lunedì 16 gennaio 2012

Moie (AN), sabato 7 gennaio 2012. SUPERVISIONE DEI PERCORSI DI LUIGI, DANIELA, GIOELE E TOBIA.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono




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SUPERVISIONE DELLA FAMIGLIA
DI LUIGI, DANIELA, GIOELE E TOBIA 
A MOIE (AN)




Cari amici,

sabato 7 gennaio 2012 un bel gruppo dell’Associazione alla Salute Romagna con il loro furgoncino è arrivato nel pomeriggio a Moie (AN) dove, con un altro bel gruppo di marchigiani, foggiani e veneti, hanno condiviso e sostenuto il bilancio della famiglia T.-M. che si è tenuto nella loro  casa.

La necessità di fare questo bilancio è nato durante la Settimana intensiva di Cesenatico dove mamma Daniela con i figli Joele e Tobia  hanno vissuto la Settimana in modo veramente intensivo.

Nella Settimana intensiva, partendo dalla sofferenza di Joele, si è cercato di fare emergere i suoi bisogni e la sua rabbia e di rimandare la gestione di Tobia a Daniela e Luigi come coppia genitoriale.

Devo dire che il pomeriggio ci siamo ritrovati a Moie sapendo che la gestione di questo bilancio richiedeva uno spirito di collaborazione fra tutti noi quindi anche se nella conduzione c’eravamo io e Dario poi c’era tutto il gruppo Marche-Romagna.

Le sedie erano in cerchio di fronte al fuoco del caminetto e a terra c’era un tappeto pronto ad accogliere un ring e così dopo le prime comunicazioni Raffaele ha invitato la famiglia a sedersi a terra ed io ho chiesto a Joele di cominciare a parlare.

Joele ha espresso il desiderio di andare a Foggia per il corso di "Epistemologia Globale" affermando che adesso i sensi di colpa si sono affievoliti, anzi in questo periodo sente che quello che sta facendo per la propria vita è prezioso e poi ha comunicato a Tobia che sta vedendo anche un suo cambiamento.

E’ stato importante a questo punto cercare di far prendere le distanze a Joele dal resto della famiglia in modo da rimandare ai genitori un bilancio.

In un secondo momento ho sentito di chiedere a Luigi di parlare e così inizialmente si è rivolto a Joele, Tobia e Daniela parlando di quello che lui dice e fa con i figli esprimendo anche la voglia di esserci con loro e cercando di trovare anche un punto d’incontro nelle decisioni da prendere con Daniela.

Alla fine sul ring c'erano loro, uno di fronte all’altro, Luigi con tante parole che non si concludevano e Daniela con mezze parole che non riusciva ad esprimere, mentre Joele e Tobia erano ai margini.

Come ha detto Sandra il quadro era completo, un cerchio di sensi di colpa e loro come quattro gas che fluttuavano nella casa mentre una forza centripeta li portava a rimanere ognuno nel suo, distanti l'uno dagli altri.

Per più di una volta il gruppo è intervenuto cercando di riportarli alla loro come coppia, era importante che emergessero delle verità; ormai negli ultimi periodi si vivevano molta rabbia e rancore in silenzio e questo doveva emergere altrimenti non si sarebbe potuto progettare niente.

Un poco alla volta con l’aiuto delle donne marchigiane e romagnole Daniela ha cominciato a definirsi rispetto a Luigi.

A questo punto è stato importante l’aiuto di tre donne; Sandra e Cindy che si sono molto arrabbiate con Luigi gridandogli di ascoltare, stare zitto e di far tacere le tante parole e Maria Grazia che con profondo amore ha spinto Daniela a dire la verità (aletheia) a Luigi che lei ha voglia di essere toccata, accarezzata, accolta e non di parole vuote.

E' stato un  momento bellissimo tra Daniela e Luigi.

Daniela era una piccola bambina e Luigi le teneva teneramente le mani e la guardava negli occhi senza parole e noi cantavamo la canzone "Il cielo in una stanza".

Dopo la fatica del parto la gioia nel vedere la tenerezza di una coppia che vuole ritrovarsi.

Nella teoria io ho raccontato di un sogno che avevo fatto in cui c’era una porta chiusa e da un lato e l’altro c’erano Tobia e Joele che si parlavano ma non si sentivano e che quella sera la coppia Daniela-Luigi avevano bussato alla porta e avevano cominciato a far entrare un filino di luce dall’uscio.

