giovedì 13 marzo 2014

Troia (FG), domenica 23 febbraio 2014. III^ FESTA NAZIONALE DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia

 



E ANCORA DORMONO…
A TROIA LA III FESTA NAZIONALE DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS.





Domenica 23 febbraio scorso si è svolta a Troia la III Festa nazionale della Fondazione Nuova Specie ONLUS, che proprio a Troia ha acquistato dei terreni con una masseria per la costruzione del villaggio quadrimensionale e della Stalla del Pro.Nu.S. (Progetto Nuova Specie).

Da oltre quarant’anni, grazie alla sperimentazione e alle attività del Dr. Mariano Loiacono, è nato e si è diffuso in tutta Italia un progetto avanzato sulla salute e sulla formazione, ispirato ad un nuovo punto di vista sulla vita (Epistemologia globale e Quadrimensionalismo).


Il paese ha visto, infatti, l’arrivo di quasi duecento persone provenienti da tutte le regioni italiane e anche dalla Svizzera, di cui una parte ha partecipato al corso di Epistemologia globale e Dinamiche di Vita Din-Bar che si è tenuto presso l’Aula didattica globale Gianna Stellabotte, presso l’ospedale D’Avanzo di Foggia, dal 4 al 9 e dal 18 al 22 febbraio.

Nella prima parte della mattinata, da piazza Episcopio, dove erano presenti una serie di gazebo con rappresentanti delle diverse associazioni regionali, collegate alla Fondazione, presenti con materiali artigianali, burattini, truccabimbi e palloncini, è partito un corteo musicale, con trampoli, pagliacci e strumenti musicali, che ha attraversato le vie principali del paese, diffondendo materiale informativo ai pochi e timorosi cittadini che passavano per andare alla messa domenicale.


Successivamente, presso la sala parrocchiale “Zerrillo”, si è tenuto un convegno sul tema: Perché a Troia la Stalla del Pro.nu.s., che ha visto la partecipazione del Dr. Silvio Boldrini, sociologo di Ancona, vicepresidente della Fondazione Nuova Specie ONLUS; del sindaco di Troia, Dr. Edoardo Beccia; della presidente della Pro-Loco di Troia, Maria Rosaria De Santis; del Dott. Enzo Giannelli, responsabile della “Giannelli consulting”; del Dr. Mariano Loiacono, presidente e fondatore della Fondazione Nuova Specie Onlus. È intervenuto anche l’Ing. Gianni D’Errico che ha presentato il progetto, particolarmente originale e innovativo, preparato dall’Arch. Gino Tartaglia di Jesi (AN), riguardante la ristrutturazione della masseria e la costruzione di altre strutture sui terreni acquistati dalla Fondazione in zona PIP.

Nella sala gremita di gente, proveniente da tutta Italia, ha inevitabilmente colpito la quasi totale assenza della popolazione troiana.

È un cliché che si ripete, da quando a Troia esisteva l’Associazione Nuova Specie, che operava presso i locali della ex Pretura, dove si sono svolti nel corso degli anni, dal 1991 al 2003, numerosi incontri, convegni, corsi di formazione avanzati e di livello nazionale. Anche allora, l’assenza dei cittadini troiani era quasi totale.


Già da allora, io mi chiedevo il perché, e non riuscivo a darmi una spiegazione, potendo verificare di persona quanto interessanti e formative fossero quelle iniziative, che mi aiutavano a crescere con un respiro ampio e profondo. Notavo, per esempio, la difficoltà dei miei amici a coinvolgersi, nonostante i miei inviti e la mia solidarietà. Era come se, per il paese, quello che noi proponevamo e portavamo avanti fosse stato invisibile o fosse appartenuto ad un territorio separato da un profondo solco e confine rispetto a quello degli altri abitanti.

Ad oggi, continuando a verificarsi la stessa situazione, non riesco ancora a comprendere per quale motivo ci sia questo solco, questo confine, perché la gente non viene a verificare, a conoscere, sia pure per semplice curiosità, nonostante gli inviti, la pubblicità.


