sabato 9 maggio 2015

Aula didattica Gianna Stellabotte (FG), domenica 22 Marzo 2015.Supervisione Alsa Bari.




FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia









SUPERVISIONE ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE BARI




È il 22 marzo e ad accoglierci c’è l’aula Stellabotte ancora decorata e impreziosita dal tocco delicato di una coppia, in occasione della V Festa dell’insieme Femminile-Maschile del giorno prima. Sotto un lampadario di fiori e tra muri candidi, Mariano fa entrare gli associati dell’Alsa Bari e li invita a formare tutti un cerchio vicino per chiedere ad ognuno di loro coinvolgimento attivo

"Alcuni Cerchi" Vasily Kandinsky.

Gli altri partecipanti alla giornata invece occupano le file esterne. Molti sono i presenti delle altre associazioni, soprattutto di quelle del Sud Italia.

Dopo una prima attesa per permettere anche agli ultimi arrivati di trovare il loro posto ed immergersi, Mariano fa sedere Graziana, la presidente dell’Alsa Bari, vicino a lui. 

È cosi che la supervisione può cominciare! 



La prima a prendere la parola è proprio Graziana, che fa emergere il vissuto emotivo molto intenso rispetto alla sua presidenza. Lei ci parla delle difficoltà che aveva incontrato e della necessità di far uscire il negativo che aveva anche ereditato, in vari incontri precedenti la supervisione.

Molto coraggiosamente, ci dice anche che nel seguire il consiglio di Mariano di non fare tutto da sola, si è bloccata in certe occasioni, volendo tenere in considerazione l’opinione di tutti. Mariano, a questo punto la interrompe per dirle che avrebbe potuto fare affidamento su di lui e sulla sua vicinanza, senza temere di dargli fastidio.

 Graziana fa emergere le sue difficoltà ad entrare in relazione con lui in passato, cosa che ora emerge e si trasforma poiché lei ha compiuto passaggi importanti in rapporto alla figura di suo padre.


Mariano, quindi, ci dice che se è vero che Graziana avrebbe potuto consigliarsi con lui e mostrargli le difficoltà di una situazione in cui lui stesso l’aveva messa, è anche vero che ognuno degli associati avrebbe dovuto sentirsi la responsabilità di sostenere Graziana, mostrando così l’altro opposto.  

È emerso come nessuno l’abbia concretamente fatto. 
Come gli associati dell’Alsa Bari abbiano tenuto di più all’associazione che ad aiutare Graziana e che in certi casi hanno provato, secondo le parole di Mariano, un gusto quasi sadico nel vedere Graziana in difficoltà.  
 
Mariano da anche poi la possibilità a chiunque voglia commentare o fare uscire un proprio negativo di farlo, in modo da continuare a mettere in dinamica ciò che era arrivato bloccato
Nel raccogliere gli interventi di ognuno, lui cerca di mostrare il buono ma anche l’altro opposto

Foto festa della Semina, Novembre 2014 -Troia, Masseria Stalla del Pro.Nu.S.
Dopo una breve pausa musicale, Mariano espone la sua proposta per il nuovo direttivo ed il ruolo che Graziana dovrà occupare all’interno della Fondazione. Invertendo la locuzione latina promoveatur ut amoveatur (promuovere per rimuovere) in amoveatur ut promoveatur, Mariano propone a Graziana di lasciare la presidenza per dedicarsi più da vicino all’Albero della Conoscenza. 

Essendo lei dotata di “occhi per guardare”, Mariano la vede come una persona in grado di fare Teoria molto bene, essendo la Teoria un saper vedere le profondità e metterle in dinamica, conoscendole.  

Mariano propone anche a Veronica di divenire la nuova presidente, con al fianco il suo compagno Gaetano. A loro vengono riconosciuti i grandi cambiamenti fatti nell’ultimo anno e l’impegno che come individui singoli e nella coppia hanno portato avanti per trasformarsi

Viene anche dato loro tempo per decidere se accettare o no e la possibilità di nominare personalmente un nuovo direttivo. 

Mariano poi raccoglie il senso del pomeriggio in una Teoria globale sull’Alsa Bari, le dinamiche passate e le prospettive.


Il bel titolo di questa teoria è: 
"da frecce a treccia". 

Infatti, da ciò che era stato detto, è emerso come ogni associato dell’Alsa Bari si è comportato come una freccia appuntita, indipendente e pronta a puntarsi e scagliarsi contro. Invece, affinché l’associazione possa funzionare è buono che ogni componente si comporti in modo da formare una treccia di Berenice. 