Nella coppia ci troviamo un incastro perfetto che ci mantiene nelle nostre soluzioni di non crescita e  queste si riversano sui figli e poi quando arriva il momento che dobbiamo togliere il velo facciamo talmente tanta fatica che non ci affidiamo alle persone e preferiamo stare ancora nella pancia e non nascere con cose nostre, a partire da noi.

I nostri figli sostituiscono i mariti prendendosi tutto il peso, soprattutto del nostro dolore fino a soffocare i propri bisogni.

Daniela è una donna che ha sofferto molto ed è stata molto delusa dagli uomini della sua famiglia, è una donna che vuole essere amata a partire dalla sua fragilità e che ha paura di utilizzare il maschile che si definisce e chiarisce, un  maschile che la faccia partire dai propri bisogni.

Luigi ha anche lui una sua storia che ha detto che ancora non ha raccontato ma che avrebbe tanta voglia di farlo. 

Come si dice: "Come fa un cieco a chiedere all’altro cieco la strada"?

In questa prospettiva è difficile definire qualcosa per i figli a partire dai genitori ma riuscire a fare in modo che un passo alla volta, aiutati da altre coppie come quella di Anna Maria, presente al bilancio, e Marino o di Dario e Maria Grazia si può cominciare; inoltre molti di noi  ci siamo resi disponibili ad ospitare Tobia nelle nostre case anche con loro e cominciare ad incontrarsi in Romagna e nelle Marche con altre donne e uomini con le quali  a loro fa piacere stare assieme.

Daniela ha anche proposto a Luigi di cominciare a fare qualcosa assieme partendo dal creare qualcosa di manuale e artistico insieme e Luigi ha approvato.

Molte volte ci si in-tartaglia con le parole quando si potrebbe passare a una marco-bella/vita-bella senza troppe parole ad una vita più semplice non complicata dalle parole e così Dario vede nella loro coppia un cantiere aperto dove bisogna conoscere cosa si deve fare ma bisogna anche provare scegliendo i colori e i materiali e riempiendo i vuoti, creando angoli anche nella loro casa che si possono sfruttare e che vengano vissuti.

Alla fine è stato chiesto a Daniela e Luigi un tempo breve per pensare a come vogliono muoversi, è importante anche che ci si definiscano con il gruppo che rappresenta le due Associazioni alla Salute su ciò che la coppia ha deciso in modo da confermare e stabilire una progettualità su come procedere dopo le proposte e le disponibilià emerse.

Penso che questo bilancio sia molto servito anche alle altre coppie presenti e sicuramente a me è servito tanto esserci in conduzione, grazie anche alle due amiche Presidenti Sandra e Maria Grazia che mi hanno spinta.

Un abbraccio,

Nicoletta

sabato 14 gennaio 2012

Senigallia (AN), sabato 7 gennaio 2012. SECONDO INCONTRO DEL COORDINAMENTO PER IL PROGETTO PEDAGOGICO GLOBALE.



FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
 Presidente: Dr. Mariano Loiacono




SECONDO INCONTRO
RELATIVO AL
COORDINAMENTO DEL
PROGETTO PEDAGOGICO GLOBALE




Sabato 7 gennaio 2012 si è svolto  a Senigallia l’incontro promosso dal Coordinamento Scuola di cui fanno parte Cindy, Sandra e Maria Grazia a cui va un riconoscimento particolare per l’iniziativa presa. Ad essere presenti, oltre ovviamente alle tre coordinatrici, Nicoletta e Teresa dell’Associazione alla Salute Marche, Anna Maria, Dario, Davide, Marinella e Martino giunti dalla Romagna col furgoncino dell’Associazione e i tre Lorienti discesi dal Veneto: Ermanna, Renato e Maria Grazia. Obiettivo dell’incontro quello di condividere e confrontare le rispettive esperienze in ambito socio-educativo. Punto di partenza, il "Progetto Pedagogico Globale", una sorta di Manifesto elaborato da Sabrina Cela e frutto della sua esperienza personale, che definisce le linee guida principali per poter applicare il Metodo alla Salute in ambito scolastico.  