Allora mi chiedo: ma i troiani sanno cosa noi facciamo? Sanno che Mariano Loiacono porta avanti da quasi 50 anni una ricerca antropologica, sociale, culturale, filosofica, epistemologica avanzata, che non esiste da nessun’altra parte, e che la gente fa chilometri e chilometri per poter ascoltare ed approfondire? Sanno che non è un discorso per “drogati, alcolizzati, malati mentali”, ma si tratta di un progetto evolutivo profondo e originale, che coinvolge tutti, al di là dei sintomi? E che il sintomo (non trattato psichiatricamente e farmacologicamente) è solo un punto di partenza, un aiuto-contro, per spingere le persone a transitare verso prospettive più globali e più intere sull’esistenza?

Io credo che tutto questo la gente di Troia non lo sa e non è neanche interessata a saperlo. Ogni volta che mi capita di sfogliare qualche periodico locale, per esempio, mi colpisce e mi rattrista il constatare la continua assenza di notizie che parlino o che almeno solo accennino al progetto e alle attività portate avanti da Mariano Loiacono e dalla Fondazione Nuova Specie, già Centro di Medicina Sociale di Foggia.

È proprio come se tutto questo per i troiani non esistesse, come se fosse invisibile. E quando parlo di troiani, mi riferisco anche ai familiari e conoscenti, con i quali i rapporti si fermano ad aspetti superficiali e di circostanza.

Nonostante questo, domenica 23 febbraio la III Festa nazionale della Fondazione Nuova Specie si è svolta, fino a sera nella masseria acquistata in zona PIP, tra la partecipazione calda e festosa di tanta gente “forestiera”, condividendo cibo, musica, balli, esibizioni artistiche, riti, compleanni e falò.

Come cita l’antico detto locale, “Troia è ‘amant’ di ‘fruster”. Forse la “Stalla del Pronus” (Progetto Nuova Specie) che si realizzerà nei terreni della zona PIP, sarà un luogo di attrazione per tanta gente, proveniente da ogni dove, che si chiederà incredula: “ma come mai non ci sono troiani a condividere tutto questo”? Forse perché a quell’ora i troiani stanno dormendo… e ancora dormono…


Per concludere, un ringraziamento di cuore a tutti quelli che ci hanno creduto e si sono impegnati perché la giornata si svolgesse al meglio. E a tutti quelli che sono arrivati, anche da lontano, per festeggiare con noi un evento significativo di questo inizio.


Barbara Loiacono

mercoledì 12 marzo 2014

Troia (FG), lunedì 10 marzo 2014. COMUNICATO STAMPA DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS. E' in incubazione un nuovo V.I.R.U.S.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia
 
 
 
COMUNICATO  STAMPA
DEL 10 MARZO 2014.

E' IN INCUBAZIONE UN NUOVO “V.I.R.U.S.” (VIAGGI ITINERANTI REGIONALI per UNIRE e SEMINARE). SI DIFFONDERA' A PARTIRE DAL 13 MARZO IN ABRUZZO, MARCHE E LOMBARDIA PER SEMINARI, WORKSHOP, SUPERVISIONI.

Con la crescita e le innovative iniziative delle Associazioni alla Salute regionali, sta crescendo in varie regioni italiane il “Progetto Nuova Specie” teso a creare risposte alternative al “disagio diffuso” e a sviluppare territorialmente un approccio diverso ai problemi di genere, alla crisi della scuola, della famiglia, della coppia, della ricerca di senso nella vita. Continua la raccolta fondi per costruite “La stalla del PRO.NU.S.”


Giovedì 13 marzo alle 15.30, c/o la sala consiliare di Martinsicuro (TE), si terrà un seminario del Dr. Mariano Loiacono sul tema "Disabili o anticamente abili", a conclusione di un progetto semestrale di Unità didattiche sul medesimo tema, organizzato dall'Associazione alla Salute Abruzzo in collaborazione con le Anfass di Martinsicuro, di Pescara e di Ortona, con l'Istituto Comprensivo Statale "Sandro Pertini" di Martinsicuro, col Comune di Martinsicuro. Seguirà una cena per raccogliere fondi da devolvere alla Fondazione Nuova Specie Onlus.
 
