giovedì 23 maggio 2013

Troia (FG), giovedì 23 maggio 2013. COMUNICATO STAMPA DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE. Duegiorni marchigiana, sabato 1^ e domenica 2 giugno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia



COMUNICATO  STAMPA
DEL 23 MAGGIO 2013.

IL CINEMA E LA LETTERATURA PER LA CRESCITA INTERIORE: SABATO 1 E DOMENICA 2 GIUGNO LA FONDAZIONE NUOVA SPECIE IN COLLABORAZIONE CON L’ASS. ALLA SALUTE MARCHE PROPONE DUE GIORNI LETTERARIO-CINEMATOGRAFICI.


La Duegiorni, condotta dal Dr. Mariano Loiacono, epistemologo e Presidente della Fondazione Nuova Specie, prevede lo svolgimento del XII Pomeriggio letterario globale e la prima edizione di “Cinema didattico” in collaborazione col Coordinamento Nazionale “G.E.I.P.E.G.”


Sabato 1 giugno, con inizio alle ore 16.00 presso la "Sala Pedinotti" di Palazzo Martinozzi in via Arco d'Augusto 80 a Fano, verrà proposto e interpretato alla luce della Epistemologia globale il racconto “Il bozzolo e la farfalla”. Il processo di nascita della farfalla, dallo stato di bozzolo-crisalide, servirà da metafora per approfondire i difficili e dolorosi processi di nascita che oggi caratterizzano le persone del terzo millennio che sempre più falliscono nell’abbandonare la situazione di bozzolo-crisalide e maturare la propria specificità.

Verranno evidenziati gli atteggiamenti sfavorevoli al processo di nascita e verranno individuati i paradossi, da affrontare e sostenere, per una crescita umana matura. È di imminente pubblicazione il primo volume “C’era una volta…” che raccoglierà cinque Pomeriggi letterari globali già svolti nelle precedenti edizioni della Duegiorni marchigiana.

Locandina di Luca Pieroni

Domenica 2 giugno, con inizio alle 9.30 e negli stessi locali a Fano, verrà proiettato il film “Les Choristes”, la commovente opera prima di Christophe Barratier (2004), campione d'incassi in Francia e significativo esempio di un approccio globale alla crescita di situazioni difficili in un istituto di rieducazione per minori. Seguirà una interpretazione alla luce delle unità didattiche messe a punto dal Dr. Mariano Loiacono e facenti parte de “Le 7 corde della Chitarra didattica globale”. È prevista la partecipazione attiva e creativa da parte dei presenti secondo la metodologia del “Codestorming”.

L’iniziativa è stata coorganizzata insieme al “G.E.I.P.E.G.” (Genitori Educatori Insegnanti per un Progetto Evolutivo Globale), un Coordinamento Nazionale nato all’interno della Fondazione Nuova Specie a cui aderiscono docenti, educatori e genitori di tutto il territorio nazionale. Da quattro anni, sono già operanti sperimentazioni de “Il Cerchio magico” in alcune scuole primarie e secondarie di primo grado delle Marche, Puglia e Romagna. Numerose le riflessioni e le iniziative all’interno delle scuole di ogni ordine e grado a cui la rivista on line “LIMAX” dedicherà un numero speciale nel mese di settembre.

Fondazione Nuova Specie

71029 Troia (FG)
C.F. 94084660714


mercoledì 22 maggio 2013

Collemarino (AN), martedì 23 aprile 2013. CORSO "INTERCULTURA E DISAGIO" NELLA SCUOLA DI NICOLETTA. II° incontro.


FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia


 
"INTERCULTURA E DISAGIO":
CORSO FORMATIVO
PROPOSTO DALL'ASSOCIAZIONE
ALLA SALUTE ONLUS MARCHE
ALL'I. C. "ANCONA NORD".
II° INCONTRO.



Martedì 23 aprile si è tenuto il secondo incontro del corso "Intercultura e Disagio" che si sta svolgendo alla sede centrale dell'Istituto Comprensivo "Ancona Nord" situato a Collemarino, scuola nella quale lavoro da cinque anni.

Anche per questo secondo appuntamento c'è stata una buona partecipazione sia da parte degli insegnanti che dei genitori ma soprattutto l’ascolto e l’attenzione, rispetto ai tanti corsi ai quali ho partecipato,  è stato  attento e continuo.

Dopo un breve riepilogo del primo incontro sono entrata nel vivo  della II^ giornata parlando dell'esperienza maturata dalla Associazione alla Salute ONLUS Marche sul tema dell'Intercultura.