La composizione del gruppo riunitosi sabato ha subito messo in evidenza come un simile progetto possa estendersi non solo al mondo della Scuola ma a tutto il panorama socio-educativo. Insegnati di sostegno, maestri di scuola materna e di scuola elementare, professori di scuola media e di scuola superiore, educatori scolastici e domiciliari, operatori socio-sanitari e animatori sociali per anziani. Ogni persona presente all’incontro era rappresentativa di una di queste categorie proprio a sottolineare la molteplicità e la varietà all’interno del gruppo.

Dopo i pensieri e le comunicazioni iniziali, i presenti hanno condiviso a turno pezzi della propria esperienza lasciando sul fondo comune un ricco materiale su cui poter lavorare e intessere delle prospettive. Sulla base del vissuto personale, delle testimonianze raccolte e di quello che è già stato fatto (vedi, ad esempio, il "Cerchio Magico" di Sandra), abbiamo rafforzato la consapevolezza a la convinzione secondo cui il Metodo alla Salute può offrire gli strumenti giusti per rinnovare e migliorare la qualità del mondo socio-educativo.

Ciò ha due implicazioni principali
Primo, la crescita istituzionale è sempre legata a quella dei singoli. Chi intende portare avanti questo progetto deve continuare a viaggiare, ad immergersi nella propria storia per sanare ferite e sciogliere nodi, a sperimentare nuove strade partendo da sé. 
Secondo, è necessario delineare delle strategie efficaci per far breccia nei rigidi quadri istituzionali e avvalersi di strumenti riconoscibili, espressione di un linguaggio vicino alla vita, autorevole e accessibile allo stesso tempo.

A questo proposito, è emersa infatti la difficoltà comune di interagire con le istituzioni e il senso di solitudine che si prova di fronte al peso schiacciante della funzione / ruolo che caratterizza il mondo socio-educativo. Tale mondo risulta inadeguato e incapace ad affrontare il disagio sempre più diffuso. Nella scuola, ad esempio, si sente forte il bisogno di non ridurre tutto agli aspetti didattici ma di valorizzare il vissuto emotivo degli studenti, educarli all’utilizzo del corpo e dei codici più profondi, creare degli spazi d’ascolto. Più in generale, alla base di ogni lavoro in ambito socio educativo vi è la Relazione ed il Metodo alla Salute offre gli strumenti per dare valore a questo aspetto fondamentale in un’ottica di crescita.

L’approccio nei confronti delle istituzioni non può tuttavia essere conflittuale ma inclusivo e volto a mantenere quello che di buono già esiste aggiungendo le nuove parti vitali di cui il sistema attuale è carente. E’ importante saper stare all’interno di tali istituzioni rispettandone la storia ma senza perdere la propria specificità che, quando coltivata, rappresenta il vero motore del cambiamento.

Portare un nuovo punto di vista all’interno del mondo della Scuola e delle altre branche del settore socio educativo comporta un lungo cammino fatto di tanti piccoli passi. Diverse idee sono emerse a riguardo durante l’incontro. Si è parlato dell’importanza della formazione e della possibilità, in prospettiva, di organizzare  convegni, corsi di aggiornamento e Settimane intensive per chi lavora in ambito socio educativo.

Se tali iniziative riguardano tuttavia obiettivi di lungo periodo, importanti conclusioni e riflessioni sono maturate anche per quanto riguarda l’azione a breve termine. In particolare, partendo dai lavori del Seminario “Ricerca quantitativa, qualitativa e qualitativa globale, si è deciso di ricorrere alle Unità didattiche come strumenti metodologici. Il Graal delle Profondità, la Piramide del Sarvas e la Homelife possono offrire una valida griglia interpretativa per fotografare una certa situazione e valutarne il cambiamento a distanza di tempo. I presenti si sono dunque impegnati ad approfondire lo studio delle Unità didattiche riprendendo gli atti e i video. L’ulteriore passo è quindi quello di scegliere delle situazioni o dei casi specifici (ad esempio, un bambino seguito dall’insegnante di sostegno), tenere un diario e applicare le Unità didattiche

Il materiale emerso e la crescita sugli aspetti teorici e applicativi verrà condiviso e potrà essere raccolto e organizzato in una sorta di opuscolo da presentare e utilizzare come faro metodologico nelle istituzioni in cui si opera. Il sogno è quello, un giorno, di vedere un Graal o una Piramide spuntare tra le pagine di un PEI (Piano Educativo Individualizzato), di un PAI (Piano Assistenziale Individualizzato) o di un POF (Piano dell’Offerta Formativa) per citare alcuni esempi.   