Venerdì mattina 14 marzo, in frazione Aspio del Comune di Ancona, Supervisione domiciliare di una coppia separata e contestualizzazione della situazione dei figli.
 
Sabato 15 marzo alle ore 18.00, c/o il Centro Culturale "Pertini" di Cinisello Balsamo (MI), convegno sul tema:
"Perché l'adolescenza fa e ha fatto così male. Nuove prospettive per una transizione più armonica e globale dall'adolescenza all'adultità". 
Dopo un aperitivo, offerto dalla Associazione alla Salute Lombardia presso il foyer del Centro, ci sarà un dibattito tra relatori del convegno e il pubblico.
 
Domenica 16 marzo alle ore 20.00, c/o lo "Spazio Impossibile", via Raiberti 9, Monza, ci sarà la presentazione della Fondazione Nuova Specie, a cui seguiranno una cena vegetariana, per la raccolta fondi, e festeggiamenti conclusivi.
 
Da lunedì 17 a mercoledì 19 marzo, convivenze domiciliari e degustazioni in libertà e leggerezza di varie realtà territoriali lombarde.
 
Venerdì 21 marzo, il Dr. Mariano Loiacono parteciperà al convegno della IV Festa nazionale dell'Insieme femminile-maschile sul tema "Rapporto Madre-figlia" che si terrà a Pescara c/o il Museo d'arte moderna Vittoria Colonna, via lungomare G. Matteotti, 131.

Con i fondi raccolti verrà dato un ulteriore impulso al riatto della masseria, recentemente acquistata dalla Fondazione in zona P.I.P. a Troia (FG), per realizzare la "Stalla del PRO.NU.S. (Progetto Nuova Specie)" dopo la chiusura del Centro di Foggia voluta dalla giunta Vendola della regione Puglia .   
 
Fondazione Nuova Specie ONLUS
71029 Troia (FG) 
 

martedì 11 marzo 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), domenica 26 gennaio 2014. II° CORSAGGIO. Terzo giorno.


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II° CORSAGGIO. 
Terzo giorno.
Il cane e il leone.




Nell’ aula didattica Gianna Stellabotte parte l’ultimo giorno del 2° Corsaggo!
Oggi giornata dedicata alla teoria globale secondo il binocolo dove il primo occhio, per vedere e rappresentarsi la realtà,  deve essere l’occhio del “viaggio della gravidanza” ed il secondo quello delle “unità didattiche”.
Il nuovo globcettore che presenta il Progetto Nuova Specie e che serve a riorganizzare la fase della gravidanza in maniera più evoluta, ha quattro livelli di profondità e Mariano, almeno per il momento, ci presenterà i primi due.

Prima di parlare del “VIA.GRA” (viaggio della gravidanza) Mariano chiarisce e pone una premessa: dal 1966 si è posto il problema di un nuovo globcettore  perché i punti di vista sulla vita, (le tre epistemolgie: religiosa, filosofica e scientifica) risultavano parziali per la sua stessa vita e quindi si è messo alla ricerca di un mezzo per rappresentare quello che siamo o quello che c’è.
Ciò che Mariano presenta è, per noi corsisti, un sapere halakhà che può diventare haggadah in futuro.
Riprendendo la metafora del cane che raccoglie il sasso lanciato dal padrone e del leone che va verso il padrone, possiamo dire che il sapere trasmesso dobbiamo usarlo come il sasso che viene lanciato…. Ognuno di noi, può usare il sasso per conoscerlo,  per giocare, per entrare in relazione con il padrone, fino a diventare leone, eliminare il padrone perché i suoi sassi non sono più utili e finalmente essere in grado di lanciare i propri sassi.


