venerdì 17 maggio 2013

Ancona-Marcagna, sabato 20 aprile 2013. SUPERVISIONE DI CINDY.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia





SOPRAVVIVE CHI 
VIENE VISTO DAGLI ALTRI...
VIVE SOLO CHI 
VIENE SOGNATO DAGLI ALTRI.

 



La terra si lavora con il bel tempo.
E Cindy, dopo tanto e faticoso lavoro su se stessa, ci mostra come sia importante fare il punto della situazione ora che le piogge battenti dell’emergenza sono un ricordo del passato e una promessa per il futuro. 

Ora, che tutti facciamo un po’ difficoltà ad individuare per lei una prospettiva anche se guardiamo da sopra, è più feconda la sua terra. Non c’è la siccità degli imprevisti, veri e/o autocostruiti, ad inaridire la sua terra e a renderla una crosta secca e non lavorabile. E anche questa volta Cindy ci insegna che il momento migliore per accogliere le sementi dagli altri è quando il proprio terreno è tranquillo e ben lavorato.


 

Certo per le venticinque persone accorse da tutta la Marcagna (Marche-Emilia Romagna) è più difficile vedere in una normalità senza grandi squilibri persistenti, come pozze di disperazione che marciscono il terreno o ettari di terra incrostati dalla solitudine eteroreferenziale. Però nella sua onestà emotiva e determinazione metastorica, Cindy ci fa dono anche di questa Supervisione aperta dove tutti i presenti hanno parlato e dove molti assenti hanno contribuito via mail.


Ciò che si può riassumere è l’intenso percorso che Cindy ha fatto in questi anni, testimoniato dai tanti che hanno guardato occhi negli occhi una donna “dea della luna” che anche nei momenti più bui non ha smarrito la strada ed ha continuato, a sua insaputa, a fare luce crescente-calante lì dal cielo ai tanti naviganti di Nuova Specie  che hanno avuto la fortuna di conoscerla.
 

Ciò che non si può riassumere è l’energia che è scaturita da questo incontro  SARVASico dove si sono sentite suonare tutte le note della Home Life.
Ma andiamo per gradi…



Alcuni anni fa Cindy era quasi sommersa dalle onde. La pioggia del suo diluvio universale aveva coperto gran parte della sua terra interiore. E lei è rimasta per anni aggrappata ad uno scoglio per non affogare. E più rimaneva aggrappata allo scoglio tagliente, più le unghie si strappavano dalla carne e le braccia si ferivano, le ginocchia si squarciavano e i polmoni si riempivano dell’acqua delle sue lacrime in tempesta. Questo era il FINTO MASCHILE a cui si aggrappava per non soccombere. L’aggressività di una fiera ferita e rinchiusa all’angolo da un esterno privo di amore e da un interno ancora più arido. Feroce e carnefice verso se stessa più di quanto non fosse l’esterno.

Poi Mariano le ha indicato il sole dentro di lei, e Cindy ha avuto la determinazione e l’onesta di guardarlo dritto negli occhi. E il sole ha contraccambiato lo sguardo. E le acque delle sue lacrime profonde hanno cominciato ad asciugarsi. Con estremo dolore l’acqua ha iniziato a svelare tutti i tagli e le ferite che il corpo e l’anima di Cindy hanno subito per rimanere autoincatenata a quell’unico scoglio rimasto. E, meraviglia delle meraviglie, con il ritrarsi delle acque Cindy ha scoperto quella terra fertile che è dentro di sé. Poi ci sono anche stati momenti in cui il desiderio del sole e la paura di rimanerne senza l’hanno portata alla siccità. Ad incrostare le distese vallate della sua isola. E sotto il sole cocente, con la schiena curva e le braccia doloranti, Cindy ha cominciato ad intravedere prima e a costruire poi, il suo stesso porto. Un porto senza più acqua.