Ispirandosi alla costellazione omonima ed alle formazioni che assumono in volo gli uccelli migratori, Mariano spiega come ogni associato debba fare la sua parte cooperando con gli altri, con un’intensità e partecipazione proporzionali alla sua crescita e all’impegno che può metterci. 

Come le rondini, che volano a forma di V, sfruttando ognuno la scia dell’altro ed alternandosi alla guida
Ad ognuno viene solennemente chiesto se vuole passare da freccia a treccia, in modo da suggellare una nuova fase con un gesto concreto.

 
Il pomeriggio, ormai quasi sera, si avvicina al termine con una dinamica tra Fabio ed Antonio, padre e figlio associati Alsa Bari, i quali vengono messi uno di fronte all’altro affinché prendano un impegno per trasformare la loro relazione, portando avanti il percorso di cambiamento che hanno entrambi intrapreso.
La supervisione si conclude quindi con Mariano, Fabio ed Antonio abbracciati che cantano la canzone O’ Pate  ( Il padre ) di Nino D’Angelo e l’augurio di queste ultime righe del testo:




“e nun te miette cchiù paura,
pecchè saje ca nun si sulo
quanno 'a vita è contro a te.”


Fabio 

venerdì 8 maggio 2015

Aula Didattica Gianna Stellabotte (FG), 21 Marzo 2015.V FESTA NAZIONALE DELL'INSIEME FEMMINILE E MASCHILE.







FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia





 GIORNATA DI INCONTRI E CONVEGNI A CURA DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE.

(Mattina)



Ad aprire la scena è "Miseria": un corpo di donna cinereo, poggiato su sterpaglie, ripiegato su di sé e circondato da rami secchi.

E’ Lei che invita a entrare nel regno della grandezza, un luogo candido, virginale, privo di segni, in cui si elevano la Sposa e lo Sposo, entrambi calzanti l’uno le scarpe dell’altra, segni di un incrocio già all’opera.
Gli autori della scena sono Rita e Franco.
I conduttori dell’evento Cristiano e Giovanna.

Cristiano presenta il tema dell’evento, la Coppia, e annuncia la nascita del Progetto Evviva, la ramificazione maschile del Progetto Nuova Specie ,che si affianca alla Finestra di Babich, la ramificazione femminile.


"Veniamo al mondo come scintille divine."
Con queste parole, Giovanna, apre il suo discorso facendosi accompagnare dall’immagine del Graal P.U.T. (Potenziale UnoTrino).
Alla base del P.U.T. c’è l’infinita distesa dell’ In.Di.Co. (Infinito dinamico complesso), la linfa eterna a cui attinge la nostra scintilla divina, dotandoci di potenze innate che andiamo perdendo man mano che entriamo nella vita umana.



E Giovanna inizia a raccontare la sua sofferenza di bambina illusa e delusa dalle zie, così, solo per scherzo, per ridere di lei.
Quella bambina fa appello alla madre per sanare la sua ferita, ma la madre la riduce a niente.
Quella bambina innocente, aperta e fiduciosa, è violabile!
E’ questo che lei sente profondamente e inizia a chiudersi in se stessa.
Parte così "l’attorcigliamento nella sua vita, il Puk, il punto in cui si è bloccata la sua scintilla divina e passa ad un secondo ricordo.
Ormai è in età scolare e quella bambina un giorno va a scuola senza aver fatto i compiti perché ha festeggiato il proprio onomastico.
La maestra la punisce strofinandole il peperoncino sulle labbra.
Un’umiliazione che la getta nella sofferenza più profonda per la vergogna e la bruciatura.
Ma Giovanna stavolta non chiama la madre a tutelarla; si chiude nel suo dolore a tutela della propria inviolabilità.



In ogni creatura vi è qualcosa di sacro, dice Simone Weil. Dalla prima infanzia sino alla tomba qualcosa in fondo al cuore di ogni essere umano….si aspetta invincibilmente che gli venga fatto del bene e non del male.
L’unica via di salvezza per Giovanna è nascondere quella bambina, rinnegarla, farla scomparire.
E’ quello che le rivela un sogno.



Nel sogno, Giovanna ormai adulta, cammina su una spiaggia portando in braccio una bambina. 
Quando la depone sulla sabbia la vede scomparire sottoterra, risucchiata dalla sabbia.
E’ così che scopre di averla sotterrata e piange per ore un lutto inconsolabile, per la perdita di una figlia da parte di una madre.
E’ con l’accompagnamento di un padre devoto, Mariano, e di una madre devota, Mariagrazia, che Giovanna ritroverà la sua bambina.
A questo ritrovamento deve la sua rinascita come Donna. 
Ora è Vergine e Madre in sé.
Da questa nuova pienezza, Giovanna rilegge la storia cristiana.
E’ la storia di un "Padre" che mette al mondo il suo bambino e di un "Figlio" che risorge per fare del "Padre" un padre devoto, più umano.
Una incarnazione umana della vita divina di cui si fa grembo una Donna, Vergine e Madre.