Lo stesso Mariano ha ricevuto dei sassi che ha utilizzato e dopo averli conosciuti in profondità, e dopo averli resi haggadah, li consegna esortandoci a non fare di ciò che dice il fine ma a far sì che diventi il nostro mezzo per procedere nel viaggio della vita ove tutto è transitorio.

Ci prepara all’ascolto della teoria utilizzando anche l’esempio dell’embrione per il quale non è possibile rappresentarsi la mamma perché per lui è un invisibile non conoscibile che può, se è sensibile, solo sentire, può solo immaginare che qualcosa c’è, qualcosa che lavora insieme a lui; così noi per conoscere la Metastoria, un invisibile non conoscibile, non possiamo usare il codice Simbolico- Razionale ma possiamo solo rappresentarcela ipoteticamente e in maniera transitoria.


Il sasso che lancia è che noi siamo la “gravidanza della Metastoria” e siamo dentro, ci muoviamo nellInfinito Dinamico Complesso e utilizzando la metafora della gravidanza possiamo rappresentarci qualcosa che non potremo mai conoscere proprio perché infinito.

I sassi che lancia Mariano sono tanti, noi li accogliamo e cominciamo a giocare con  “l'albero della conoscenza”, conoscenza che a sua volta “deve” essere una rappresentazione della vita, in cammino, transitoria, danzante e incerta.
La teoria si srotola sempre più e diventa uno spettacolo che sempre più spinge i “corsari” a lasciar morire le proprie parti “storiche” perché la storia che viviamo non è il fine ma il mezzo per riprendere il potenziale metastorico  e transitare verso la Metastoria...  

E’ difficile trasmettere qualcosa in più, certo è che siamo tutti in attesa degli atti per “giocare” con il  sasso dell’ “Empower-graal” e vedere dove il nostro potenziale metastorico si è fermato dove la nostra “kundalini" si è "rullè", attorcigliata.

Pina Pitta

lunedì 10 marzo 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), sabato 25 gennaio 2014. II° CORSAGGIO. Secondo giorno.

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II° CORSAGGIO. 
Secondo giorno.
“Il viaggio del Nulla”.



La seconda giornata del secondo coraggio inizia in orario con la visione delle foto de “la Casina” di Troia in zona P.I.P. da non confondersi con la dizione amministrativa di Piano Insediamenti Produttivi ma con la versione globale di Percorsi Interiori Profondi. Dopo l’Epifania che ha visto una cinquantina di finanziatori della Fondazione lavorare alla ripulitura e abbellimento della terra intorno alla masseria, i lavori continuano grazie all’impegno di Francesco e degli abitanti del progetto "Home Life". Per il 23 febbraio sarà presentato il progetto definitivo durante la terza festa nazionale della Fondazione Nuova Specie.


A questo punto Mariano ha sottolineato l’importanza del momento “Wendepunkt” in cui siamo. Il punto di svolta è quello provocato dalla imminente chiusura del Centro di Medicina Sociale per i trattamenti ordinari dal 28 febbraio. Da quel giorno, come comunicato a inizio mese, l’aula globale Giovanna Stellabbotte ospiterà solo corsi e settimane intensive. I percorsi ordinari, se le associazioni alla salute regionali ci crederanno con entusiasmo ed impegno, continueranno a livello locale.
Per questa buona novella (andate e guarite le genti…) Mariano ha coniato un nuovo acronimo ad effetto shock: “MAS.TR.O.” che sta per Metodo Alla Salute Trattamento Ordinario. Il significato più profondo dell’acronimo risiede proprio nella peculiarità di Nuova Specie di essere un trattamento autogestito e sviluppato dalle singole associazioni territoriali in maniera “artigianale”, cioè grazie alle competenze di teoria-prassi acquisite durante i percorsi delle persone in trattamento in tutti questi anni. 