E poi è tornata la stagione delle piogge torrenziali che ha spazzato via con dolore alcuni lavori in corso ed ha sommerso di nuovo parte del porto. Ma Cindy, accompagnata da chi l’ha vista sognata e portata nel cuore, non ha ceduto al canto delle sirene e non ha abbandonato il sogno-progetto della sua stessa vita.
E poi, di nuovo il sole cocente e il lavoro sui campi.
E poi, di nuovo la pioggia inclemente delle sue lacrime.
E poi, ancora il sole inarrestabile.
E poi, di nuovo…

 

Ecco nascere, dall’alternanza delle dilatazioni e contrazioni della sua anima, il BUON FEMMINILE di Cindy. Un femminile sufficientemente buono verso gli altri, ma prima ancora verso se stessa. Perché solo chi ha già bevuto alla fonte della disperazione ha di che dissetare gli altri. Solo chi lavora costantemente su  se stesso può accompagnare devotamente gli altri.


Infine, e lo ricordo come fosse ieri, il Rito di passaggio per i suoi trent'anni, dove Cindy ha festeggiato il suo essere coppia. Il suo matrimonio con se stessa. Il matrimonio “orgiastico” di tutte le sue parti, di tutti i colori del suo infinito arcobaleno interiore. Non più solo femminile e maschile (o aspiranti tali) ma tutti i colori che si sono mescolati dentro di sé e hanno dato vita ad altri colori sempre più nuovi e sempre più appartenenti a Cindy. A quella Cindy vera e profonda che ad ogni pennellata ha mostrato se stessa con un BUON vero MASCHILE sempre crescente.

Ed ora siamo qui a riconoscere a Cindy tutto quello che ha costruito col pianto e lo stridor di denti. Siamo qui a mostrarle la bellezza di questo porto sicuro ben rifinito e intarsiato che lei ancora vede come poco più di uno scoglio. A mostrarle le distese dei campi dorati che una volta erano sommersi dal mare di dolore e che ora, spiga per spiga, ondeggiano al suo vento metastorico e sotto il sole benevolo che brilla dentro se stessa. A mostrarle tutte le miriadi di sfaccettature, e ce ne sono molte altre che ancora noi non siamo in grado di vedere, della pietra preziosa che brilla dentro di lei. 


Ora è il tempo di prendere il coraggio e di usare lo splendido porto che ha costruito a partire da sé e dalle sue profondità, sia per salpare sul mare della vita e andare a visitare gli altri porti, ma anche per cominciare ad accogliere nel suo porto gli altri naviganti. 

Ancora Cindy crede che si tratti di un piccolo scoglio inospitale, ma forse è perché i suoi occhi sono rimati abbagliati dal sole che l’ha salvata e non riesce ancora a mettere bene a fuoco tutto quello che ha costruito nella sua isola.
Arriveranno altre tempeste.
Tornerà anche la siccità.
 

Ma Cindy ora si è attrezzata con un porto solido e con un pozzo d’acqua dolce che pesca direttamente dal suo METASTORICO.

Ora Cindy sa che lei è ciò che soltanto lei è. E il suo valore non è in discussione per nessuno di coloro che hanno sognato Cindy per quella che lei, forse, ancora fa un po’ fatica a riconoscersi. 

Ormai non c’è più modo per lei di tornare indietro. Ormai fa parte dei sogni individuali di molti e del sogno collettivo di Nuova Specie. Ormai Cindy ha provato in profondità l’emozione di sentirsi sognata da qualcuno, di essere il sogno di qualcuno che la ama a tal punto da sognarla.

Ti auguro, un giorno, di svegliarti alla mattina e di sentirti che tu hai sognato te stessa per lo SPETTACOLO che solo tu sei. Allora, davanti allo specchio ti chiederai: “Questa mattina quanto mi fido di me stessa?” e la risposta finalmente sarà: “Quel tanto che basta per godermi l’INEDITO di questa nuova giornata che aspetta soltanto ME!”



Ti voglio bene,
Federico

Bergamo, sabato 4 maggio 2013. PRIMO GRUPPO ALLA SALUTE BERGAMASCO DELL'ALSA LOMBARDIA.

 

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PRIMO
GRUPPO ALLA SALUTE
BERGAMASCO
INAUGURAZIONE
 DEL NUOVO "AVAMPOSTO"
DEL METODO ALLA SALUTE.



Il 4 maggio l'ALSA Lombardia ha inaugurato il nuovo "avamposto" del Metodo alla Salute, ovvero la città di Bergamo.