Insomma, il nostro percorso personale e gli strumenti teorici offerti dal Metodo alla Salute possono portarci ad essere Spiriti creatori anche nel mondo socio educativo. 

Martino

venerdì 13 gennaio 2012

Frattamaggiore (NA), sabato 7 gennaio 2012. QUINTO G. A. S. IN CAMPANIA.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono





QUINTO G. A. S.
A FRATTAMAGGIORE
Sabato 7 gennaio 2012





Cara Cindy,

si è tenuto il quinto Gruppo alla Salute in Campania a Frattamaggiore a casa di Mimmo e Lucia con la conduzione di Massimiliano. Hanno partecipato la nostra amica Rachele, gli amici di Afragola Ernesto ed il figlio Salvatore e l’amico di Napoli Vincenzo. Si è cominciato con la fase dei pensieri e Vincenzo ci ha letto una bella poesia poi nella fase delle comunicazioni si è cominciato a sciogliere il ghiaccio perché Salvatore che in un primo momento era restìo a parlare ha comunicato a noi tutti la sua mancanza di sensazioni ed il suo desiderio di piangere.

Poi in una appena accennata dinamica col padre gli ha rinfacciato del perché ai suoi primi segni di disagio hanno subito chiamato il medico e l’hanno sottoposto a cure farmacologiche ed ha manifestato con gioia di noi tutti il suo desiderio di vita e di emozioni ed ha dichirato di sentirsi bene insieme a noi tutti. Lo stesso ha promesso a Massimiliano di accompagnarlo a Foggia mercoledì prossimo per la supervisione che Mariano terrà al Centro di Medicina Sociale. Premetto che Salvatore è sempre accompagnato solo dal papà poiché la mamma nutre delle perplessità sul Metodo alla Salute e forse anche il papà. Poiché sembra che il ragazzo stia scalando i farmaci, abbiamo consigliato ad entrambi un consulto al CMS di Foggia ed anche se necessario un periodo più prolungato in modo che possa trovarsi in un ambiente più consono in caso di crisi

Mio figlio Francesco come al solito ha disertato il gruppo con la scusa di impegni suoi, anche se a lui gioverebbe il Gruppo in quanto ancora dice una cosa e poi ne fa un’altra e tuttora lo vedo alquanto apatico in quanto non riesce ancora a fare il salto per passare dalla fase adolescenziale a quella adulta. In merito a  mio figlio, una mezza dinamica si è sviluppata tra me e mia moglie, la quale mi ha rinfacciato ancora cose del passato che a suo dire io non avrei dovuto fare. Io dal canto mio ci sto mettendo tutto l’impegno per capire i meccanismi che si sono innescati e per acquisire gli strumenti necessari per poter capire ed aiutare mio figlio. 

Durante la fase delle immersioni Rachele si è lasciata andare avvertendo un senso di vuoto in seno alla sua famiglia poiché i rapporti col secondo figlio sono sempre burrascosi ed in tutto questo c’è l’assenza totale del marito, con lei che come al solito deve sobbarcarsi l’onere di sostenere il tutto. Oltre al fatto che Salvatore ha raccontato per la prima volta un pò del suo passato, lo stesso ha fatto mia zia Elvira che si è trovata un po più tardi nel gruppo e che solo ora, da sola è riuscita a raccontare della brutta perdita del marito e di tutte le cose brutte che ha sopportato per anni in silenzio

Comunque a piccoli passi sembra stia decollando anche il G. A. S. Campania anche perché coloro che partecipano riescono, anche se con difficoltà, a liberarsi di tante cose morte e ciò fa immensamente piacere. Vincenzo promette molto e partecipa fattivamente, sembra conoscere da sempre il Metodo alla Salute. Il gruppo condotto in modo informale attorno al camino in cucina ha rispettato tutte le fasi del Graal e si è concluso con la teoria di alcuni di noi e quella finale di Massimiliano. Alla fine è stata offerta a tutti una squisita pastiera napoletana fatta da Lucia.