Il progetto “Uguali nella diversità: dall'intolleranza al Crossingover" svoltosi nel 2008  ha visto come protagoniste diverse etnie presenti nel territorio anconetano con le quali è nato un legame profondo ed  ha portato alla nascita del primo "Laboratorio di Danze interetniche" e alla formazione in atto di un Coordinamento tra le varie etnie all’interno del progetto F.I.L.E. (fratelli interculturali laboratorio evolutivo) .

Ciascuno di noi ha già in se tante parti diverse tra loro, tante etnie che non conosciamo e che quindi anche i bambini e i ragazzi che ci ritroviamo a scuola in relazione con noi insegnanti esprimono o dovrebbero esprimere.

Si può solo immaginare la difficoltà a mettere in relazione queste diverse etnie quando poi c’è un alunno che proviene da un'altra cultura.

Quanto più noi le conosciamo queste nostre parti tanto più riusciamo a scambiarle con gli altri ed è proprio attraverso l'unità didattica del Crossingover che  presentandoci qualcosa che è gia nella vita  possiamo spiegare come si passa dall'intolleranza al crossingover (cross- si attraversano e over – si avvicinano si sovrappongono).

Subito dopo il Dott. Silvio Boldrini  è entrato in modo specifico passo dopo passo su quello che avviene quando c'è il Crossingover tra due etnie, in una coppia, tra un insegnante e l'alunno, tra un genitore e il figlio.

I meccanismi che noi pensiamo avvengono solo tra una coppia poi sono gli stessi anche tra una madre e il figlio oppure un’insegnante e l’alunno.

La globalizzazione economica ha coinvolto tutti i paesi, tutte le persone e non si può vedere il nostro star male, la confusione e il disagio che emerge in tutte le famiglie e nelle varie etnie separato da tutto quello che sta avvenendo a livello mondiale  e che ha portato a mettere al primo posto l'economia e non la cultura, le emozioni, i vissuti e tanto altro.

Anche la scuola, che vede una popolazione varia e vasta tra bambini e ragazzi, spesso si trova disorientata sul da farsi proprio per le pluralità di richieste emergenti dagli alunni e dalle famiglie.

L’Unità didattica del Crossingover è stata utilizzata nel progetto tra le etnie e ci ha permesso di entrare in uno scambio di parti con le comunità.

Partendo dalla biologia ogni cellula all'inizio ha 46 cromosomi poi  in quella cellula avviene la  meiosi che significa riduzione, in questo modo ogni cellula madre e padre avrà 23 cromosomi.
 

Il cromosoma materno e quello paterno prima di lasciarsi cosa fanno? Over si avvicinano e cross- si attraversano scambiandosi ognuno il pezzo di cromosoma, ma ogni volta che si scambieranno non sarà mai la stessa parte.

Per crescere, rinnovarsi bisogna perdere qualcosa, ridurre perché altrimenti non si riesce a fare entrare niente di nuovo e non avviene lo scambio di parti.

Anche in una classe in cui ci sono dinamiche tra gruppi di bambini con caratteristiche diverse per far si che avvenga uno scambio tra loro e quindi un arricchimento devono perdere qualcosa delle loro certezze.

Il Crossingover avviene quando come prima condizione c'è l'ascolto.

Ascoltare significa che nel momento in cui  io insegnante ascolto te alunno è perchè quello che dici mi arricchisce, è perché attraverso quello che ascolto, ti conosco, voglio scoprire quello che tu mi vuoi rivelare di te.

Un'altra condizione è l'assenza di Chrònos, di tempo, bisogna dedicarsi del tempo, perdere tempo e bisogna avere il tempo favorevole  il Kairòs  il momento che le cose arrivano.

E infine incontrarsi cioé andare verso qualcosa che ci contraddice e attraversarlo.

Ogni etnia che non conosciamo, nostra, del proprio alunno ci dice qualcosa che ci contraddice ma  poi se riusciamo a perdere ci arricchisce.

Partendo dalla propria esperienza, il Dott. Boldrini ha evidenziato  le difficoltà che un giovane potrebbe avere anche in una famiglia socialmente riconosciuta legate a un non essere ascoltato in profondità il che significa che molte volte di un figlio o di un alunno noi conosciamo molto poco e se non ci spingiamo verso lui non riusciamo a scorgere il cuore di quello che  é veramente... Lui stesso descrive il tutto  con varie tappe nel libro “Alla ricerca della mia stella”.