Alle 15:00 si è tenuto il primo Gruppo alla Salute bergamasco, presso una sala messa a disposizione dal Nuovo Albergo Popolare, struttura nota sul territorio per essere sede di diverse associazioni e cooperative che portano avanti da anni progetti rivolti al disagio sociale.

Era da già da qualche mese che alcuni componenti dell'ALSA Lombardia avvertivano il bisogno di portare il Metodo del Dr. Mariano Loiacono sul nostro territorio, cosa che è stata molto incoraggiata durante il "Kairos lombardo", occasione che nello scorso marzo ha, tra le altre cose, visto Bergamo come terreno fertile in cui far germogliare nuove iniziative e nuovi intrecci, far incrociare tra loro le diverse realtà associative già esistenti, far nascere una rete che possa fornire un sostegno al disagio e una risposta alla frammentazione di risorse.

La sala sin da subito si è rivelata troppo piccola: i partecipanti erano circa quaranta! Oltre ai "senior" delle sezioni Como e Milano, erano presenti alcuni rappresentanti dell'associazione "piccoli passi per...", alcuni residenti presso la comunità dove lavora Paolo e altre persone che hanno contattato l'associazione dopo il convegno di marzo, più amici di amici informati tramite il passa-parola.

Nelle intenzioni avrebbe dovuto essere un gruppo di accoglienza, ovvero un gruppo più teorico che prassico, al fine di dare ai nuovi alcuni strumenti conoscitivi iniziali, in modo da poter intravvedere come alla base di questo Metodo ci sia un diverso punto di vista sulla vita. Un esercizio di consapevolezza corporea, mostratoci da L., ha offerto l'occasione per introdurre  l'importanza del codice analogico. In generale, si è cercato di portare le persone a riconoscere come i contenuti teorici del Metodo siano già presenti in ognuno di noi, sebbene in forme differenti. Sono state preziose le testimonianze di quanti di noi hanno già attraversato diverse fasi del percorso, perché hanno mostrato "dal vivo" come le parole, se arricchite dal codice biorganico delle emozioni, attraverso correnti ascensionali, riescono ad andare in profondità, acquisiscono nuova dignità, creando un fondo comune in cui tanti possono riconoscersi. Nei fatti quindi, sarà stata la vicinanza dei corpi costretti dalle dimensioni della stanza o la sinergia delle interazioni che sono andate ben oltre il codice simbolico, il gruppo si è rivelato fin da subito un contesto uterino, in cui alcuni dei nuovi partecipanti si sono sentiti liberi e sufficientemente accolti da poter immergersi nelle proprie storie di vita.

Paolo e Chiara

martedì 14 maggio 2013

Ancona, venerdì 26 aprile 2013. RITO DI PASSAGGIO PROPOSTO DA MONICA E MOISE.

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NELLA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE
ALLA SALUTE ONLUS MARCHE,
RITO DI PRIMAVERA. 




Un pomeriggio distinto dalla quotidianeità giornaliera e superficiale, accompagnato da un assaggio di un aria diversa dal solito, un area spumeggiante, leggera, fresca, innovativa la cui artefice Monica Glorio nonché referente dei riti e conduttrice di quest' utimo  ne è stata la custode.

 
Dopo esserci messi in cerchio e aver assaporato l'atmosfera che ci circondava io Moise Kebe e Monica Glorio abbiamo distribuito i semi di girasole della terra di Luciano ad ognuno dei partecipanti. I semi erano simbolo di fatti, gesti, persone, occasioni, avvenimenti, che ci avevano segnato nella nostra vita.


I semi adesso, per far nascere delle nuove piantine con capacità  di procreare frutti, che ci avrebbero scisso dall'erbaccia comune, andavano sotterrati  in terra più feconda... da terra martire a terra fertile... Così scendendo nel cuore del rito ogni persona allo stesso modo prese i suoi semi e disse:
"Li sotterrerò tutti in memoria del mio passato, nel presente al fine di un futuro più prospero".


In quel momento la sensibilità, l'emozionarsi e la continuità divennero le fantine di quell'aria, quasi magica e le mani di ogni seminatore si intersecavano con le mani di Monica per masticare meglio quella terra ancora un po' troppo dura. Rimettendoci in cerchio, richiudendoci in embrioni e inalzandoci piantine, per dare maggiore importanza a questo processo vitale abbiamo simulato la nascita e la crescita di un seme, futura pianta.