                
Pina  ricostruisce i passaggi che hanno portato Mariano a concepire la Festa dell’Insieme Femminile e Maschile e Giovanna a concepire un’opera materna, un progetto di rinascita delle donne.
L’idea della Festa viene concepita da Mariano come una nuova tappa dell’Insieme Femminile e Maschile.
Ma come far festa,si dicono alcune donne, se non ci distinguiamo dagli uomini?
Quando Graziella Babich muore gettandosi dalla finestra dell’istituto dove era internata, Mariano e Giovanna sentono, insieme ad altre che è arrivato il momento di rivolgere l’attenzione alla sofferenza delle donne e prende corpo in Giovanna l’idea della Finestra di Babich .

Ma la prima esperienza della Finestra di Babich fallisce. Non è governata da Giovanna né dallo spirito madre delle donne che operano.
Mariano accompagna la gravidanza di quest’opera materna e Giovanna sente a un certo punto che è arrivato il momento di distinguersi e di agire secondo il proprio giudizio.




La sua crescita personale ha radici lontane e prende linfa sia dal Progetto Nuova Specie  che dalla Ricerca delle Donne.
Lei aveva fatto parte del Centro Ricerca e Documentazione Donna di Foggia  negli anni ’80 e aveva aperto una relazione speciale con una donna autorevole del Centro.
Quella donna era rimasta per lei, anche a distanza di anni, il simbolo della madre devota e autorevole e decide a quel punto di rivolgersi a lei per essere accompagnata nell’ultimo passaggio della sua crescita personale, quello che la spinge a divenire anima creatrice di un’Opera Madre.
A sostenerla in questa nuova impresa è Gina, che da sempre rappresenta per Giovanna un riferimento materno, ma che ora, per aver fatto esperienza diretta della fecondità del giudizio materno,  accompagna con convinzione l’impresa di Giovanna.
Giovanna però vuole accanto a sé anche Pina, la compagna di sempre che, come lei, ha fatto esperienza della grandezza femminile negli anni in cui le donne gridavano a gran voce nelle piazze e sui giornali la loro esistenza.
Anche Mariagrazia sente la portata del Progetto di Giovanna e chiede il sostegno di Chiara, figura autorevole di Eleusi (la Comunità di Ricerca che riunisce le donne di Foggia e Pescara), e di Pia, fondatrice del Centro come lei e impegnata da tempo nella pratica della Biodanza.
Sorge così una doppia Trinità femminile, un dispositivo comandato dalla Vita eterna per agire l’Opera Madre.
Come scrive Chiara, l’Opera Materna è un’opera a due. Che si svolge sotto lo sguardo del "terzo occhio", lo Spirito Madre.
La Finestra di Babich gode ora della forza di sei donne, due trinità creatrici competenti in materia di vita di genere femminile, umana e divina.
Bastano tre incontri alle amiche di Babich per progettare la nuova Finestra di Babich a cui accedono donne che hanno già fatto un percorso di crescita alla luce del Metodo alla salute e si sono alleggerite di parte della miseria di cui soffrono per passare all’esperienza della grandezza femminile.



Con Davide entra in scena una diversa potenza.
Una potenza di genere maschile.
Cambia la potenza della voce, il timbro, la fermezza.
Davide si fa accompagnare da immagini per lo più inedite, sue, capaci di fare di un’esperienza di vita una lezione magistrale.
In scena è l’Opera Padre rappresentata sullo schermo da una dovizia di elementi.
Racconta del gruppo che ha partecipato al primo Progetto EVVIVA, che ha permesso ai maschi di incontrarsi per trovare il raccoglimento necessario a conoscersi e distinguersi.
Un gruppo eterogeneo per età, di giovani e adulti, che vede in Mariano lo spirito guida.
In tanti vengono chiamati a raccontare questa nuova esperienza e si parlano con  gratitudine e bellezza.
Sono tanti, “giovani e forti”, 27 uomini al seguito di un padre devoto che sanno farsi da padre e da figlio l’uno per l’altro, a dispetto di ogni età.