Per accompagnarci a sviluppare con saggezza e profondità questa nuova stimolante avventura, Mariano ha sfornato una teoria basata sulla rilettura globale del Graal già presentata ieri, l’Empower Graal, che si potrebbe tradurre come Potenziale del Graal
Riassumendo senza pretesa di esaustività, Mariano ha illustrato i 4 livelli (da non confondere con i 4 codici) dell’Empower:


- livello 0: Ognuno di noi è un “vitonauta”, cioè è stato buttato nella vita, scaraventati nella storia, con il nostro potenziale di energia pura“shakti”, integro. Nessuno di noi però può ricordarsi com’era essere così collegati e fusi alla metastoria.

- livello 1: I rapporti forti nella famiglia d’origine, con tutti i blocchi e tagli che conosciamo bene, ingabbiano e attorcigliano quell’energia. Lo “shakti” si trasforma in “kundalini”, che è proprio rappresentata da un serpente dormiente attorcigliato su se stesso. Ognuno di noi ha una specificità metastorica che però giace assopita e stretta in questo serpente. La metastoria non muore mai, neanche nel più povero dei cosiddetti “psicotici”. Il sistema finanziario basato sul soddisfacimento di bisogni falsi e sull’accumulo di capitale sfrutta a proprio piacimento le “kundalini” arrotolate. Uguale soddisfacimento privato lo godono i famigliari di queste persone perché fa loro molto comodo avere persone ingabbiate.

- Livello 2: Qui c’è il risveglio dello Shakti. Il nostro potere metastorico mai morto risveglia la kundalini e nel risvegliarsi cerca la fides (cordicella) metastorica. Fides, conquistata grazie alla rabbia per i bisogni delusi, troppo spesso traditi dalle nostre famiglie d’origine. L’ascesa dei livelli la possiamo ritrovare anche nelle fiabe che ci raccontavano dai bambini. In queste storie archetipiche c’è sempre il taglio del codice biorganico (Hansel e Gretel che lasciano i genitori, il papà di Cenerentola o del figlio del mugnaio del Gatto con gli Stivali, etc.), l’allontanamento dalla famiglia d’origine per superare le prove: per esempio il perdersi per poi ritrovarsi nel bosco (Pollicino).

- Livello 3: l’uccisione del drago e lo spezzare l’incantesimo rappresentano proprio questo ultimo livello; raggiungere un globale massimo infuso di metastoria che rappresenti la nostra specificità, la nostra vera essenza. 

Certamente questo nuovo strumento di interpretazione globale potrà essere applicato alle nostre storie e a quelle delle persone che cerchiamo di accompagnare, ma anche ai percorsi delle nostre associazioni. A tale proposito si è proceduto con il punto della situazione sulle proposte delle varie associazioni per il lancio dei percorsi ordinari dal 1 marzo.


E’ molto difficile risvegliare la kundalini e ascendere tra i vari livelli dell’Empower graal…come ci è stato dimostrato dall’esperienza della mia collega di post, Betta di Pescara, che ha applicato la teoria di Mariano ad un suo vissuto che la accompagna da qualche mese, cioè la presa di coscienza della difficoltà che ha a socializzare e comunicare le proprie emozioni, visto che sino a poche settimane fa non dava voce ai propri bisogni, sempre attenta a quelli altrui. Mariano le ha fatto capire che il suo pianto antico testimonia il risveglio della sua kundalini. Ci facciamo un applauso di incoraggiamento perché possa ascendere al livello 3 e spezzare l’incantesimo che l’ha incatenata al codice simbolico…tant’è che l’esplosione che le ha fatto cambiare passo è stata proprio una fortissima cefalea di un mese fa. 

Sotto la supervisione di Mariano e del coordinamento delle associazioni regionali composto da Sandra, Silvio e dalla new entry Victoria, le singole associazioni, accomunate dall’essere all’inizio del 2 livello dell’Empower graal, hanno esposto i loro programmi, le loro difficoltà (che si risolvono soprattutto se sono fluide le relazioni tra le persone che le compongono) e continueranno il lavoro in rete grazie alle imminenti supervisioni, all’ascolto delle proposte che ci saranno domani da parte di Paolo e Chiara e dall’accompagnamento tal volta silenzioso e altre volte più ravvicinato del Presidente della Fondazione. 

