venerdì 21 ottobre 2011

Cesena, venerdì 14 ottobre 2011. SUPERVISIONE DI COPPIA - Paride e Rosa.




BILANCIO 
TOSCO-ROMAGNOLO

 
Venerdì 14 ottobre si è svolta a casa di Lucio e Raffaella la supervisione di coppia di Rosa e Paride dell’ Associazione alla Salute Toscana. Ad essere presenti i membri dell’Alsa Romagna quasi al completo nonché Paride e Ombretta da Urbania e Milo da Vicenza. E’ stato un pomeriggio impegnativo in cui sono emerse le difficoltà e i nodi legati alle famiglie d’origine che tornano a manifestarsi in una fase di scoppio e che si riflettono inevitabilmente nel rapporto di coppia.

Paride e Rosa hanno quindi raccontato il proprio vissuto degli ultimi mesi, in particolare dal momento della gravidanza e della nascita del piccolo Leandro che ora ha nove mesi. Rabbia, delusioni reciproche, mancati riconosci-menti, incomprensioni e difficoltà nella comunicazione sono emersi nel corso del bilancio, espressi da ciascuno con le proprie modalità. Anche Rosa che ha più difficoltà ad esprimere e vivere il negativo è stata accompagnata dai presenti a raccontarsi.

In alcuni momenti, il tessuto della coppia sembrava davvero essere soggetto ad una lacerazione insanabile che non lasciava intravedere delle prospettive concrete di sblocco e crescita. Invece, con il contributo dei presenti un po’ alla volta si è riusciti ad individuare i meccanismi, fare teoria, riconoscere un fondo comunque e delineare alcune prospettive. In particolare, è emerso quanto ad unire profondamente Paride e Rosa sia sempre stata una comune condizione di fragilità. Fragilità che ciascuno ha affrontato adottando una propria soluzione per sopravvivere all’interno delle rispettive famiglie d’origine. Paride attraverso l’aggressività e Rosa attraverso un forte razionale, la chiusura verso l’esterno e il volere fare le cose da sola. Soluzioni che vanno riconosciute e modificate ma anche rispettate perché gli hanno comunque permesso di sopravvivere. Chi conosceva Rosa e Paride da un lasso di tempo maggiore, ha riconosciuto quali e quanti passi avanti fossero già stati fatti sino a quel momento. Lo svolgimento stesso del bilancio ne era un’importante conferma. Di fronte al disagio, infatti, è bene ricordarsi sempre la memoria storia. Questo serve a vedere le cose in evoluzione, a rispettare i tempi delle persone, a ridimensionare la fretta e le aspettative nonché a riconoscere il giusto valore di quanto è già stato fatto e sopportato.

Le difficoltà di comunicazione riflettono anche l’adozione di modalità e soluzioni contrastanti. E’ emerso, ad esempio, come l’aggressività di Paride, che gli consente di affermare i propri bisogni e prendere le decisioni, possa nello stesso tempo rafforzare il meccanismo di chiusura e di controllo da parte di Rosa. Per questo è stato detto che dovrebbero invertirsi un po’ i ruoli. Il leone dovrebbe fare più la pecora e viceversa. In questo, un elemento di crescita essenziale è stato individuato nel bisogno di Rosa di vivere più il negativo, di cacciare fuori il proprio territorio cominciando a definire i propri bisogni. Lo stesso Paride che la spinge verso il cambiamento ma che ha anche le idee più chiare riguardo a se stesso, ha detto di vedere in lei un “potenziale inespresso”. Una prospettiva delineata per Rosa è stata dunque quella di passare un periodo a Foggia per fare un po’ di palestra, mollare l’eccessivo controllo e vivere partendo maggiormente da sé.

Molti presenti si sono offerti di accompagnare la coppia in questo delicato periodo di transizione. Ospitalità, aggiornamenti, incontri e scambi potranno quindi sostenere le tappe successive.

Il bilancio è stato un momento di grande condivisione e sicuramente, tra le altre cose, ha consolidato l’asse tosco-romagnola. Le difficoltà e gli scambi possono avvicinare le persone e le associazioni che rappresentano rafforzando i legami e quindi creando anche le premesse per una maggiore crescita.         

Martino

giovedì 20 ottobre 2011

Foggia, sabato 15 ottobre 2011. COMUNICATO STAMPA DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS.



FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS

Presidente: Dr. Mariano Loiacono


COMUNICATO  STAMPA 
DEL 15 OTTOBRE 2011


SI INTENSIFICA L'INTERESSE
PER LE INIZIATIVE E LE PROPOSTE
DELLA FONDAZIONE 
"NUOVA SPECIE": 
CORSI E CONVEGNI 
IN VENETO,
LOMBARDIA,
ROMAGNA
E MARCHE


Dal 20 ottobre parte il fitto calendario di incontri del dr. Mariano Loiacono in quattro regioni dove operano territorialmente le Associazioni alla Salute che adottano il “Metodo alla Salute” e il Progetto Nuova Specie, e che aderiscono al coordinamento nazionale recentemente istituito dalla Fondazione Nuova Specie.


A pochi mesi dalla sua nascita (25 febbraio 2011), la Fondazione Nuova Specie vede notevolmente accresciute, a livello nazionale, le richieste di formazione e di incontri didattici e di confronto dialettico sui temi della crescita personale, del “disagio diffuso” e delle alternative alle sempre più inefficaci terapie della Psichiatria istituzionale. L’Associazione alla Salute Veneto, dal 21 al 25 ottobre ad Asiago (VI), organizza un corso intensivo di cinque giorni su “Approccio globale alla sessualità” per cento iscritti. L’Associazione alla Salute Lombardia, dal 29 ottobre al 2 novembre a Bergamo (BG), organizza un corso intensivo di cinque giorni su “Approccio globale alla adolescenza” per più di cento iscritti. I due corsi formativi sono coorganizzati dalle due Associazioni. Giovedì 27 ottobre, nella biblioteca del Comune di Chiuduno (BG), si svolgerà un incontro dal titolo “Disagio diffuso e Metodo alla Salute: nuove prospettive per il terzo millennio”. L’Associazione alla Salute Romagna, venerdì 4 novembre, organizza a Cesena un Convegno dal titolo “Dal sintomo alla Salute globale: diverse possibilità e opportunità”. L’Associazione alla Salute Marche organizza a Senigallia due eventi. Sabato 5 novembre, si svolgerà il Pomeriggio Letterario Globale sul racconto yiddish “Il principe che si credeva un gallo”. Domenica 6 novembre ci sarà un incontro di supervisione nazionale su due ragazzi cosiddetti psicotici, Alberto e Ruggero, in preparazione al Progetto "Rainbow": un progetto pilota a livello internazionale che si avvierà a Foggia domenica 13 novembre quale sperimentazione di crescita di soggetti cosiddetti "psicotici". Tale sperimentazione non prevederà l’uso di psicofarmaci ma si avvarrà di dinamiche metastoriche messe in atto da operatori formati al Metodo alla Salute. Gli eventi potranno essere seguiti su [questo] Blog attraverso i Post che verranno pubblicati giornalmente dai partecipanti alle singole iniziative.

Fondazione Nuova Specie
71029, Troia (FG)
C.F. 94084660714
E-mail: fondazione@nuovaspecie.com
www.nuovaspecie.com

mercoledì 19 ottobre 2011

Foggia, martedì 11 ottobre 2011. SECONDA SUPERVISIONE DI NICOLA AL CMS DI FOGGIA.




FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS


Presidente: Dr. Mariano Loiacono 
 
 
UNA SECONDA SUPERVISIONE 
PER NICOLA, 
RAGAZZO CON PROBLEMATICHE COSIDDETTE "PSICOTICHE"
 

L’11 ottobre, durante il pomeriggio, si è svolto la seconda supervisione  dedicata a Nicola, un ragazzo di Forlì cosiddetto "psicotico", che da alcuni mesi  è in trattamento presso il Centro di Medicina Sociale di Foggia e, insieme ad altri ragazzi cosiddetti psicotici, parteciperà al progetto “Rainbow”. Progetto  che si svolgerà tra dal 13 fino al 26 novembre e consisterà in una sperimentazione intensiva condotta da vari operatori formati al metodologia del “Metodo alla Salute” e diretta dal Dr. Mariano Loiacono, per la riabilitazione di situazioni cosiddette "psicotiche" senza l'utilizzo di psicofarmaci.

Dopo che Raffaele, uno dei coordinatori del progetto “Rainbow”, ha ricordato a chi volesse partecipare al progetto di compilare, Mariano ha consegnato a Daniela, una dei membri della redazione di "Limax", il manuale del programma per imparare a comporre "Limax" online.
 