                
Ora il Progetto Nuova Specie poggia su due gambe, quella delle donne e quella degli uomini e, come una Creatura appena nata, si prepara a fare i primi passi spinta dal vento negativo della miseria umana e dal vento positivo della grandezza divina.    


Mariagrazia Napolitano




L'INSIEME FEMMINILE-MASCHILE NELLA COPPIA.

(Pomeriggio)




Nel pomeriggio del bilancio “Femminile e Maschile” nella coppia, Mariano ha applicato su alcune coppie presenti, il Graal PUT (Graal delle profondità).
Sono state esaminate cinque coppie (Chicca e Luca, Mariagrazia e Dario, Veronica e Gaetano, Graziana e Fabio e Pina e Ottavio). 
Mariano ha applicato su di esse il Graal Put per verificare come è nata l'unione di coppia e come si è evoluta, partendo ognuno da se stesso.

Inizialmente ognuno di loro si è creato delle aspettative, che nel corso del tempo, sono venute meno in seguito a paure, nuove responsabilità e nuove situazioni familiari non condivise da entrambi, che hanno finito per compromettere la relazione a partire  dal loro vissuto.
All'inizio, ogni coppia ha indossato la maschera preparata per l'occasione dalle fantasiose conduttrici Francesca e Rosanna



Una coppia alla volta si è seduta vicino al Graal Put e ognuno singolarmente partendo da se, ha espresso liberamente le proprie aspirazioni nella vita a due, partendo proprio dall'inizio, dal principio, dalla nascita della relazione, dal proprio fondamento (PUF- Potenziale UnoTrino Fondamentale).

Passando da uno stadio all'altro del Graal Put, si è evinto come queste coppie nel corso del tempo si sono modificate a causa di  privazioni, mortificazioni e rinunce che hanno attorcigliato la loro vita (PUK- Potenziale UnoTrino Kundalinizzato o attorcigliato). 



In seguito ad eventi significativi e a percorsi di vita profondi, nella coppia c'è stato un “risveglio” (PUS- Potenziale UnoTrino Svegliato), che ha fatto capire loro, che invece di costruire, stavano tagliando delle parti loro, senza sciogliere i nodi che già prima di incontrarsi li avevano significativamente deviati rispetto alla loro essenza originaria. 

Le difficoltà da affrontare sono tante ed il processo per arrivare allo spettacolo di una nuova espressione di vita che risplende con tutti i suoi colori e talenti è lento e doloroso; prima vanno sciolti i propri nodi singolarmente, legati in primis alla famiglia d'origine, alle aspettative non realizzate, alle finalità di vita mai raggiunte, alle problematiche legate alla famiglia acquisita e all'adultità non ancora raggiunta.

Con la Teoria e la sua conoscenza, Mariano ha fornito suggerimenti validi e opportuni ad ogni coppia in maniera specifica, per procedere pur con tante difficoltà verso il PUM (Potenziale UnoTrino Metastorico).
Facendo un salto creativo che parte da ciò che ognuno di noi solo è per poi passare ad essere insieme co-creatori anche nella relazione di coppia.




Anna Nitti e Marina Martiradonna















martedì 5 maggio 2015

Aula Didattica Gianna Stellabotte, 14-19 Aprile 2015.Settimana Intensiva di Aprile.




FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia





RESOCONTO DELLA SETTIMANA INTENSIVA DI APRILE 2015




Martedì sera ci si riunisce tutti in una sala dell’Ospedale D’Avanzo di Foggia per l’accoglienza
I conduttori della settimana cercano di mettere a proprio agio tutti da subito invitando ognuno a parlare di sé davanti agli altri ed esporre il motivo della loro presenza. 
Le problematiche o meglio il “disagio diffuso” sono più o meno visibili in alcuni, il panorama di etichette dettato in maniera amorale dalla nostra società è svariato: bipolari, psicotici, depressi, tossicodipendenti, persone con problemi famigliari  o sotto psicofarmaci, disagiati, frustrati, etc. 

E’ stato destabilizzante inizialmente doversi esprimere al microfono, parlare del proprio privato e ancor di più sentire il contatto fisico delle persone intorno, quasi a voler instaurare immediatamente un rapporto di fiducia reciproco.
Gli incoraggiamenti attraverso applausi non sonori (di incoraggiamento) e gli abbracci scanditi dalla durata minima di 10 secondi sono strane abitudini, ma fanno parte delle caratteristiche introduttive al Metodo alla salute dei giorni successivi. 
  
La convivenza e la condivisione di spazi comuni contribuiscono a creare un clima favorevole all’apertura lasciando alle spalle il timore e la paura di giudizio che invece hanno caratterizzato la vita di tutti all’esterno.