Dopo un pasto ottimo e abbondante preparato da Dina e dalle sue compagne, il pomeriggio è iniziato con il punto sulla festa nazionale della Fondazione coordinata da Barbara e con il commento globale e la visione passo passo del video “la fine del nulla” di Matteo Montesi.
Dal principio Mariano ha reintitolato il video “Il viaggio del Nulla”.
Viaggio perché la vita, la storia e la metastoria sono in viaggio. Se avessimo i globcettori il viaggio non esisterebbe perché il viaggio è una progressione continua di fine-inizio-fine-inizio…. Poiché noi non abbiamo globcezione il viaggio è definito e limitato da un inizio ed una fine. Fine che etimologicamente vuol dire proprio fendere, dividere, artificialmente, un continuum.
Nulla da nec ullus cioè “non uno”, poiché non esiste un’unica fine né un unico inizio. Ogni volta che psicotizziamo un inizio ed una fine, niente è uno assoluto, poiché c’è una progressione. Inizio e fine sono contenuti uno all’interno dell’altro. Ogni fine è l’inizio di un inizio.  Il fine lo raggiungo solo con un procedere incerto, creativo e lento. Chi è più adatto a raggiungere un fine? Le persone svalutate con ferite profonde. 

Matteo è una rappresentazione siametica, una proto-unità vita-conoscenza, cioè ciò che fa e ciò che realmente lui vive. Su quello che fa non ci ragiona. Riguardano con calma il video si vede come inizi con la riproduzione all’esterno (in auto) il viaggio che lui non ha (la sua kundalini è ferma e per non subirla si mette in movimento). Il video è una composizione fatta per rispondere ad un evento della propria vita  e per elaborare la sua kundalini si fa aiutare dagli antenati (alberi, natura...).
Scomponendo il video che sembra quasi una sinfonia fatta di overture, movimenti e cloture, si vede come nel primo mezzo minuto ci sia solo musica. Una musica che è decisamente profonda; utilizza la voce da basso solo come codice analogico, partendo dalla forma più arcaica, la lallazione. Lo fa con voce profonda ed aperta seguendo l'andamento che sta avvenendo in profondità nel suo biorganico. In alcuni momenti sono dei veri e propri versi di rabbia.
Con questa modalità si rimette in viaggio: requiem e marcia trionfale assieme.


Quando parla fa prima teoria sulla propria storia particolare, teorizzando, appunto la fine del nulla, o la fine del viaggio, e in questa maniera si distende, la voce si fa più armonica, l'espressione si rilassa. Chiude facendo riconoscere a tutti gli spettatori che c'è un fondo comune, che la sua teoria vale anche per tutti noi che ascoltiamo e che "siamo stati presi in giro" come lui. Alla fine si ricongiunge alla sua "metastoria" rappresentata da un Gesù che non tradisce mai.

La giornata è stata intervallata da vari ascolti della canzone "o' zappatore" di Mario Merola, godendoci il sadismo di Mariano nei confronti della scoppietante Lara che non riusciva a trovare una versione della canzone meno teatrale e che soddisfacesse l'esigente conduttore. 

Mentre noi scriviamo questo post, il resto del gruppo e i soci dell'ALSA Foggia si godono la festa per i 25 anni dell'associazione. Con gli occhi abbottati ci uniamo agli ultimi minuti di festeggiamento facendo gli auguri e anelando il letto.

Betta e Gaetano

venerdì 7 marzo 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), venerdì 24 gennaio 2014. II° CORSAGGIO. Primo giorno.


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II° CORSAGGIO. 
Primo giorno.
"L'Empower Graal"

Sono emozionata, era un anno che non venivo al CMS a Foggia e sono proprio contenta di esserci tornata. Per me è la prima volta al Corsaggio, al primo incontro non ero venuta, ma questa volta non me lo sono fatta scappare!
Iniziamo con le comunicazioni, è bello vedere tanta partecipazione e tante persone che hanno voglia di comunicare, sicuramente è un segno che nei territori si stanno muovendo molte cose.
Siamo circa una cinquantina, provenienti da tutt’Italia e sento che un po’ tutti siamo desiderosi di incominciare e curiosi di apprendere di più per approfondire la teoria di Mariano.