Dopo queste comunicazioni, l’incontro è iniziato con l’intervento di Annamaria, la mamma di Nicola, che ha riassunto le parti più fondamentali della prima supervisione. Dopo questo breve riassunto, il pomeriggio è continuato con l’intervento di Floriana, una ragazza coetanea di Nicola che è riuscita ad interagire con Nicola creando un legame profondo con lui. Floriana ha raccontato come all’inizio lei fosse stata colpita dai gesti che faceva N. e come questo la spaventava. Poi ha raccontato come, dopo il primo impatto, ha colto come non avessero senso le sue paure e ha sentito la curiosità di avvicinarsi a Nicola. E così, da delle semplici comunicazioni, che inizialmente avvenivano attraverso gli sguardi e la scrittura, pian piano la relazione è diventata più profonda, passando spontaneamente agli abbracci e al bisogno per Nicola di scoprire ed avvicinasi con il gioco al corpo di Floriana. Nicola ha cominciato ad esprimere direttamente i propri bisogni come quello di voler fare delle passeggiate con lei, sedersi sulle panchine e il desiderio di poterla baciare. Come un romanzo d’amore a lieto fine, Floriana ha raccontato come, dopo il corteggiamento di Nicola, avesse ceduto a un bacio romantico e profondo.

Mariano Loiacono, durante il racconto di Floriana, ha approfittato per teorizzare ogni passaggio significativo che emergeva dal racconto. Ha fatto una bellissima rielaborazione delle cose dette che ci ha fatto comprendere meglio certi meccanismi e passaggi di Nicola, come per esempio quello riguardo alla paura. Mariano ha spiegato come questa nasca da un problema culturale per il quale i cosiddetti "psicotici" vengono visti solo come dei malati da psichiatrizzare e si esclude a priori la possibilità di comprendere le loro soluzioni come meccanismi naturali della vita. Riguardo la paura ha esplicitato come sia importante non nasconderla nella relazione con un cosiddetto "psicotico", ma di esseri sinceri, in quanto un cosiddetto "psicotico" intuisce immediatamente se ci si nasconde dietro delle maschere per la paura di entrare in relazione con lui. Infatti, quando Nicola ha sentito che la paura di Floriana era inferiore rispetto al desiderio di entrare in relazione, si è aperto. Un altro aspetto che è stato messo in evidenza riguarda il fatto che un primo approccio, che Nicola ha utilizzato per comunicare con Floriana, è stata la scrittura e che questa sia stata la modalità più semplice per entrare in relazione con lei in quanto, avendo paura di fallire e di essere rifiutato, gli ha permesso di non scoprirsi troppo. Solo dopo aver verificato che anche dall’altra parte c’era il desiderio di conoscersi, ha sentito di potersi fidare e di potere comunicare anche attraverso codici più profondi.
 
Queste sono solo alcune delle cose che sono venute fuori dall’analisi fatta durante il racconto, concludendo che tutto ciò che è accaduto con Floriana è stata una dinamica metastorica che ha permesso sia a Nicola che a Floriana di riprendersi delle parti profonde di se stessi, ma che è potuta avvenire grazie al fatto che entrambi sono stati accompagnati dal gruppo e da Mariano durante la loro relazione; senza un accompagnamento, avrebbe potuto generarsi anche una pericolosa confusione. Per questo è stato fondamentale dedicare tempo per teorizzarla con la presenza di Nicola che, in questo modo, ha potuto rielaborarla e distinguersi dalle dinamiche avvenute con Floriana.
 
Importante è stato anche l’intervento fatto da Flavia, la sorella di Floriana, che ha riconosciuto i cambiamenti profondi della sorella dopo la relazione con Nicola, evidenziando come Floriana sia divenuta più sicura di sé, parli di più e si confronti in modo più adulto e paritario anche con i genitori.

La seconda parte del pomeriggio è stata poi dedicata ai genitori di Nicola, Annamaria e Marino che, grazie al periodo di trattamento insieme a loro figlio, sono riusciti ad affrontare molti nodi profondi delle loro storie personali e a sviluppare le competenze adatte per accompagnare Nicola attraverso dinamiche profonde senza più utilizzare nessun psicofarmaco. Grazie al loro coinvolgimento Nicola è cresciuto moltissimo, interagisce in modo completamente adeguato con tutti ed è ormai pronto per tornare nella sua città e iniziare un nuovo progetto di vita. Anche Marino ed Annamaria sono pronti a tornare a casa e verificare  i loro cambiamenti  confrontandosi con il loro territorio; ora entrambi sono autoreferenziali e pronti per sperimentarsi, tenendo conto che i loro cambiamenti potrebbero essere non riconosciuti e rifiutati proprio dai loro familiari, che potrebbero sentire destabilizzati gli equilibri a cui erano abituati. Ciò che hanno fatto per loro figlio è stato un insegnamento profondo che ha commosso tutti noi e, in modo particolare, Raffaele.