Come facevano gli egizi nell'antichità abbiamo fatto festa per di più concedendo una pianta ad ogni seminatore. Alla fine il tutto si è concluso con un bilancio per metter' fuori ciò che madre terra ha fatto scaturire dentro di noi. Personalmente penso che il rito di primavera oltre ad essere il più antico sia anche uno dei più saggi, perchè credo che far festa ad ogni cambiamento sia il modo migliore per affrontarlo sopratutto se in positivo. 

Finisco col ringraziare Monica che ci ha riportato alle radici rinnovate attraverso la sua specificità.

Moise Kebe

lunedì 13 maggio 2013

Cinisello Balsamo (MI), domenica 28 aprile 2013. CAMBIO DIRETTIVO ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE LOMBARDIA-GOLIARDIA!

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RIUNIONE DELL'ASSOCIAZIONE
ALLA SALUTE
LOMBARDIA:
CAMBIO DEL DIRETTIVO. 




Il giorno 28 aprile 2013 si è sciolto il direttivo dell'Associazione alla Salute Lombardia, così come da un po' di tempo era stato stabilito. I vertici del vecchio direttivo (Presidente: Giovanna Bulgarelli; Vicepresidente: Tonino Amadori) non si sono ricandidati per rinnovare il loro incarico.

Dal bilancio tenutosi il 24 aprile con Mariano riguardo al progetto GNUT  - rivolto ai coniugi Amadori - e più in generale all'Associazione, è emerso un quadro di grande sofferenza dell'ALSA, già evidente in diverse fasi del passato, ma oggi tali da minacciarne la operatività e sopravvivenza. Si è visto come l'Associazione Lombardia sia nata come un contenitore vuoto, che via via si è andato riempendo; come il processo che fino ad oggi l'ha caratterizzata sia stato inverso rispetto a quanto è avvenuto per le altre Associazioni, ovvero sia partito dall'alto, dal codice simbolico-razionale, mancando dei due codici più vicini alla Metastoria - analogico e bioorganico -, prova ne sia che gli iniziali momenti entusiastici dell'Associazione hanno presto lasciato il posto a frantumazione, contrapposizioni e sterilità, proprio perchè non sostenuti dal vento metastorico, da un'anima, dal cuore. 

Mariano ha quindi interpretato i diversi animi e ha proposto di tenere l'Associazione in standby per i prossimi mesi, fino a settembre, sospendendo tutte le eventuali attività legate all'Associazione, perché ognuna delle tre "sezioni" (Milano-Como-Bergamo) possa dedicarsi alla propria specificità, per ritrovare il piacere, l'aspetto goliardico e relazionale che è un elemento imprescindibile per il cammino, per attivare correnti ascensionali. Dopo questo periodo di standby si potrà fare un nuovo bilancio, e definire meglio le sorti dell'ALSA.

Durante l'assemblea di ieri Jasmina ha espresso con fermezza il suo desiderio di mantenere l'ALSA in vita, perché il progetto che sta portando coraggiosamente avanti, insieme a Giacomo, all'Alpe del Vicerè (Co), senza il sostegno dell'Associazione, avrebbe vita breve. Inoltre ha proposto una nuova modalità di accompagnamento da parte degli adulti nei confronti dei giovani, potenziali nuovi candidati: i componenti del direttivo uscente potrebbero accompagnare le nuove "leve", affiancandole e rafforzandole là dove potrebbero rivelarsi manchevoli, ovvero nell'angolo alfa.

Dall'assemblea di ieri sono emerse nuove e giovani figure che presiederanno il direttivo: all'unanimità sono stati eletti Chiara Limongelli come Presidente e Jasmina Catelli come Vicepresidente - entrambe accompagnate da G. Bulgarelli; Daniela Palermo Segretaria - accompagnata da A. Carra; Alberto Faldini Tesoriere e Giacomo Tapino Vicetesoriere - accompagnati da T. Amadori. Mauro che, grazie all'esperienza di condivisione che da circa un mese sta portando avanti insieme ad altri ragazzi tra i monti dell'Alpe, sta esprimendo sempre più la sua crescita, si è proposto come consigliere aggiunto. 