Anche  la testimonianza di alcune mamme che freguentano  i gruppi ad Ancona, come la mamma di un bambino della mia prima, sono state testimonianzia di un Crossingover che può e dovrebbe avvenire anche tra tante figure che girano attorno ad un giovane o bambino e gli insegnanti; nel dibattito hanno posto le loro difficoltà nelle gestioni delle classi.

Silvio ha proposto che alla fine del corso possa nascere un gruppo di insegnanti interessato alla progettualità del Cerchio magico che dal corso abbia riconosciuto una strada da sperimentare, uno sguardo verso cui orientarsi, un cammino che partendo dalle emozioni risana favorendo l’apprendimento e le relazioni avendo già la sottoscritta esperienza in tale progettualità.

Voglio ringraziare Silvio che ha saputo dare un taglio incisivo ed emozionale al corso scendendo nella sua storia di figlio e genitore con generosità e umiltà ponendo un ascolto prezioso verso le famiglie e gli insegnanti.

Ringrazio inoltre l’amorevole cura che Sandra e Cindy hanno trasmesso nei prime due incontri, sostenendomi e affiancandomi come due sorelle.

L’incontro si è chiuso invitando insegnanti e genitori a portare un pensiero per il prossimo incontro per entrare nel vivo e concretezza della progettualità del Cerchio magico cercando di passare dalla teoria alla pratica in un laboratorio di vita che possa partire prima da noi.

Nicoletta Pennella

lunedì 20 maggio 2013

Collemarino (AN), venerdì 19 aprile 2013. CORSO "INTERCULTURA E DISAGIO" NELLA SCUOLA DI NICOLETTA.




FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia





"INTERCULTURA E DISAGIO":
CORSO FORMATIVO
PROPOSTO DALL'ASSOCIAZIONE
ALLA SALUTE ONLUS MARCHE
ALL'I. C. "ANCONA NORD".
I° INCONTRO.



Venerdì 19 aprile 2013, l’Associazione alla Salute ONLUS Marche ha tenuto nella sede centrale dell’Istituto Comprensivo “Ancona Nord” di Collemarino il primo incontro del corso di formazione “Intercultura e Disagio”, fortemente voluto dall’Insegnante Nicoletta Pennella che lavora nella Scuola Primaria di Palombina dall’a.s. 2008-2009.

Questo corso di formazione ha proposto una serie di tre incontri aperto a docenti e genitori:
  1. “il passaggio dalla scuola informativa-formativa di ieri alla scuola informativa-abortiva del mondo globalizzato di oggi” (Dott. Raffaele Cimetti – sociologo);
  2. “il Crossingover nella società globalizzata di oggi” (Dott. Silvio Boldrini – sociologo); 
  3. “il Cerchio magico del G. E. I. P. E. G.” (Prof.sse Sandra Recchia e Cindy Recchia – insegnanti di Scuola media).


Referente della commissione “Intercultura”, l’Ins.te Alessandra Ambrogini ha dato valore a Nicoletta e alla sua intuizione di proporre un corso nel quale osservare, confrontarsi e scambiare rispetto alle difficoltà relative all’incontro delle culture nelle nostre classi. Sempre più numerosi sono gli alunni stranieri nella scuola, ma il problema fondamentale – ricorda Alessandra – non sono i bambini inseriti nelle classi quanto il mettere insieme lingue, modi di fare e di essere diversi. 

Nicoletta ha ringraziato la commissione “Intercultura” per aver colto il suo entusiasmo nel proporre il corso, tutti i colleghi presenti e i rappresentati dell’Associazione alla Salute ONLUS Marche che avrebbero tenuto gli incontri. Nicoletta ha dimostrato molta umiltà e generosità nel presentare il corso: è partita da se stessa, dal suo vissuto di donna e madre di due bambini mulatti, dalle difficoltà vissute sia dal padre dei suoi figli che dalle tante persone straniere incontrate grazie al progetto “Uguali nella diversità: dalla intolleranza al Crossingover” dell’Associazione alla Salute.  Le difficoltà che i bambini stranieri incontrano a scuola non sono dunque esclusivamente legate all’apprendimento linguistico, bensì agli aspetti affettivo-emotivo e relazionale.  
 
Ins.te Nicoletta Pennella

Dopo questa breve introduzione, Nicoletta ha passato la parola al Dott. Raffaele Cimetti che ha esordito con un ringraziamento per la presenza numerosa di docenti e genitori; ha ribadito quanto sia importante che i genitori facciano parte della rete che si può tessere con la scuola.