Facciamo quindi un applauso di incoraggiamento a tutti e tre Annamaria, Marino e Nicola, con il quale finalmente sono riuscita anche io ad entrare in relazione, più per merito dei suoi incredibili cambiamenti che mi hanno rassicurata e permesso di avvicinarmi come prima non riuscivo a fare... FORZA NICOLA LA VITA TI ASPETTA!!!

Michela Garbati

domenica 16 ottobre 2011

Foggia, mercoledì 12 ottobre 2011. PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FAAMA AL CMS DI FOGGIA.

 


FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS


Presidente: Dr. Mariano Loiacono 
  

INIZIA UN'AVVENTURA
DI NUOVA SPECIE
PER LUIGI,
AGLI ARCHI DI ANCONA,
CON SILVIO, MICHELA 
E I LORO BAMBINI.
"COUP D'ENVOI" A FOGGIA,
IL GIORNO DELL'ANNIVERSARIO
DELLA SCOPERTA DELL'AMERICA. 

 
Il 12 ottobre, in occasione dell’anniversario della scoperta delle Americhe, è stato presentato il progetto “FAAMA”, che consiste nella prima sperimentazione, diretta dal Dr. Mariano Loiacono, che prevede l’affidamento di Luigi alla nostra famiglia per la durata di un anno, con l’obiettivo di aiutare a crescere Luigi nell’espressione dei tre codici della vita: il codice biorganico, il codice analogico e il codice simbolico, senza l’utilizzo di psicofarmaci. Come il progetto “Rainbow”, il progetto “FAAMA” si pone come una ricerca all’avanguardia, nel panorama internazionale, per il trattamento delle cosiddette "situazioni psicotiche".


Nella prima parte della giornata, Mariano ha introdotto il senso del progetto “FAAMA”. Ha iniziato spiegando il motivo di aver scelto di presentare il progetto nel giorno dell’anniversario della scoperta delle Americhe. Infatti, fino agli ultimi anni del 1400, si pensava che dopo la Spagna e il Marocco, verso l’Oceano Atlantico, non ci fosse nessuna terra e, per questo motivo, quelle coste venivano chiamate “colonne d’Ercole”, in quanto si pensava che il tratto di mare compreso tra quei confini non potesse essere attraversato. In questo senso, il progetto del “Metodo Alla Salute”, può essere riconosciuto come una importante e inedita sperimentazione che è andata oltre le “colonne d’Ercole” della psichiatria tradizionale, per la quale le cosiddette "psicosi" vengono interpretate come malattie croniche di origine genetica, curabili solo attraverso ricoveri e psicofarmaci.
 
Nello specifico, il progetto “FAAMA”, così come il progetto “Rainbow”, sono due progetti che si spingono ancora più avanti, nella ricerca per il trattamento per le situazioni cosiddette "psicotiche". In realtà le “colonne d’Ercole” non esistono concretamente, ma sono solo dei confini che per paura non si attraversano. Infatti, quando Colombo le attraversò, con l’intento di trovare una nuova via per le Indie, scoprì il “nuovo mondo”. In questo senso la psichiatria tradizionale, nonostante l’intervento psicofarmacologico risulti fallimentare, si è fermata di fronte ai confini delle cosiddette "psicosi", per  paura di andare oltre i propri paradigmi, ritenuti assoluti.
 
Dopo questa introduzione io e Michela abbiamo fatto vedere le foto scattate in queste due settimane già trascorse con Luigi, attraverso le quali abbiamo potuto mostrare alcune dinamiche in cui Luigi è stato coinvolto, come le interazioni con i nostri figli o i lavori dentro la sua nuova casa presso il nostro quartiere degli “Archi”, che abbiamo deciso di chiamare, in accordo con Luigi, “La Fabella del Poeta”, in onore delle grandissime capacità poetiche di Luigi.
 