I neoeletti comporranno il nuovo direttivo in questo momento di stallo, in cui l'ALSA è "convalescente", motivo per cui non intraprenderà iniziative associative, esisterà solo ufficialmente, lasciando tempo e spazio ai tre componenti del Trino di ricercare e rafforzare ognuno la propria specificità, in particolare Como che proseguirà l'esperienza dell'Alpe del Vicerè e Bergamo che il 4 maggio inaugurerà la sua sede operativa, dove si terranno i Gruppi alla Salute.

Avanti tutta Associazione "GOLIARDIA"!!!

Dr.ssa Chiara Limongelli

domenica 12 maggio 2013

Cinisello Balsamo (MI), domenica 17 marzo 2013. SUPERVISIONE DELL'ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE LOMBARDIA.


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NASCERE È DA TUTTI
GENERARSI UN'ALTRA VOLTA
È DA PERSONA DI NUOVA SPECIE
IN ESODO PER LA VITA.

SUPERVISIONE ASSOCIAZIONE
ALLA SALUTE LOMBARDIA. 




I giorno 17 marzo il sole splende ma non troppo, tra giganteschi nuvoloni scuri e minacciosi, l'aria è frizzante e ci aiuta a risveglarci da tanta fatica e poco sonno di questo tour longobardo del Dr. Loiacono.

Prima che tutti siano presenti Mariano comunica di aver trovato, a seguito della supervisione della famiglia Bulgarelli/Amadori, proposto e condiviso i nomi dei tre progetti che li  vedono coinvolti insieme ai  figli, ovvero:
  • progetto RIO (i fratelli Rachele e Ruggero) da fiume, acqua che scorre, lava e scioglie;
  • progetto GNOT (Tonino e Giovanna) dal dialetto pugliese "conoscenza" ma anche creazione, accompagnamento, valore per i legami parentali;
  • progetto RUAT (Coordinamento) da spirito che mette in movimento le cose.

Mariano (costipato e con tosse quasi canina) introduce la giornata ringraziando gli organizzatori di questa 6 giorni intensa di convegni, incontri, emozioni e musica, facendo una sintesi degli appuntamenti nelle province di Bergamo, Como e Valbrona, Cinisello Balsamo.

Ringraziamenti anche ai giovani che dalla Puglia sono "scesi" qui al Nord, in particolare a Gioele, Marta, la sempre presente Lara senza le e i quali non avremmo potuto godere della tecnologia necessaria, delle foto e delle registrazioni degli eventi.

Riepilogando, a Bergamo è stata una sessione, condotta dal Dr. Paolo Bonacina, molto partecipata e sentita in particolare per la presenza di operatori e pazienti del CMS dove Paolo lavora come psichiatra. In particolare il confronto con il responsabile del centro ha potuto mettere in risalto le motivazioni, gli strumenti ed i nuovi punti di vista acquisiti attraverso il Metodo alla Salute, contrapposti alla staticità ed immobilità dei cosiddetti specialisti del disagio. Questa contrapposizione, ha rilevato Mariano, non fa che allontanare in Paolo prospettive ed entusiasmo, costringendolo nei limiti ristretti di una struttura psicotica. Si potrebbe allora ipotizzare in un futuro non troppo lontano (speriamo) che lui possa liberarsi e fondare in questa città bergamasca la seconda esperienza intensiva di accoglienza alla persona, sfruttando anche le competenze di chi già c'è.

Como una realtà più piccola, che evidenzia ulteriormente il nuovo che avanza, è stata a sua volta una sorpresa: ben organizzata e presentata da Daniela/Patrizia, alias Raffaella Carrà per la serata,  che ha dimostrato in diretta la sua crescita. Ha raccontato del suo inizio da "pollicina" che neanche osava mostrarsi in pubblico perché non consapevole del proprio valore. In questa serata Mariano ha dato molto valore anche all'accompagnamento del gruppo musicale "Gli Alchechengi" alla conduzione di Gianda che ha abilmente messo insieme persone che frequentano il conservatorio musicale, pazienti del CRT di Como, e musicanti improvvisati di ogni età, razza e cultura.