Raffaele, dopo aver accolto e dato valore alle persone dell’assistenza, ha presentato la sua tesi, che avrebbe poi sviluppato durante questo primo incontro: il passaggio da una scuola informativa-formativa (villaggio-mondo nelle società organiche) ad una scuola informativa-abortiva (mondo-villaggio nella società globalizzata).  

Dott. Raffaele Cimetti

Due modelli messi a confronto. Ex-cursus storico della scuola.

Innanzitutto è avvenuto un cambiamento epocale, iniziato circa 60 anni fa, che ha profondamente mutato la società e di conseguenza anche la scuola: il mutamento antropologico. Questo cambiamento epocale, spiega il relatore, ha interessato soprattutto la scuola negli ultimi 20/30 anni, come agenzia di socializzazione.
  • Che cos’è il mutamento antropologico?
“Mutamento” vuol dire “cambiamento” e “antropologico” dal greco ἄνϑρωπος significa “uomo”. Un cambiamento così profondo dell’uomo non si era mai verificato nella storia prima di quel momento. Come se fosse avvenuto un terremoto che ha spaccato la terra al suo interno, tutto ciò che prima era certo e assodato è diventato incerto e complicato.
  • Come funzionava la scuola nel mondo di ieri?
Il modello di scuola era basato l’informazione-formazione ed ha retto discretamente per diverso tempo nel villaggio-mondo che oggi non esiste più. Si tratta del modello di società precedente a questo in cui la città/il paese/il quartiere era un mondo ed era capace di dare gli ingredienti di base affinché ognuno si potesse forgiare un’identità che sarebbe andata bene per tutta la vita. Si trattava di una società semplice e consistente: la scuola era un organo che faceva parte appunto della società organica. Il sociale riusciva ad intervenire nella vita che veniva alimentato dall’esterno e quindi anche dalla scuola che dava una struttura all’individuo. C’erano poche regole in quella società ma condivise da tutte: laddove non arrivava la scuola, arrivava la famiglia o la Chiesa. La scuola aveva una grande valenza sociale e serviva anche di ascensore sociale. Le informazioni in quella società erano poche e dipendevano dalla gerarchia sociale. L’insegnante era colui che deteneva le informazioni ed era riconosciuto per questo. Questa scuola era formativa-informativa: formava le menti e le persone; la scuola ammaestrava. Questa società non era tuttavia un paradiso perché nel sociale così strutturato e chiuso, vi era una grande sofferenza. Garantiva però molto meno aborti rispetto ad oggi, perché vi era un tessuto sociale che lo impediva. 

Oggigiorno l'individuo è smarrito, frantumato e il terreno gli manca sotto i piedi.

Perché è cambiata la scuola oggi? Se è cambiata, com’è e quanto è cambiata?

La società organica garantiva dunque un legame tra i suoi organi che inglobavano gli individui, tramite l'“obbligo-dovere” e le “funzioni-ruolo”. Oggi invece la società si liquefatta e la colla-legame che manteneva il tutto non regge più. Per questo si passa facilmente dal progetto (anello superiore; anello del giorno) al rigetto (anello inferiore, del buio). 

 UNITA\

Ci ritroviamo spesso di fronte alla contestazione, le dipendenze, le dismaturità, fino alla frantumazione psicotica, addirittura la morte (suicidio/omicidio).
  • Quali sono dunque le caratteristiche del mondo di oggi che ci ritroviamo a vivere nella scuola?
  1. La società veloce che ci risucchia le energie. 
  2. C’è un incessante bombardamento di informazioni. 
  3. Da che il mondo era il villaggio/la città in cui nascevo, è il mondo che è diventato un villaggio; le distanze si sono notevolmente accorciate così come i tempi. 
  4. La società è diventata evanescente, come dicono i sociologi, perché contingente: tutto è possibile, tutto ed il contrario di tutto; si è persa la consistenza e la concretezza. 
  5. La società è complicata e gli individui perdono facilmente il senso di ciò che fanno. 
  6. Gli individui non maturano: non hanno più basi solide su cui costruirsi, sono in balia della virtualità che “offre” la società evanescente. 
  7. Non vi sono più veri riti sentiti che permettono agli individui di segnare i passaggi-tappe della propria esistenza. Non hanno più senso i compleanni, le feste di Natale/Pasqua, ecc. ed è una cosa grave. 

Come si avverte nelle nostre vite oggi?