Un abbraccio a te ed a Raffaele,

Mimmo


Per contatti:
Mimmo  
tel. 0818312696 
cell. 3391451783

mercoledì 11 gennaio 2012

Cassano delle Murge (BA), domenica 25 dicembre 2011. COMPLEANNO ALLA SALUTE DI CRISTIAN, IL NOSTRO CARO WEBMASTER!

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono



UN COMPLEANNO
DAVVERO SPECIALE



E’ nata proprio in un soffio l’idea di festeggiare il Compleanno alla Salute di Cristian.

A settembre quando ancora non si sapeva della seduta di laurea ma si ventilava già l’ipotesi di festeggiare il Natale a Bari, io e Cristian sognavamo di poter festeggiare almeno una lumachina del nostro gruppo e i suoi cambiamenti.

E allora in un pomeriggio di novembre mentre ero davanti al mio fidato collega/compagno di lavoro (il PC) mi sono detta “Ma sì! Festeggeremo Cristian e il suo Compleanno alla Salute”.

Conoscendo Cristian ormai da un po’ sapevo che sarebbe stato meglio non dire niente a lui di questa idea dato che magari quest’altra incombenza, oltre già alla seduta di laurea, all’organizzazione del Natale, l’avrebbe mandato un po’ in ansia.

E allora insieme a qualche fidato complice (Raffaele, Cindy, Michela, Francesco, Flavia e Marina) abbiamo organizzato un po’ tutto quello che serviva per rendere il Compleanno alla Salute davvero speciale per Cristian ma non solo.

E allora abbiamo iniziato a scrivere lettere, mail, fare telefonate a parenti e amici per spiegare un po’ che la festa di Cristian sarebbe stata un po’ lontana dalla tradizionale festa di laurea ma molto vicina a Cristian e alla sua vita.

Molte volte prima di quella sera del 25 dicembre mi sono immaginata il momento, pensavo all’emozione di Cristian, al fatto che finalmente avrebbe potuto unire i suoi mondi, quello dell’esperienza del metodo alla salute con la sua quotidianità, dei suoi affetti, della famiglia, degli amici.


E così è stato, anzi dal mio punto di vista, andando oltre le aspettative.

E’ come se ad un certo punto si fossero rotti gli argini e i due mondi si fossero fusi… Così come ormai sono fusi nella vita di Cristian che piano piano, disegnando i suoi confini come uomo nel mondo, riesce a vivere abbastanza bene entrambe le esperienze.

Il compleanno è iniziato con l’intonazione (un po’ stonata, a dire il vero!) della canzone “Meraviglioso” di Domenico Modugno, canzone significativa per Cristian, legata a suoi momenti di tristezza e smarrimento profondi. Il tutto battezzato dalle lacrime di Cristian che scendevano numerose sul quel volto a tratti ancora da bambino.

Una volta entrato accompagnato da Sandra e Raffaele (accompagnatori scelti da Cristian) e letti i contributi scritti e inviati da Serena, Loretta e Veronica, chi ne aveva voglia ha donato il suo pensiero al festeggiato.

Ci sono stati pensieri da parte di quasi tutti i parenti e amici presenti che hanno seguito commossi tutto il rito… Hanno avuto così la possibilità di celebrare Cristian con i propri ricordi e le proprie emozioni ma anche conoscere, attraverso le parole di Mariano ma anche dello stesso Cristian, l’altra parte di storia mancante di Cristian, quella del suo dolore, della sua chiusura, del suo arrivo al Centro di Medicina Sociale, dei suoi cambiamenti.

Scoprirsi al mondo, mettersi a nudo lo si può fare solo se ci si sente a tal punto forti e determinati nelle proprie cose e nelle proprie parti, tutte.

 
Questo diventare forti e grandi e punto di riferimento prima di tutto per se stessi (così come hanno raccontato anche i cugini Nicola, Giuseppe e Marina) ha fatto sì che anche Flavio (il fratello) riuscisse a scorgere questi cambiamenti e ne desse atto nei suoi interventi. Riscoprire il legame tra fratelli che negli anni, per circostanze varie, si sono allontanati, è il regalo più grande che a me ha fatto questo percorso.


Io so quanto Cristian tenga alla relazione con Flavio e quanto in questi anni l’abbia intristito e fatto arrabbiare il solo scorgersi e osservarsi da lontano e quanto invece avrebbe avuto voglia di raccontargli di sé e ascoltare lui e le sue verità.