Graal alla salute

Mercoledì mattina c’è ancora un po’ di diffidenza ma, attraverso le prime fasi del gruppo, le storie personali iniziano a sciogliere quel blocco individuale di incomprensione, di non capire dove si è finiti e perché.  
Il paragone spontaneo sulla gravità di ogni situazione rispetto alla propria imbarazza fino ad un certo punto; poi si capisce che si è drammaticamente uguali davanti alla sofferenza. 
Il pomeriggio è dedicato ad una sorta di analisi della mattinata (Teoria), cercando assieme un Fondo comune, nel quale ogni protagonista di questo viaggio possa riconoscersi.

Giovedì la situazione cambia drasticamente in meglio, è bastato il racconto di una storia a scatenare un effetto domino di emozioni legate alla sfera affettiva famigliare: padri assenti, madri preoccupate di non dare abbastanza ai loro figli, sessualità, etc. 
Non si capisce perché o come sia iniziata ma ci si ritrova abbracciati a cantare “Almeno tu nell’Universo” di Mia Martini
Le dinamiche portano inoltre a palesare l’inadeguatezza in questo contesto di un ragazzo, per il quale successivamente viene allestito un funerale simbolico, a  cui tutti partecipiamo associando la sua morte  “fisica” alla morte delle nostre paure, lasciando andare le parti morte per tornare a vivere. 

"Salto precipiziale" di Michela Garbati

Il fondo comune questa volta è ricco di materiale da esaminare, il tempo in aula sembra non bastare. E’ interessante e quasi inspiegabile osservare come il tempo non esista nel corso delle giornate; non si dà limite di tempo alle emozioni o fretta alle parole; ci si ferma per mangiare al momento opportuno e basta. 
Ciò che accade fluisce e vive di vita propria, travolgendo chiunque.

 La giornata di Venerdì è di sicuro la più originale, la stessa stanza che nei giorni precedenti ha visto lacrime, deliri e sofferenza, magicamente cambia atmosfera e l’abbraccio di accoglienza dei conduttori  introduce al Rito. 
Le scarpe oggi restano fuori, il contatto con la “Madre Terra” è il primo indiscutibile obiettivo.
Durante la mattinata siamo invitati a sentire il nostro spazio e appropriarcene, scoprire noi stessi attraverso le mani dei nostri compagni , percepire il ritmo antenato del nostro corpo e dargli vita attraverso il movimento. 

Nessuno ci dice cosa fare o come farlo , lo sappiamo già semplicemente lo avevamo dimenticato prima là fuori. 
Il sudore, la danza, la Vita, sono i protagonisti indiscussi di venerdì mattina.

Al  pomeriggio ci si ricompone nel minimo consentito per apprendere la Teoria, parte importante del Metodo alla Salute con spiegazioni, esempi e diapositive.

Mito della caverna


Il mito della caverna di Platone aiuta a comprendere quanto ci si accontenti  e ci si senta inermi davanti alle difficoltà della vita, quanto sia più facile vivere di ombre invece di scomodarci a cercare la luce che le riflette. 
I conduttori dell'Unità didattica, Giovanna Velluto e Flavio Menegat, riescono a trattare in maniera spigliata e accattivante queste tematiche, portando anche esempi di vita vissuta nelle quali ognuno di noi un minimo ci si riconosce, prima o poi. 


Sabato è la giornata dedicata ai “Ring” il termine racchiude in sé sia l’idea di sfida che quella di comunione in un certo senso, pensando al significato in inglese. 
In questa fase è determinante la pazienza, nella vita quotidiana si tende spesso a prevaricare o colpevolizzare chi ci fa soffrire, vomitando sugli altri solo il nostro negativo pretendendo però un positivo in cambio. Qui il sistema è diverso è più importante ascoltare che parlare, è più importante apprezzare che giudicare, è più importante capire che essere capiti. 
Con questo approccio il risultato è sicuramente diverso dal solito, ci si mette a nudo e si esamina il disagio o il sintomo che ha portato la persona in questione a trovare delle proprie soluzioni, spesso non condivise da società o famiglia.

 I protagonisti fanno fatica a guardarsi negli occhi, a fare complimenti, ad abbracciarsi… è come se non fossero mai stati capaci di farlo o avessero sempre voluto, ma qualcosa avesse frenato e bloccato questa esigenza.