Oggi ci poniamo molte domande: “Ho detto la cosa giusta”? “Insegno nel modo giusto”? “Sono sulla strada giusta”? Dipende! 

Tutto questo mutamento antropologico a cosa ci ha portato? A perdere il senso e questo lo avvertono tutti: i docenti dal di dentro del sistema scolastico, le famiglie... Eppure abbiamo tante conoscenze, tanti saperi, ma questo non aiuta i giovani a strutturarsi, tanto è vero che oggi si scoppia all’Università.

E’ tutto più complicato persino nei rapporti: intrisi di ambivalenza, diffidenza e senso di solitudine. La conflittualità è all’ordine del giorno: in casa, al lavoro, a scuola... Se tra di noi manca una reale integrazione, come pensiamo di far sì che i nostri alunni stranieri possano sentirsi integrati nelle loro classi? Oggi l’integrazione va fatta nelle case, tra famiglie dello stesso quartiere! Oggi la diversità, la viviamo in famiglia, ma questo non ci deve spaventare perché è fonte di ricchezza. 
Questo terremoto ha generato diverse forme di disagio all’interno dell’Istituzione scolastica: bullismo, perdita di collegialità, disinteresse, dispersione scolastica, svuotamento della scuola dall’interno. Questa è l’ipotesi presentata dal Dott. Raffaele Cimetti. Oggi si può parlare di “disagio diffuso”, ossia di manifestazioni svariata di star male che tocca tutti: giovani, adulti, politici, funzionari dello stato. C’è un aumento del burnout e del mobbing: persone che “si bruciano”, non possono più e smarriscono il senso delle cose.

Per staccare e far sedimentare, Raffaele ci regala la canzone “Professore” di Renato Zero che ascoltiamo tutti insieme.



"Rigore e serietà
belle parole professore
fu facile per te
brandire certe verità

Del tuo sapere poi
non sembra soddisfatto il cuore
riuscire a vivere
è tutta un'altra musica

Non puoi punirmi più
per le mie fughe professore
stanco ora sei
di guerre vinte mai

Pagine bianche noi
poco l'inchiostro giovinezza
trovarsi un alibi
mentre quel tempo c' illudeva
mentiva
nel tuo programma sai
non era inclusa la paura
lo devi ammettere...
non basta solo la cultura...
professore
lo devi ammettere
fuori dal libro è molto dura"!

Quale potrebbe essere la scuola del futuro? C’è una scuola del futuro?

Nella scuola formativa-informativa, la paura non era contemplata come ci fa vedere Renato Zero. Oggi invece la possiamo contemplare: partiamo dalla verità che ci può permettere di creare qualcosa di diverso. 

Ma chi ci governa ha realmente tenuto conto dei cambiamenti avvenuti?  

No, non lo ha fatto ed è palese. Negli ultimi anni sono state fatte diverse riforme, facendo diventare la scuola un’azienda... Le riforme sono stati tagli mascherati che sono servite a “fare cassa”. I bisogni profondi legati al cambiamento epocale avvenuto non sono minimamente stati presi in considerazione e c’è stata una scarsa considerazione per gli insegnanti ed operatori e di conseguenza  da parte dello Stato. 

Una scuola diversa è possibile? Se sì, quale e come? 

Sì, è possibile nonostante tutto, se si recupera il valore della crisi che non va vista solo come la perdita di certezze, ma come una opportunità. La sfida oggi è quella di riuscire a navigare in mare aperto. Dice lo scrittore francese Marcel Proust: 
"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell'avere nuovi occhi". 
Dobbiamo guardare il nostro mondo con occhi nuovi perché, essendo profondamente cambiato, non servono più gli occhi di ieri: bisogna cambiare punto di vista! La scuola di oggi deve trovare il coraggiare di adottare "nuovi strumenti ottici" per gestire le dinamiche caotiche che si vivono in classe senza ricorrere per forza agli psicologi e ai medici. Oggi in effetti dovremmo superare il tabù del "Chi me lo fa fare? Mi compete"? Dobbiamo riappropriarci delle competenze umane e non leggere le dinamiche più caotiche in termine di "malattia". Bisogna osare e sentirci responsabili; non possiamo solo delegare. 

Quale potrebbe essere la scuola del futuro?

Il termine "scuola" viene dal greco σχολή (scholé) che significa "ozio", ossia riposo, agio, rallentare e quindi creare una realtà devota capace in un mondo veloce di ascoltare. Non dobbiamo avere paura di perdere tempo; non dobbiamo temere di non finire il programma: non dobbiamo mettere al primo piano le informazioni, ma le emozioni dell'individuo. Alla base di tutto c'è il rapporto con me stesso. 