Poi Mariano ha ripreso la parola, illustrando le premesse teoriche del progetto “FAAMA” attraverso l’unità didattica del “Graal delle Profondità”. Mariano ha utilizzato l’unità didattica per applicarla a una situazione cosiddetta "psicotica": iniziando dal livello inferiore del Graal, quello corrispondente al livello metastorico, ha specificato come  il cosiddetto "psicotico" è, innanzi tutto, uno che non è stato riconosciuto nella sua specificità, in ciò che solo lui “è”. Il cosiddetto "psicotico", quindi, è uno che si è dovuto negare il proprio codice biorganico o  le proprie emozioni specifiche, mettendole in secondo piano nella relazione con altri codici biorganici, come per esempio quelli dei familiari. Passando al terzo livello del graal, quello del codice analogico, il cosiddetto "psicotico",  dovendo rinunciare ai bisogni del proprio codice biorganico, naturalmente rinuncia anche al proprio codice analogico o corrispondente, per interagire e confrontarsi con l’esterno. Il cosiddetto psicotico è, quindi, un soggetto che si mantiene  sull’ultimo livello del Graal, quello del codice simbolico o delle rappresentazioni, senza utilizzare gli altri livelli del Graal, divenendo così come un attico sospeso nel vuoto. Il mondo di un cosiddetto "psicotico" è un mondo chiuso nelle rappresentazioni, nelle interpretazioni, nelle paure, mentre i piani più profondi sono inconsistenti. Naturalmente, il cosiddetto "psicotico", non riuscendo a vivere armonicamente il codice biorganico e analogico, utilizza il codice delle rappresentazioni non per mettersi in relazione con l’esterno ma per controllare l’angoscia della perdita dei codici più profondi e dell’espressione del proprio livello metastorico, che non si esprimono più in maniera ascendente ma solo in funzione del codice simbolico. In questo senso, la modalità di utilizzare il codice simbolico può apparire delirante, in realtà è solo una soluzione poverissima e naturalissima, che si utilizza quando la propria vita si fonda su un attico (codice simbolico) non più collegato ai piani inferiori. Si arriva alla soluzione di una cosiddetta "psicosi" quando il proprio livello metastorico e i propri codici più profondi (biorganico e analogico), non sono stati riconosciuti e valorizzati dall’esterno.
 
La cosiddetta "psicosi" è quindi uno “stato quiete” che nega l’esterno, ma perché il proprio “stato quiete” non è mai stato ascoltato, quindi si adotta questa soluzione autarchica come unica soluzione, anche se poverissima, perché la si ritiene affidabile per la propria vita. Quando si arriva alla soluzione cosiddetta "psicotica", non si tiene più conto dell’esterno perché si è persa la speranza che l’esterno ci possa riconoscere, per cui si mettono in crisi tutti gli obblighi-doveri e le funzioni-ruolo su cui è organizzata la realtà. E’ per questo che poi la psichiatria adotta come unico intervento quello farmacologico e dei ricoveri obbligatori, perché è l’unica modalità repressiva e più semplice di confrontarsi con un cosiddetto "psicotico". Infatti, il cosiddetto "psicotico" ci costringe ad andare oltre le “colonne d’Ercole” dei nostri schemi culturali su cui si fonda la vita, ci costringe a contraddire l’ordine sul quale abbiamo fondato le nostre certezze per iniziare un viaggio nelle profondità caotiche della vita. Per questo Luigi è una benedizione per la mia vita e per la mia famiglia e per questo i cosiddetti "psicotici" sono una vera benedizione per la fase storica che stiamo vivendo; è attraverso i cosiddetti "psicotici" che sarà possibile scoprire un nuovo ordine più armonico e più rispettoso e devoto verso la profondità della vita.
 
Il progetto “FAAMA” è un tentativo di diventare una nuova famiglia biorganica per Luigi che non deve sostituire la famiglia d’origine, ma che lo accompagni a tornare ad abitare la sua casa metastorica (ciò che solo lui “è”, la sua specificità), perché ancora vive la sua famiglia biorganica di appartenenza come un vincolo all’espressione delle sue parti metastoriche. Se Luigi tornerà ad abitare la sua casa metastorica non subirà più la storia da cui è stato deluso e potrà ricominciare un percorso ascendente che lo riporti a riprendersi tutti i livelli del “Graal delle Profondità”. Il progetto è quindi un tentativo, attraverso una rete più stretta come quella familiare, di aiutare Luigi a riconoscere i propri bisogni (codice biorganico), ad esprimerli attraverso il proprio corpo, tenendo conto del territorio in cui è incluso (codice analogico) e a metterli in relazione ai simboli che si usano (codice simbolico). 
 