Questo, in quella magica notte di Natale, è avvenuto sancito da un abbraccio imbarazzato ma molto tenero.


Approfitto di questo breve scritto per ringraziare chi mi ha aiutato e sostenuto in questa piccola impresa, in primis Mariano ma anche il Gruppo delle Marche e Francesco Legrottaglie perché ho sentito loro vicini e solidali con me nell’organizzazione del compleanno.

Un grazie particolare a Cristian perché camminare e crescere con lui è davvero un’esperienza unica!


Giusi

lunedì 9 gennaio 2012

Terra di Bari, 23-26 dicembre 2011. RACCONTO DEL VIAGGIO ITINERANTE DI NATALE...

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono


 


CHI VUOL NASCERE
DEVE VISITARE E
FAR VISITARE LA PROPRIA GROTTA




Salve a tutti, sono Filippo di Altamura e mi accingo a scrivere questo post riguardante il Natale passato in Terra di Bari, territorio in cui sono nato e vivo…

Dato che abbiamo deciso di fare una descrizione molteplice del Natale, tenendo in considerazione più le sensazioni e le emozioni, parlerò dal punto di vista delle mie emozioni: innanzitutto parto col dire che prima del Natale, per me c’era stata un lungo travaglio, ovvero la raccolta delle olive e la semina, che mi ha impegnato dal 1^ novembre al 17 dicembre… Potrei a buon diritto definire questo periodo un bel rito di passaggio per me, forse l’ultimo legato all’agricoltura in quanto lavoro concretamente “pesante”… Ora credo sia tempo di passare ad altro anche riguardo l’agricoltura ed il perché l’ho scelto come lavoro… ed è questo che ho voluto dire nel rito che si è tenuto il 25 dicembre…

E’ dal silenzio che nascono le parole e non viceversa, anche la musica è suono nel silenzio, non viceversa, altrimenti sarebbe rumore per non ascoltare… il seme, per nascere muore, nella terra, nel buio, nel silenzio, senza la sua morte, la piantina non avrebbe motivo di nascere…

E’ mezzogiorno del 23 dicembre, ufficialmente inizia il Viaggio di Natale in Terra di Bari: i primi ad arrivare sono Mila, Paola, Alberto e Flavio; oltre al silenzio ed alla pesantezza legati al voler far morire questo seme ormai maturo, c’era anche un certo imbarazzo legato all’accoglienza stessa: avevamo scelto una masseria tipica del territorio murgiano, immersa in un pezzo di Murgia che ancora tutela il bosco e ciò che vi nasconde, ma ad un prezzo importante: ovvero gli ospiti erano distribuiti in due luoghi separati, con tutto lo scomodarsi che ne comportava per i pranzi, il dormire e le attività… Tutto sommato le persone sono state molto umili nell’accogliere questo scomodarsi… Io e Giovanni di Casamassima abbiamo accompagnato le persone nell’altra masseria, “L’Amicizia”, e penso che abbiamo saputo gestire bene la situazione…


Dopo la cena, si parte con le attività di animazione che avevamo previsto… una mia breve introduzione del tema, la presentazione del nostro gruppo e via con la musicaEnzo Bellomo con la sua band si esibiscono in un psichedelico arrangiamento delle canzoni di Battiato… E' l’occasione per sciogliere il nostro corpo dalle tensioni ed alleggerirci un po’…


Il secondo giorno abbiamo visitato due perle del nostro territorio che sono Gravina in Puglia, qui nell’entroterra murgiano ed il capoluogo, Bari, che si affaccia sul mare… Riguardo a Gravina, penso sia davvero il più caratteristico paese della Murgia per questa fusione tra le case e la natura, di cui Matera è sicuramente l’espressione più spettacolare… Le grotte, il torrente che scava la roccia per arrivare al mare, i bambini che gridano per le strade, una passeggiata tra le vie della città vecchia sotto un bel sole che ci sosteneva… Meglio non poteva andarci! Poi siamo partiti alla volta di Bari, dopo una sosta nel bosco di querce di Gravina, dove ci siamo stesi a rifocillarci e rilassarci un po’… Bari ci accoglie in maniera caotica, con la piazza piena di gente ed i botti di festa… Nonostante la stanchezza abbiamo ammirato le meraviglie di Bari, città molto ricca di storia, anche nella parte vecchia, rinomata più per la delinquenza che per la sua bellezza e vivacità… 


