Lara ci ha illustrato la Regola del C.A.C.A.R.E. anche per poterla usare nei nostri bilanci. Siamo arrivate così all’ora di pranzo in un baleno.
 
Riprendiamo nel pomeriggio dedicandoci al bilancio fatto tra noi.

Stefania ha comunicato a Salvina perché ha scelto di fare la torta per il suo compleanno e ha parlato di come Salvina l’ha fatta tornare al rapporto con sua sorella e di come avrebbe voluto averla lì, al posto di Salvina.
 
Salvina ha parlato del fatto che in questi giorni ha sentito un gran movimento nelle sue viscere ed ha capito che non ama essere definita “magra” perché si sente sminuita da questa definizione. Quindi ha manifestato il proposito di riprendersi i suoi spazi, compreso il fatto di festeggiare il suo compleanno.
Mirella ha manifestato la sua soddisfazione per essere stata accompagnata dalle altre ad intravedere il porto come opportunità.
Poi Lara ha confessato come, all’inizio del progetto, si sentiva di dover rappresentare sempre lo stesso ruolo (quello di figlia) in un gruppo di “madri” e di come, poi, si è accorta che invece ha preso da ognuna di noi qualcosa che l’ha aiutata a transitare al ruolo di adulta, anche perché ha avuto delle compagne soprattutto “figlie” e meno “madri”. Poi ha messo in evidenza tutte le cose che l’hanno sorpresa di alcune persone come Daniela la quale ha espresso la sua inconsapevolezza iniziale nel partecipare a questo progetto e di quanto, invece, ha preso ora consapevolezza.



Lara ha ringraziato Giovanna per come si sono accompagnate nel coordinamento e per come Giovanna le ha alleggerito questo compito con semplicità. L’ha esortata a far venir fuori la sua parte di valore e Daniela, pur evidenziando la difficoltà di Giovanna, le si è offerta di starle vicino.
 
Mila ha raccontato le sue sensazioni su ognuna di noi poi, ognuna, ha fatto un bilancio anche rispetto al rapporto con le altre e a quello che ci siamo vissute in questi giorni. Tutte siamo state d’accordo sul fatto di sentirci effettivamente sopra un veliero e di come il vento (spirito) ci ha trasportato in questo giorni, con il mare calmo ma soprattutto quando il mare era in una tempesta che ci ha travolto ad una ad una ma che ci ha anche permesso di sostenerci a vicenda. Nel bilancio abbiamo cercato di capire quanto ognuna di noi si è fatta trasportare e di quanto ognuna di noi si è affidata al gruppo. Siamo salite tutte sul veliero con delle aspettative che si sono rivelate alcune sorprendenti, alcune un po’ meno, ma sicuramente ci porteremo dietro un fardello di emozioni che ci aiuterà a continuare a navigare, se sapremo farne tesoro.
 
La giornata si è conclusa con un rito per Giovanna che aveva espresso le sue difficoltà con il corpo e che si è concessa di farsi coccolare da tutte noi.
 


Abbiamo cenato ed abbiamo festeggiato con i cantucci che Donatella aveva preparato con maestria.
 
Mirella e Stefania

San Severo (FG), mercoledì 2 ottobre 2013. TERZA EDIZIONE DEL PROGETTO LA FINESTRA DI BABICH. Sesto giorno.

 


FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 42
Prefettura di Foggia




TERZA EDIZIONE DEL PROGETTO 
"LA FINESTRA DI BABICH".
Sesto giorno.
Transizione di metà percorso: 
sostare, salire sul monte 
e vedere da sopra le scie del percorso.


La giornata inizia, come sempre, con la lettura del messaggio di Mariano che recita così: “Care tutte transitate a metà percorso, con piacere ci vediamo oggi pomeriggio per sostare, salire sul monte e vedere da sopra le scie del percorso. Baci M.”

I conduttori sono Paola e Donatella
Si comincia con lo stato quiete, Mirella parla dicendo che il suo stare in silenzio e senza occhiali serve a scendere di più nelle sue profondità; il gruppo si predispone a creare, con il silenzio e senza distrazioni, un utero devoto per accogliere e per accompagnare tutte le partecipanti a scendere ancora di più nelle proprie profondità e nei propri dolori .
Molte donne parlano del loro dolore di figlie non viste, di figlie che son diventate madri delle loro mamme, del dolore di parti non sentiti, di parti fatti con il cesareo, ma il dolore più forte è quello di partorire un figlio morto, o essere sterili

Il gruppo sente una forte motivazione per fare una dinamica metastorica con una bambola che viene prima cullata, accolta nel seno materno e poi depositata in una piccola bara. Questa dinamica scatena tanto dolore anche in chi ha perso la mamma in tenera età.
La mattinata si conclude abbastanza tardi per dare il giusto valore al dolore mai espresso di molte donne figlie-madri.

Il pomeriggio è dedicato al bilancio di metà percorso con Mariano.
Prima del bilancio c’è una bella e lunga intervista da parte di un giornalista del quotidiano: “L’attacco.”


Dopo una breve pausa di degustazioni dolci e quant’altro, Mariano riprende i lavori parlando degli angeli custodi. Secondo la tradizione cristiana, Dio ci protegge attraverso gli angeli custodi.
Poi, parla in particolare dei tre arcangeli, Michele, Gabriele, Raffaele, spiegando prima le caratteristiche di ognuno, descritte nella Bibbia, e poi presentandoli come l’UNO-TRINO che deve essere presente in ogni persona.

Michele
“chi come Dio” è colui che si mette a difesa di una identità psicotica, ha bisogno di eliminare gli opposti
Identità “Padre”.

Gabriele:  
”Dio è forte” è colui che annuncia il nuovo in una identità psicotica, è colui che annuncia la nascita anche nella sterilità. ”Identità Figlio”.

Raffaele: 
“Dio guarisce”  è colui che mette insieme
che guarisce, è lo spirito. 

L’argomento così espresso da Mariano suscita una valanga di domande e una voglia di comunicare i vissuti dei giorni precedenti .
Il pomeriggio si conclude con la teoria globale che ha questo titolo:


 “Dal confessionale delle donne ‘Padre ho peccato’”
al “Veliero delle donne perdute”

Questo titolo viene illustrato da Mariano con due disegni di Leon Marino pittore troiano.

Il confessionale mostra una fila di donne tutte uguali davanti a un prete, chiuso nel suo confessionale, dove le donne confessano i loro peccati; questa è una bella metafora di come le nostre mamme sono state sottomesse al maschio, al prete, alla chiesa, al marito, sentendosi indegne di tutto, addirittura peccatrici.
La donna era, ed è, l’oggetto dei desideri del maschio ma è anche all’origine del peccato, la donna non doveva avere desideri perché, nel momento in cui ce li aveva, peccava.
Questo aspetto è stato trattato in tutte le varie sfaccettature che qui non posso sintetizzare, chi vuole può prendere gli atti integrali rivolgendosi al Centro Documentazione.


Il veliero è una opportunità da “ob-portus- porto” passaggio tra la terra ferma e il mare movimento.
Il Progetto: ”la finestra di Babich” è un veliero dove stanno donne che si sono perdute, o che hanno perduto delle cose. Il mare è il loro fondo comune, un mare aperto, in bonaccia e in tempesta.
Il veliero si affida al vento, agli antenati, allo spirito, alla metastoria.


Giovanna