Dopo avere espresso le premesse teoriche del progetto “FAAMA”, nelle quali ognuno si è potuto riconoscere, si è chiusa la prima parte della giornata, per poi iniziare, nel pomeriggio, la parte applicativa, e cioè di vedere come concretizzare la teoria nella prassi del progetto. 
 
Mariano ha iniziato facendoci riconoscere come Luigi sia un adolescente che deve affrontare un rito di iniziazione per transitare alla vita adulta. Riprendendo la teoria di Van Gennep dei tre stadi necessari per compiere questo passaggio, l’ha applicata al “Graal delle Profondità”. Il primo stadio individuato da Van Gennep è quello della “separazione”, per cui il primo step nel quale Luigi dovrà essere accompagnato è quello di essere aiutato a separarsi da sua madre e anche da M., che nella sua storia hanno rappresentato relazioni significative ma anche confuse e confondenti. La fase della separazione può essere riconosciuta sopratutto nell’unità didattica dell’“Unità di Crisi”, per cui Luigi dopo essere stato spinto a separarsi da queste due donne, deve ora arrivare a “decidere”, che significa proprio tagliare un legame che fino a quel punto della nostra vita ci ha nutrito fino alle nostre parti più profonde.
 
Per fare bene questa fase è necessario innanzi tutto che non siano presenti le persone o le soluzioni dalle quali ci si deve separare; inoltre è fondamentale ricordare continuamente a chi deve separarsi, in questo caso Luigi, il positivo che potrà vivere se riuscirà ad andare oltre questo primo passaggio, accompagnandolo a viversi il suo dolore facendogli riconoscere ciò che ancora non vive e non si riconosce da solo. Per fare bene questa fase può essere importante anche raccontare le esperienze personali di quando si è affrontato lo stesso tipo di esperienza di dovere lasciare delle vecchie soluzioni per transitare a una fase diversa; così come è importante sapere alleggerire giocando e valorizzando ciò che già Luigi già esprime in modo positivo.  Man mano che Luigi si separa, potrà entrare nella fase che Van Gennep chiama fase della “transizione”: cioè, io e Michela soprattutto dovremo sapere accompagnare Luigi a scucire e ricucire parti significative per ogni livello del “Graal delle Profondità”.

Per quanto riguarda il livello metastorico dovremo sapere valorizzare molto le sue capacità poetiche e, ad esempio, utilizzare “La Fabella del Poeta” come un cenacolo nel quale organizzare degli incontri di poesia aperti anche ad altri poeti. Inoltre potrebbe essere importante anche aiutare Luigi a riflettere sulla propria “spiritualità”, coinvolgendo figure religiose del nostro quartiere che lo potrebbero accompagnare; in questo senso si è messo in risalto l’importanza di riuscire anche ad inserire Luigi in un contesto più allargato come quello del quartiere degli Archi.
 

Riguardo al codice biorganico è importante accompagnare Luigi a dormire e mangiare con regolarità e a fargli vivere la possibilità di essere passivo come un neonato. Luigi mostra spontaneamente questo bisogno per cui potrebbe essere importante viversi il corpo anche nella nudità, per fargli sentire un corpo adulto che gli si dona mettendosi a sua disposizione, rassicurandolo nei suoi bisogni più profondi. In modo particolare sarebbe importante che Luigi si riprendesse una relazione con il corpo femminile, in quanto con sua madre non se lo è mai potuto permettere. In questo si potrebbe sfruttare il periodo di allattamento di Michela, accompagnando Luigi ad abbandonarsi alla possibilità di farsi allattare come un neonato. In questo senso sarebbe importante anche giocare il più possibile con il corpo, per preparare Luigi, a vivere un giorno la sessualità in modo adulto e paritario

Riguardo al codice analogico, essendo il codice corrispondente a quello biorganico, è naturale che Luigi, man mano che sarà nutrito nei suoi bisogni bio organici, si riprenderà l’utilizzo del codice analogico o del corpo. Inoltre sarebbe importante che Luigi possa fare anche del movimento fisico, come per esempio venire nella palestra di pugilato dove andavo io, fare delle passeggiate, ballare la musica, aiutarlo con degli esercizi a ridurre le contrazioni del suo corpo che dipendono anche dalla aggressività che ancora controlla. E’ importante anche accompagnarlo alla propria igiene personale, come modalità per riprendersi il proprio corpo. Riguardo il codice simbolico non c’è da fare molto, in quanto l’utilizzo armonico di questo codice verrà di conseguenza in maniera ascendente, grazie alla crescita degli altri codici.
 