La sera, dopo la cena, molti hanno avuto modo di dilettarsi e mettere fuori la propria parte ironica o artistica con la Corrida, condotta con molto entusiasmo da Massimo, accompagnato dalla valletta Tamara e dal valletto “zio Tony”


“E fu sera e fu mattino…”: siamo arrivati al 25, il giorno del rito, l’unico impegno che mi ero preso per il natale e che stavo per abbandonare, sovraccaricato come ero dal lavoro; tuttavia grazie all’aiuto del gruppo sono riuscito a mantenerlo come impegno; conduttori del rito siamo stati un po’ tutti quelli del “presunto” gruppo animazione, ovvero io Elena, Vita, Maria, Flavia e Francesco; il rito è iniziato con la presentazione della grotta dove successivamente saremmo scesi a lasciare i nostri sassi di incenso; uno speleologo di Altamura, Francesco, ci ha descritto molto bene la grotta, dicendo che è nominata “grotta del Cristo”; la Murgia è un territorio disseminato di grotte, da noi l’acqua non scorre in superficie, ma sotto terra, creando appunto cavità e grotte che arrivano al mare e che ogni tanto si affacciano all’esterno sotto forma di torrenti che nei millenni hanno scavato le gravine, altro elemento caratteristico di questa terra, la Murgia; la grotta è sempre stato considerato un luogo sacro, non a caso Gesù nacque in una grotta, gli uomini primitivi o gli uomini che erano perseguitati, spesso si rifugiavano nelle grotte; quindi la grotta è un rifugio, un luogo in cui ci sentiamo al riparo; anche la vita nella grotta è diversa, l’acqua della pioggia arriva molto lentamente dal terreno soprastante e impiega millenni nel formare le stalattiti e le stalagmiti, vere e proprie opere d’arte; gli animali che abitano la grotta, si cibano di poco, vivono di poca luce, ma hanno cicli vitali più lunghi rispetto agli animali che vivono nella frenesia della luce del sole; e poi si trova “sotto”, proprio a rappresentare la profondità, quel luogo buio e silenzioso in cui dovremmo scendere per alimentare poi la parte visibile legata alla luce del sole; diciamo che è un luogo fondamentale per la vita, solo che lo abbiamo riempito di rifiuti e non riusciamo più a scendere, così come era stata riempita di rifiuti la grotta del Cristo e che Francesco con pazienza ha ripulito, dando la possibilità a tutti di visitarla; in fondo c’è sempre qualcuno che scava e fa strada per scendere in profondità… Dopo la bella presentazione della grotta, io ho un po’ introdotto il rito dicendo che il rito è rito innanzitutto per chi lo fa, soprattutto per noi che era la prima volta che lo conducevamo… Poi son voluto partire da una frase che ho letto “casualmente”, ovvero “Chi vuol nascere, deve distruggere un mondo”, di Hermann Hesse, nel senso che non si può nascere nella frenesia del mondo che va per fatti suoi, ma si nasce nel momento in cui si decide di scendere nella propria grotta, distruggendo il mondo attorno, ovvero tutte le cose a cui eravamo legati o che riteniamo “luce” per noi, è al buio che si nasce, in una grotta, la luce è l’ultimo atto della nascita, prima c’è un travaglio che dovremmo fare al buio… Detto questo Elena ha presentato il simbolo di questo rito, ovvero dei sassolini di incenso: i sassi rappresentano i pesi di cui dovremmo liberarci per poter poi uscire dal canale da parto, altrimenti rimarremmo sempre al buio, prima o poi si deve nascere, non si può rimanere nella grotta, il sole è importante, la vita che c’è fuori, altrimenti “moriremmo”… Per cui simbolicamente abbiamo dato dei sassi da lasciare nella grotta, per poter risalire poi più facilmente, altrimenti saremmo tirati indietro nella grotta; quei sassi, una volta bruciati, emanano un profumo che altrimenti non riusciremmo a sentire, sarebbero solo un peso inodore…