Rinascita -Gino Tartaglia

Domenica è una giornata lunga e stancante, è tempo di bilanci
Tutti siamo chiamati a parlare di come abbiamo vissuto la Settimana intensiva e, con l’aiuto dei conduttori, ad esaminare la nostra esperienza.
Bisogna andar via e affrontare la routine della vita quotidiana, con la paura di ricascare nei soliti meccanismi che siamo stati cosi bravi a sciogliere ed esaminare in questo viaggio e anche la stranezza di trovare le parole giuste per raccontarla agli altri all’esterno, senza togliere l’immenso valore che invece ha avuto per noi. 
Per molti una settimana intensiva non basta, le casistiche sono sicuramente diverse tra loro ma lo spirito è stato inevitabilmente lo stesso almeno in questa.  
Non si può pretendere di cambiare tutto in una volta, lasciandoci alle spalle la porta chiusa di quell’aula che è stata per noi come un grembo materno, anche se solo per una settimana, ma se siamo venuti e ci siamo rimasti vuol dire qualcosa. 


La consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento, un passo piccolo e lento, un passo da “lumacaverso la salute o meglio “Alla Salute”, in modo da ridurre sempre più la distanza tra noi e gli individui di una società apparentemente utopistica di “Nuova Specie”.




Luca e Sabrina

Andria (BAT) casa Matera-Zagaria, lunedì 13 aprile 2015.PRIMO INCONTRO VERSO IL MASTRO SUD.





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VERSO IL MAS.TR.O.  SUD



Lunedì 13 Aprile 2015, si è tenuta ad Andria nell’ospitale casa di Livia e Vincenzo la prima riunione inerente la realizzazione del Mas.Tr.O. sud, in cui ogni partecipante ha espresso la propria specificità e i propri vissuti.
A tale incontro, hanno partecipato Marina, Raffaele, Cosimo, Gina, Giuseppe, Silvana, Simona, Ornella, Nadia, Angela, Martina, Chanel, Graziana, Veronica, Eka come supervisione in collegamento via skype e Grazia venuta da San Severo, invitata da Marina sentendola una compagna fidata e stimata che la affiancherà fisicamente e spiritualmente come referente per il Mas.Tr.O. del Sud.



L’incontro è iniziato degustando un buon dolce e accogliendo Ornella e Raffaele, i rainbownauti tornati dal VI progetto Rainbow, tenutosi a Sasso di Castalda (PZ).
Ornella ha raccontato come questa sia stata un’esperienza forte, importante e positiva che le ha permesso di avere un confronto con se stessa e quanto le sia piaciuto il rito del battesimo per la celebrazione del nuovo ingresso alla vita.
Raffaele, forse ancora un po’ confuso, ma dallo sguardo attento e riflessivo, racconta del piacevole massaggio, ricevuto da Ornella.
Marina sostiene entrambi ricordandogli che non sono soli ora che sono rientrati dal progetto e che bisogna rispettare i loro tempi perchè si ritorna da un periodo in cui si è molto delicati e molto sensibili.



Da questo breve bilancio, è emerso che per i due rainbownauti, l’esperienza è stata positiva perché Raffaele si è sentito coinvolto, protagonista nel ruolo di capitano della nave che gli ha dato la possibilità di intrecciare con gli altri partecipanti.
Livia ha manifestato le sue paure nel rientro di Raffaele a casa, ma di sentirsi pronta ad accompagnarlo e ad affidarsi alla rete, spingendo il figlio a parlare maggiormente e a fare delle richieste.
A proposito di Ornella,  Silvana ha iniziato a vedere Ornella con un’altra luce, con la voglia di farle festa come un prosieguo in divenire dopo una sperimentazione su se stessa e nel riscoprire in lei molta determinazione nel percorso.

Giuseppe, conferma quanto Ornella li ha incoraggiati a fidarsi di lei in questo percorso, apprezzando la sua crescita, vedendola più solare, più sicura di sè e sperando in un suo maggiore equilibrio. Per quanto concerne Simona, apprezza il fatto che si stia mettendo in gioco, vivendo questo momento come una raccolta di frutti.
Gina, conclude questa fase ricordando quanto la rete sia importante e quanto ci aiuti a crescere.


Dopo questo emozionante inizio, Marina distribuisce a ciascuna delle “sette sorelleNadia, Livia, Simona, Gina, Angela, Graziana e Veronica che avevano precedentemente dato disponibilità per l’avvio del MASTRO Sud, un ramoscello d’ulivo con un bigliettino, chiedendo di scrivere un pensiero senza firmarlo, riporlo nella cesta e di scambiarli a fine riunione leggendo la frase che è capitata.
Secondo Eka, questa riunione può essere considerata come la prima parte di un confronto, per poi incontrarci i primi di maggio di persona, organizzando una giornata per riprendere la riunione.
Grazia ritiene opportuno  leggere gli scritti sul Mas.Tr.O., che ognuna delle sette sorelle ha precedentemente mandato ad Eka.
 