Dopo la parte applicativa, ognuno presente nel gruppo ha potuto fare le sue proposte aggiuntive, tra le quali la più importante è quella che sarà importante per Luigi sentirsi incluso nella rete dell’Associazione alla Salute Marche, potendo fare anche delle esperienze profonde insieme a piccoli gruppi, proprio nella sua Fabella.
 
Al termine della giornata io e Michela, che dovremmo essere gli accompagnatori di Luigi in questo rito di iniziazione, abbiamo espresso il nostro bilancio sulla giornata, facendo emergere come Mariano sia riuscito a farci riconoscere le prospettive in cui il progetto “FAAMA” potrà incarnarsi. Infine Mila ha espresso la sua volontà che questo progetto si realizzi, riconoscendo come sia necessaria questa separazione in quanto lei non sarebbe in grado di accompagnare Luigi nel riprendersi l’utilizzo dei propri codici vitali.

Ringrazio tanto Mariano che con amore ci ha accompagnato in questa giornata e ha creato i presupposti perché questo progetto potesse iniziare. Io mi sento come un innamorato che sta iniziando un’avventura importante, e sono felice che in questa avventura potrò godere della vicinanza di mia moglie Michela, dei miei figli e che potrò farla proprio con Luigi, con il quale in questi anni mi ero già legato. In modo particolare sono contento che in questa avventura potrò beneficiare della direzione di Mariano, del quale mi fido con tutto il mio cuore. Spero che il progetto “FAAMA” potrà diventa “faamoso” e segni un passaggio significativo nella storia della ricerca iniziata da Mariano, con il sogno di transitare verso una vita di nuova specie.


Silvio Boldrini


sabato 15 ottobre 2011

Foggia, venerdì 14 ottobre 2011. ARTICOLO INERENTE IL PROGETTO FAAMA - GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (online).










FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS


Presidente: Dr. Mariano Loiacono



IL PROGETTO: 
UNA FAMIGLIA E
NON FARMACI
PER I MALATTI MENTALI

di Lorita Bruno

 
Parte la nuova sfida della Fondazione “Nuova Specie”. E’ un altro tassello di quell’innovativo progetto il “Metodo alla Salute”, cioè il non utilizzo di psicofarmaci, che porta la firma di Mariano Loiacono, psichiatra, che da oltre 40 anni si occupa di disagio diffuso a tutto tondo. Ieri mattina la presentazione di “Faama”, l’iniziativa che prevede l’affidamento per un anno di un soggetto “psicotico cronico” a famiglie che si sono formate presso il Centro [di Medicina Sociale] di largo Civitella. Non è un caso che Loiacono abbia scelto il 12 ottobre per presentare il nuovo progetto.

« Noi come Colombo abbiamo superato le colonne d’Ercole, per scoprire il nuovo continente della psicosi, che non si può classificare come malattia genetica attualmente curata con psicofarmaci, i quali portano alla cronicizzazione della malattia - dice il medico -. In realtà noi, con la nostra esperienza ultraventennale, ci occupiamo di capire cos’è innanzitutto la psicosi, ovvero una manciata crescita del soggetto. Cosa facciamo? Eliminiamo gradualmente i farmaci ».

Perché chiamare il nuovo progetto Faama? 
« Perché questa parola vuol dire "casa", cioè famiglia. Ed ecco che entra in gioco il nostro nuovo metodo: fare interagire il soggetto psicotico nelle dinamiche di una famiglia. Gli psicofarmaci non sono altro che sostanze virtuali che riescono a controllare l’individuo sofferente, ma non sciolgono quei nodi sedimentati nel tempo. 
Dire in poche parole cos’è il disagio? E’ un allontanarsi da se stesso - continua Loiacono -. Noi scaviamo nei codici profondi dell’individuo per cercare di sciogliere quei nodi che sono alla base della sofferenza, come una dipendenza che sia alcol, droga, gioco e quant’altro, oppure la stessa schizofrenia. Ecco perchè il nostro metodo parte da un principio, quello del non utilizzo dei farmaci, con in più il coinvolgimento della famiglia del nostro ospite ».

Un metodo rivoluzionario, il cui seme è racchiuso proprio in quella vetusta palazzina situata nella Foggia vecchia, dove un tempo sorgeva l’antico ospedale dauno. Oggi l’opera Loiacono, si è ramificato, creando dei centri satelliti in tutt’Italia e non solo. « Purtroppo ho un grande rammarico, quello che malgrado l’affluenza soprattutto di giovani da ogni parte d’Italia, a Foggia ci sia una certa diffidenza sul Metodo della Salute, addirittura vogliono toglierci i nostri tre posti-letto, dopo l’ultimo accordo tra Università e Regione ».