La prima cosa che comunica Mariano è il fatto che dal 1° Marzo non ci sarà più il trattamento ordinario al CMS. Siamo arrivati al Wendepunkt (punto di svolta) che ci porterà a fare un passaggio da “substrati del CMS di Foggia e conduttori appendice nelle Associazioni Regionali a Coenzimi territoriali del Pro.Nu.S” e quindi dal CMS al  MAS.TR.O (Metodo Alla Salute Trattamento Ordinario), la nuova sigla coniata da Mariano per dare un nome alle proposte che faranno le Associazioni per dare futuro al trattamento ordinario.
Il MAS.TR.O dovrebbe essere un luogo dove si trova un laboratorio artigianale specifico per ogni territorio. A partire dalle “ceneri” del centro le Associazioni potranno formulare delle proposte e più il trattamento si territorializza meglio è. La parola MAS.TR.O è proprio azzeccata perché oltre a significare maestro, da l’idea del mastro artigiano, qualcuno che è creativo e lo esprime attraverso la manualità, attraverso il fare e quindi si tratta di persone umili che lavorano con la materia, che con la loro arte esprimono anche i me.me del loro territorio.

Dopo una breve pausa inizia la presentazione dell’EMPOWER GRAAL – come si acquisisce potere e come lo si può trasmettere. Infatti anche per fare il MAS.TR.O ci vuole potere- energia.


L’EMPOWER GRAAL è composto da vari livelli: il primo livello è il livello 0 ed è quello che di noi stessi conosciamo poco o per niente, perché ce lo dovrebbero dire chi ci sta vicino alla nascita, i genitori. Ognuno di noi nasce con delle prevalenze, con le sue specificità. E’ il livello delle radici dell’albero della vita in viaggio, dove si trovano la Home Life ed il Quadrangolare, le radici che ci collegano alla madre- metastoria. 





Infatti Mariano ci fa un’applicazione diretta sulla sua vita e di come lui al livello 0 avesse già molto sviluppate le tre note metastoriche e quindi più la parte femminile della gravidanza, mancandogli altre parti più maschili di angolo alfa, la parte più pratica. E’ qui che si è trovato l’incastro con Giovanna, che aveva sviluppato più armoniosamente le sue note, ma in prevalenza quelle storiche, illuminate da altri aspetti. 

Il secondo livello (o livello 1) è quello acquisito o di mezzadria, cioè quello che diventiamo in relazione ai rapporti forti a livello bioorganico. Vivendo nelle rispettive famiglie la nostra specificità diventa terreno di mezzadria e colonizzazione, quasi sempre da parte dei genitori.  In questa fase il flusso metastorico comincia ad essere bloccato, inizia a sporcarsi se chi ci dovrebbe fare da specchio (la famiglia) ci blocca e ci taglia delle parti. Questi nodi storici intasano il fluire del proprio potenziale metastorico che poi si blocca nei vari livelli che deve attraversare ascensionalmente. In questo modo il nostro pilastro bioorganico viene a mancare e di conseguenza quando si cercherà di esprimere i propri bisogni non ci riusciamo, perché non sappiamo più chi siamo. Infatti la famiglia ci trasmette anche la membrana etnoculturale che poi useremo nel rapporto con i gruppi, come a scuola dove il confronto-differenza ci spinge anche a negarci il codice del corpo.
Queste due parti sono dominate dal simbolico-razionale dominante che chiude la griglia e alla fine di quello che veramente sono rimane solamente l’attico, che più è grande e meno riesco ad utilizzare gli altri codici. Finché l’esile pilastro bioorganico tiene va bene, ma quando  poi diventa troppo piccolo, crollo ed entro nel canale di vermicino.