Quest’ultima sottolinea come gli scritti partivano da un bisogno di far emergere paure, dubbi, perplessità, che bisogna essere coincisi ma non frettolosi e a tal proposito è più auspicabile dedicare altro tempo per noi, così da ascoltarci. Propone di iniziare questa seconda fase importante con un minuto di scambio di sguardi, per renderci conto che realmente non si è soli.

Nadia, chiarisce il suo punto di partenza volendosi confrontare con gli altri per sapere come vogliono starci perché in questo progetto ci crede tanto ed è realmente importante avere un punto di riferimento più vicino e quindi meno dispendioso rispetto a quello di Ancona, già saturo di richieste. 
Percepisce il bisogno del gruppo di far nascere questa realtà nel nostro territorio, che sarà tipica della nostra terra, specifica delle nostre forze, anche perché si può contare sulla presenza di figure maschili presenti nell’Associazione Alsa BAT.
Marina, ritiene utile programmare dei momenti in cui fare bilanci, conoscenza e accompagnamento, un modo iniziale per esprimere quello che ognuno vive.
Veronica, commossa perché sente di stare più vicina a se stessa, rispetto alla settimana scorsa in cui viveva la pesantezza come un cammello, ora si sente di stare in “mezzo alle cose”e come partendo dal piccolo si può arrivare al grande.
Informa come l’Associazione di Bari stia andando in un’altra direzione, anche  perché si  stanno modificando degli equilibri; questo è anche buono per il loro  gruppo e per il nascente Mas.Tr.O. del Sud.  L’accompagnamento e il contributo che i compenenti dell'Alsa Bari porteranno in base alle proprie specificità, prenderà forma mano a mano. 
Da parte sua però c’è voglia di attivarsi in questo progetto, anche per il periodo forte e il piacere che sta vivendo, andando anche a condurre nell’intensiva di Aprile. 

Secondo Gina, l’esperienza la stiamo già facendo col gruppo mettendo a fuoco le specificità e ascoltandoci nell’ordinario e non solo il mercoledì in cui il gruppo BAT si incontra; anche perché il gruppo è per lei la sua famiglia ed è questo il motivo che la spinge a fare. 
Quindi il Mas.Tr.O. è una cosa fondamentale  e ben venga la progettualità e la sperimentazione ad Andria nella casa di campagna di Livia e Vincenzo, che nasce dalla esigenza di accompagnare i ragazzi che sono rientrati nel territorio di riferimento e fungerà da anello tra il Mas.Tr.O. trattamento ordinario e il territorio della Bat; cosicchè l'associazione Bat si possa sperimentare nell'ordinario in questo caso a partire da Raffaele M. col suo territorio.
Interviene Eka, affermando ciò che la colpisce del gruppo ALSA BAT è la molteplicità dell’età dei componenti, perché come il giovane serve per far cogliere nell’adulto delle parti incompiute, così serve al giovane cogliere nell’adulto la forza per partire e credere in noi giovani.
E’ il momento di Graziana, la quale esprime il bisogno di stare nelle sue cose, di essere andata a vivere da sola in una casa diversa e di vivere una fase nuova. Rispetto agli scritti precedenti, percepisce che è cambiato qualcosa, perché dopo aver fato delle esperienze intensive nel Mas.Tr.O. di Foggia e di Ancona, ricorda bene i limiti riscontrati e come si sentiva appesantita dall’organizzazione.
 Dopo questo periodo di immersione, sta facendo morire tante parti della sua storia e le fa piacere la modalità di ascolto in cui si sta procedendo esprimendo il desiderio di stare più in ascolto di chi ha più energie, di riscoprire cose nuove di se stessa e di non aver voglia di preparare "un utero" per altri.

 In questa fase, secondo lei è anche buono ascoltare come stanno le altre Associazioni del Sud e mettere in moto il meccanismo di visitare le altre Regioni per conoscersi nei propri territori e vedere le diverse forme di ospitalità come una “domenica in viaggio”ed anche fare verso Agosto un progetto estivo per sperimentarsi e vivere un momento di leggerezza.
Eka e Marina concordano sul fatto che sono buoni questi spunti per stare insieme in leggerezza e sono proposte che si possono considerare  e attivarsi per organizzarsi estendendole alle altre Associazioni come le “domeniche in viaggio”, visitando luoghi e tradizioni  degli altri territori.