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GIOVANE COPPIA
ADOTTA LUIGI
ADULTO PSICOTICO

Un progetto rivoluzionario: 
una famiglia e 
non farmaci per i malati mentali


FOGGIA - « Accogliere Luigi nella nostra famiglia, ci ha fatto crescere come coppia e come genitori »: ad entrare in punta di piedi nel mondo di Luigi sono Michela e Silvio, trentenni, laureati in sociologia, sposati e con tre bambini. La storia di Luigi, 31 anni, orfano di padre, di San Severo, è la prova che il progetto “Faama” può dare concreti risultati. Più che le parole, ci sono filmati, foto e piccoli aneddoti del vivere quotidiano presso la famiglia anconetana del giovane foggiano, che mettono in risalto come è possibile uscire dal tunnel della psicosi.

Le famiglie che partecipano al progetto non sono scelte a caso, a loro volta hanno avuto modo di apprezzare il Metodo alla Salute
« Abbiamo conosciuto il Dr. Loiacono - racconta Silvio - ai tempi dell’Università. Poi ho avuto un problema in famiglia, mio fratello era tossico, così ho chiesto aiuto a Loiacono e sono approdato a Foggia. Ho sperimentato personalmente il Metodo alla Salute con buoni risultati, mio fratello è uscito dal mondo della tossicodipendenza. Nel frattempo mi sono sposato, è nata la prima bambina e siamo rimasti sempre in contatto con il Centro foggiano, tanto da mettere su nelle Marche dei centri in cui si opera con il Metodo alla Salute ». Luigi ha già trascorso 9 mesi in casa di Michela e Silvio.

« Ora Luigi non prende più farmaci - spiega Michela - anche la sua mamma è stata nostra ospite. Per noi, anche se Luigi ha praticamente la nostra età, è come un quarto figlio. Gioca con i nostri bambini, usciamo e parliamo tanto. Adesso si entra nella seconda fase del progetto, Luigi andrà a vivere da solo, in un appartamento nel nostro quartiere popolare, denominato Archi. Insieme stiamo arredando la casa, abbiamo scelto i colori con cui dipingere le pareti. Di progressi Luigi ne ha fatti tanti, ora riesce a fare la spesa da solo, conosce un po’ di gente nel quartiere ».

Luigi abiterà ad Ancona per un anno, ormai il giovane foggiano è pronto per il suo secondo step. La casa di Luigi ora ha un nome: la “fabella del poeta”. Cosa significa? « E’ stato Luigi a volerla chiamare in questo modo - la spiegazione di Michela e Silvio -
» il giovane ha una passione per la poesia, in versi riesce ad esprimere le sue emozioni per troppo tempo imprigionate. Luigi nell’età adolescenziale ha cominciato ad avere i primi problemi, i suoi genitori gli sono stati vicino, il pellegrinare tra comunità e centri ospedalieri ed intanto i suoi tormenti non lo abbandonavano. Ora è un ragazzo che sta iniziando a camminare con le sue gambe

Lorita Bruno


Raffaele Francia, Bari | 13-10-2011 | 19:56
  • Michela e Silvio: GRAZIE! Condivisione e abbracci, farmaci indispensabili. Ciao Luigi, amico poeta.
    
Ben hur, San Pietro Vernotico | 13-10-2011 | 16:11
  • Per fortuna si leggono notizie del genere che ci fanno rincuorare e sperare nel futuro.sono queste persone che con i fatti dimostrano la bontà e non le chiacchiere di molti personaggi illustri.
     
Antonio, Alberobello | 13-10-2011 | 14:30

  • Persone eccezionali!!!!
    
Vanessa | 13-10-2011 | 14:25
  • Bellissimo gesto...Saranno ricambiati con tutto l amore Che quel ragazzo saprà donare. DA piccola i miei accoglievano una bambina down durante le vacanze scolastiche..è stata una bellissima esperienza DI vita per me e per i miei fratelli e ancora oggi siamo in contatti con lei, Che consideramo come una sorella.
   
Fabio | 13-10-2011 | 10:40
  • Bellissima storia... complimenti al Prof. ma anche alla giovane coppia ed al coraggio di fare una scelta così gravosa!