Ogni cambiamento (o Wendepunkt) in realtà ci porta a perdere parti di questo attico e rinforza il nostro Graal.

Il terzo livello e cioè il livello 2 dell’EMPOWER GRAAL è la fase del risveglio del proprio potenziale metastorico. Mariano qui ci stupisce con una parola indiana: Kundalini shakti, che è il serpente arrotolato e rappresenta l’energia universale, cioè il potenziale metastorico nostro che è attorcigliato e dev’essere svegliato. Quando si vuole risvegliare il serpente bisogna affrontare le cose che ci fermano. Gli incantesimi, sono delle conclusioni che vanno rimesse in movimento. Si tratta di fare un doppio circuito lentamente prima scendendo in profondità e poi ripercorrendo i codici in modo ascensionale. Si tratta di dissoluzione e creazione, ed è un ciclo che può anche abortire. 
Mariano questa fase l’ha affrontata nei dieci anni prima di iniziare al CMS e quindi con molta lentezza.




L’apertura del centro ha introdotto per lui la quarta fase o livello 3 e infatti grazie alle tante persone che sono gravitate intorno al centro Mariano ha potuto riprendersi il codice bioorganico. Bisogna viversi tutti i codici immergendosi in modo che poi la nostra fonte metastorica continui ad alimentare gli altri codici ascensionalmente.
Infatti i codici sono 4 manifestazioni di un’unica madre:  e possiamo paragonare i diversi codici alla figura umana: il simbolico la testa; analogico il petto, il cuore – bioorganico la pancia e metastorico le gonadi, i tabernacoli della metastoria!

Quando si va in profondità in solitudine, anche gli altri poi ci vogliono andare ognuno in solitudine ma tutti insieme, come nel detto “ quando un uomo scava un pozzo, mille uomini verranno alle sue acque”.
In quest’ottica la chiusura del centro ha spinto Mariano a fare un passaggio più maturo.



Chiudiamo con l’ascolto e la traduzione di una canzone napoletana “O zappatore” che parla di un padre contadino “zappatore” che va a trovare il figlio che è diventato avvocato e si vergogna delle sue umili origini, infatti non si fa sentire da molto tempo dalla famiglia. Il padre entra in mezzo agli invitati eleganti, non ha timore e ricorda al figlio la sua storia, da dove è venuto e che la madre è morente anche a causa del dispiacere di averlo perso. Questa canzone ci ricorda di avere il senso della storia e ripensando ai codici mi viene da dire che il padre è come a rappresentare i nostri codici più profondi bioorganico e analogico che ricordano al figlio simbolico razionale che il suo codice metastorico la madre- sta attorcigliata da uno scialle e morente come la fiammella del codice metastorico assopito.

Nella prospettiva dello zappatore vediamo anche il Pro.Nu.S. e il fatto di capire se è il fine o il mezzo. Fine viene dal latino fidnem e la sua radice FID-FIN significa tagliare, dividere. Mezzo viene dalla parola latina medio- centrale in mezzo. Ogni cosa man mano che cresce è prima fine poi mezzo e quando un fine diventa mezzo c’è la fine del nulla. Il fine o il mezzo non sono mai imposti dall’esterno, siamo noi che decidiamo se quello che facciamo è un mezzo o un fine. Di solito è quando mi sono fermato che le cose mi sembrano un fine. Incarnare nella storia un progetto metastorico non è un fine a sé, infatti il Pro.Nu.S. è un mezzo per la gravidanza della metastoria. 

Ora sono molto stanca, dopo 5 ore di viaggio, altre 5 di corso e il post, mi sento un po’ stordita ma sono anche felice di essere venuta al Corsaggio e di poter partecipare! Già questo pomeriggio-serata mi da il senso del viaggio e da una visione più ampia del code-storming che ognuno può intraprendere. Nel bilancio in macchina con Barbara e Mariano è emerso come Mariano sia riuscito ad accompagnare sé stesso e tutti noi su un evento così importante come la chiusura del centro e questo è solamente l’inizio!

Buonanotte a tutti
Victoria