Siamo passati quindi alla fase più stretta del rito, e ci siamo affidati alla musica e a Daniela che ci ha fatto riscoprire il nostro corpo con degli esercizi molto belli, il tutto per condurci poi alla immersione nella grotta dove avremmo lasciato i nostri pesi… Queste immersioni sono state coraggiosamente accompagnate da Maria, Elena e Vita, tre grandi donne!... Considerando la ciclicità delle cose, molti hanno espresso il desiderio di voler scendere nella loro grotta, altri quello di voler risalire con meno pesiTerminate le immersioni, fisicamente siamo andati a visitare la grotta del Cristo ed abbiamo lasciato i nostri sassolini… La grotta ci ha accolti nella sua sacra imponenza… Dopo essere rimasti in silenzio ad ascoltare il suo respiro, siamo risaliti… Il sole aveva una luce diversa, più reale… Conosciamo la luce attraverso il buio…

Dopo il pranzo e l’estrazione dei premi della lotteria, è arrivato il momento di festeggiare il compleanno alla salute di Cristian, coinciso con il raggiungimento della laurea; il compleanno alla salute infatti sancisce un passaggio di crescita che una persona ha fatto nella sua vita, che viene celebrato dagli amici e dalla comunità, così come facevano le popolazioni dei villaggi nelle culture organiche, che purtroppo un po’ ovunque stanno scomparendo, a favore di una cultura tecno-consumistica… In realtà gli spettacoli più belli, non sono quelli pirotecnici o tecnologici, ma quelli legati alla nostra crescita, all’aver superato delle prove, ed è anche questo che si propone di far fare alle persone il Progetto "Nuova Specie"… Io penso che questo compleanno ha veramente sancito per Cristian una crescita che, inizialmente al buio, ora inizia a percepirsi e vedersi, piuttosto che rimanere nascosta… Anche tu Cristian sei per me un buon riferimentoChi vuole crescere ha bisogno di avere dei modelli “positivi” a cui rifarsi, altrimenti è più difficile… Ho visto anche un bel gruppo di amici e amiche che vogliono bene a Cristian e questo non è scontato!


E fu sera, e fu mattino: siamo arrivati al 26 dicembre, giornata conclusiva del viaggio; dopo le fatiche dei giorni precedenti, si avverte un aria di leggerezza, dato che il convegno dal tema “Nascere in una famiglia tradizionale, rinascere da una famiglia molteplice” non richiedeva grossi sforzi, se non quello di preparare la sala… Di certo eravamo meno tesi e questo era evidente!... Forse è stata questa minor tensione dopo un lungo periodo di transizione e stress che mi ha portato durante il convegno a sentire forte il pianto dentro di me; l’ho considerato positivo, a dimostrazione che l’acqua è arrivata nella mia grotta e sta iniziando a costruire qualcosa… Riguardo al convegno, ho apprezzato Giusi per la sua adultità nello starci anche e nonostante i suoi bisogni “grotta”… Secondo me hai dimostrato un buon equilibrio tra quei bisogni e la parte adulta che già c’è in te… Grazie per l’esempio… Riguardo al convegno ho apprezzato l’umiltà di Agostino nell’ammettere i limiti del suo progetto ad Urupia, ma ho apprezzato anche l’intervento del rappresentante dei “boy scout” e della parrocchia, che riconosco essere ancora degli ambiti positivi di crescita per i giovani, in una società che non ha più molti riferimenti!


Alla fine l’intervento di Silvio, Michela e Monica relative al progetto “Faama”, progetto avviato per “vedere” le parti “grotta” di Luigi C., in modo da aiutarlo ad uscire fuori le sue parti “luce”Solo la famiglia tradizionale non è in grado di aiutare un cosiddetto “psicotico”, sono loro a darci segnali nel momento in cui “vedono” molteplicità attorno… 

In conclusione l’intervento di Mariano Loiacono ha ribadito che rinascere comporta appunto perdere metà del proprio patrimonio genetico per unirsi con quello di un altro individuo diverso da noi… E' il processo della meiosi, senza il quale non ci sarebbe la creazione di qualcosa di “inedito” per la Vita, ma solo ripetizione di modelli già definiti… Il processo più spettacolare che la Vita ci dona è sicuramente la nascita di individui “specifici” e non omologati… Oggi più che mai servono meiosi, scambio di parti e nascite di nuove creature, più adatte ai tempi che sono…

Dopo il pranzo, è arrivato il momento dei saluti… Grazie a tutti per essere venuti a visitare questo territorio pieno di grotte poco visitate ma solo riempite di rifiuti…

Buona “lotta” a tutti!

Filippo M.