A Gianda cogliendo il suo specifico valore e la sua sensibilità particolare ha voluto donare per interposta persona il libro "Le sette corde della Chitarra Didattica Globale" ed un segnalibro di vecchia stampa che raffigura un piede nudo in cammino  estremamente simbolico.

All'Alpe del Vicerè si è volta la supervisione della Casa dell'Alpe e un incontro a Valbrona (CO) con l'Associazione di Sana Pianta. La supervisione è stata fortemente voluta da Jasmina, giovane e determinata e ha costituito occasione iniziale per la venuta di Mariano in terra lombarda. Con le sue parole il Dr. Loiacono ha voluto dare un ulteriore stimolo per un nuovo progetto che vi abbia sede, costituito da incontri, feste, occasioni per condividere, scambiare, conoscersi e lo ha chiamato "Dal Tradimento alla Finestra di Jasmina".

Dalla Marcagna e dal Veneto, Silvio, Michela, Vittoria, Davide, Isaia, Nadia, partendo dal loro negativo ci raccontano come sono riusciti ad avvicinarsi e qualcuno addiritura a compiere il salto precipiziale all'interno delle Associazioni alla Salute del proprio territorio. Ci hanno così offerto spunti e stimoli per la nostra rinascita, molto utili in questo momento di crisi.

Il Dr. Loiacono propone di cambiare il nome da "Associazione alla Salute Lombardia" in "Associazione alla Salute Goliardia", spiegandoci la radice etimologica di questa parola. Goliardia è un antico termine risalente al XII secolo con cui si identificava l'ordine dei "clerici vagantes": studenti ecclesiasti poveri, che giravano da città in citta con spirito libero, alla ricerca dei piaceri della vita, spiriti anarchici, trasgressivi, ironici che amavano stare in compagnia e amavano l'avventura. I clerici vagantes hanno poi preso il nome di goliardici dal gigante Golia per similitudine di spirito (considerato nemico di Dio come loro), ed in quanto dediti ad una vita irregolare e nomade.

Mariano  sente di dover ringraziare la Presidente Giovanna B. per essersi presa cura dei germogli  iniziali e di essere riuscita a farli crescere, tant'è che sul territorio sono nate già tre sedi con una propria specificità e caratterizzazione. Vede la possibilità di rafforzare la rete e abbattere i muri sul territorio (vedi associazione Piccoli Passi di Bergamo), di fare Crossingover, creare intrecci e relazioni con altre realtà extraregionali. Consiglia di avere dei sogni e di condividerli fortemente per poterli concretizzare. Chiede anche di sostenere Jasmina che è molto brava a sminare le situazioni particolari e di sostenerla, di sfruttare la sua forza magmatica e di canalizzarla. Ci sprona a viaggiare con i propri piedi, anche scalzi e pure sulle strade cosparse di pietre.

Ci consiglia di non rimanere inchiodati nei propri ruoli, nel vecchio, senza permetterci nuovi "parti" e di passare dalla teoria alla prassi partendo sempre da se stessi con entusiasmo e fiducia. Di fare fondo comune, che sarebbe ora.

Grazie al Trio RAG Riccardo-Amerigo e Gioele che su invito di Mariano ad essere un po' più festaioli, ci cantano una canzone autoctona e tutto sommato metaforica... "Oh mia bela madunina"... e tutti ci si fa una bella risata liberatrice.

Sotto la pioggia che è ritornata insistente si conclude la supervisione e Mariano ringrazia la moglie Giovanna per la disponibilità ed elasticità dimostrate in tutto questo correre di qua e di là e chiede un riconoscimento e i ringraziamenti per sé, ai coordinatori degli incontri del "Kairòs lombardo".

Paolo, Daniela/Patrizia e Giovanna commossi, riconoscenti, arricchiti da tanta generosità di idee, stimoli, condivisione di esperienze, lo ringraziano a nome personale e di tutti...

Concludiamo ritornando alla frase iniziale: accettiamo l'esodo come un processo della vita necessario per farci entrare in crisi e decisi e insieme abbandonare i vecchi equilibri spostandoci su strade nuove. Come sempre grazie Mariano!

Paola e Donatella