Livia interviene dicendo che lavorando in un’ istituzione tradizionale, la sua energia viene smorzata ed è una sfida portare avanti questo discorso perché crede che qualsiasi persona  ha bisogno di esprimersi anche con i propri limiti. Esprime il desiderio del gruppo di stare assieme anche nell’ordinario, di passeggiare, di chiacchierare anche perchè con l’esterno si intreccia a fatica. 
Si sta andando avanti perché i frutti ci sono, i giovani nel nostro gruppo ci sono, col desiderio di fare rete e stare assieme in leggerezza.
Propone di cominciare sperimentando la loro casa in campagna  ed intrecciare con Ancona e con le atre associazioni del meridione.
Secondo Eka, anche se Livia vive questo negativo e tensione lavorando in un contesto in cui si sente sprecata, è comunque qualcosa di buono in cui ora è il momento di ricevere  condividendo il suo vissuto con le donne adulte.


E’ il turno di Angela, la quale riferisce che con molta onestà, vuole partire da livelli diversi essendo una persona storica ed avendo esperienza delle prime case. Afferma come il Mas.Tr.O. di Foggia non è stato un Mas.Tr.O. vero e proprio e in funzione di questo, si sente il bisogno in cui sta venendo meno Mariano di vedere cosa rimane di quella storicità e cosa siamo oggi in grado di fare con le nostre specificità che non sono più legate alle figure storiche, pur essendo state buone. Concorda con l’idea di questa casa in campagna per iniziare a vedere cosa significhi convivenza, fare i gruppi alla salute quotidianamente e come accompagnare dopo le dinamiche
Secondo lei, sul campo si forma l’esperienza ,con la forza e anche con tutti i limiti.
 E’ buono partire con il minimo di esperienza che abbiamo, e per il MAS.Tr.O. materialmente servono anche soldi e con la casa in campagna è buono iniziare e vedere praticamente anche noi all’interno come stiamo, vedere la capacità di ognuno a non chiudersi e capire chi in quel momento ha bisogno di fermarsi. 
Possiamo essere "psicotici e buoni" per la vita

Interviene Eka, sottolineando come, a suo parere, oltre all’aspetto materiale ed economico a cui pensare con delle strategie, bisogna anche soffermarsi sulle forze reali, pensando a quelle persone che sono utero per altri, hanno bisogno di ricevere utero, cosa che precedentemente non c’è stato. 
Per lei è importante prendere dagli antenati, ma anche darci la possibilità di creare noi un inedito che non per forza deve rifarsi a cose vecchie, anche perché "le Note sono Sette, ma le musiche sono Infinite."
A me Simona, ha fatto piacere la proposta di scrivere il post fattami da Grazia perchè sto vivendo un periodo diverso dal precedente, sento di stare in una fase nuova, diversa e di volermi sperimentare. Inizialmente non mi sono sentita molto accolta dal gruppo, e mi era stato proposto di iniziare da me ad accogliere gli altri, ma era un mio limite aprirmi e contattare gli altri.
In questo periodo invece sto vivendo un momento di leggerezza, con la voglia come Veronica di “essere in mezzo”,non  sentendomi più come sorella di Ornella ma come Simona.
Come per Livia, anche per me non è semplice vedere i limiti istituzionali che ci circondano, che bloccano potenzialità e specificità, per questo credo nel gruppo Alsa BAT, e nel Progetto vedendo il tutto in una nuova prospettiva. In questo progetto c’è la mia disponibilità e, spero ci sia, come detto in precedenza maggiore conoscenza tra le sette sorelle, per creare qualcosa di buono integrando competenze formative e personali. 
Marina conferma di sentirmi in un’altra fase, più positiva in quello che trasmetto, come desiderio di farne parte, che deriva anche dal fatto che sto cambiando prospettiva.

Infine è intervenuta Grazia, affermando che in questa occasione ha potuto conoscere meglio il gruppo della BAT e si è meravigliata positivamente notando come  il gruppo sia partito in primis dalla conoscenza e poi ha messo su l’associazione Alsa BAT.
E’ importante prima creare la rete, stare insieme, conoscersi e poi arrivare a realizzare qualcosa.  
Rispetto al Mas.Tr.O. DEL SUD, sente che è un bisogno fisiologico come lo sarà quello del Nord e tanti altri. Ringrazia tutti per averla accolta sentendosi a suo agio, anche perché dalla parte organizzativa in cui in origine è stata chiamata, man mano si è immersa sempre più. 
La riunione è stata costruttiva perché c’è stato il desiderio di starci.       

Simona