Piramide del Sarvas
Non dobbiamo aspettarci strumenti che provengono dall'alto per metterci in ascolto dei bambini e adolescenti che si trovano nelle nostre classi. Attrezziamoci noi. Per fare questo, le scuole devono saper mettersi in discussione. Altrimenti torniamo al vecchio modello, in cui non si poteva uscire dagli schemi. La critica è un aspetto positivo. Una scuola del mondo globalizzato deve saper trarre linfa dalle persone e dalle singole specificità. 

Una scuola nuova ha la capacità di fare teoria per custodire una vera memoria storica del fenomeno vivo. La scuola diventa un laboratorio di vita nel quale si creano degli intrecci continui e modificabili. Non perde la parte formativa questo tipo di scuola: l'acquisisce addirittura; diventa una scuola-comunità. E' importante aprire le scuole al territorio per creare un nuovo tessuto. 

Una proposta concreta: il Cerchio magico del G.E.I.P.E.G.

Sperimentato da diversi anni nelle scuole del Pesarese, in Puglia ma anche recentemente in Romagna, il Cerchio magico è una proposta interessante fatta dal G.E.I.P.E.G. (Coordinamento nazionale che mette insieme "Genitori Educatori Insegnanti per un Progetto Evolutivo Globale") che verrà sviscerata durante il III° incontro.


L'incontro si chiude con una riflessione-dibattito tra insegnanti, educatori, genitori, relatori e nell'attesa dei prossimi due incontri.

Cindy Recchia

venerdì 17 maggio 2013

Ancona-Marcagna, sabato 20 aprile 2013. SUPERVISIONE DI CINDY.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia





SOPRAVVIVE CHI 
VIENE VISTO DAGLI ALTRI...
VIVE SOLO CHI 
VIENE SOGNATO DAGLI ALTRI.

 



La terra si lavora con il bel tempo.
E Cindy, dopo tanto e faticoso lavoro su se stessa, ci mostra come sia importante fare il punto della situazione ora che le piogge battenti dell’emergenza sono un ricordo del passato e una promessa per il futuro. 

Ora, che tutti facciamo un po’ difficoltà ad individuare per lei una prospettiva anche se guardiamo da sopra, è più feconda la sua terra. Non c’è la siccità degli imprevisti, veri e/o autocostruiti, ad inaridire la sua terra e a renderla una crosta secca e non lavorabile. E anche questa volta Cindy ci insegna che il momento migliore per accogliere le sementi dagli altri è quando il proprio terreno è tranquillo e ben lavorato.


 

Certo per le venticinque persone accorse da tutta la Marcagna (Marche-Emilia Romagna) è più difficile vedere in una normalità senza grandi squilibri persistenti, come pozze di disperazione che marciscono il terreno o ettari di terra incrostati dalla solitudine eteroreferenziale. Però nella sua onestà emotiva e determinazione metastorica, Cindy ci fa dono anche di questa Supervisione aperta dove tutti i presenti hanno parlato e dove molti assenti hanno contribuito via mail.


Ciò che si può riassumere è l’intenso percorso che Cindy ha fatto in questi anni, testimoniato dai tanti che hanno guardato occhi negli occhi una donna “dea della luna” che anche nei momenti più bui non ha smarrito la strada ed ha continuato, a sua insaputa, a fare luce crescente-calante lì dal cielo ai tanti naviganti di Nuova Specie  che hanno avuto la fortuna di conoscerla.
 

Ciò che non si può riassumere è l’energia che è scaturita da questo incontro  SARVASico dove si sono sentite suonare tutte le note della Home Life.
Ma andiamo per gradi…



Alcuni anni fa Cindy era quasi sommersa dalle onde. La pioggia del suo diluvio universale aveva coperto gran parte della sua terra interiore. E lei è rimasta per anni aggrappata ad uno scoglio per non affogare. E più rimaneva aggrappata allo scoglio tagliente, più le unghie si strappavano dalla carne e le braccia si ferivano, le ginocchia si squarciavano e i polmoni si riempivano dell’acqua delle sue lacrime in tempesta. Questo era il FINTO MASCHILE a cui si aggrappava per non soccombere. L’aggressività di una fiera ferita e rinchiusa all’angolo da un esterno privo di amore e da un interno ancora più arido. Feroce e carnefice verso se stessa più di quanto non fosse l’esterno.

Poi Mariano le ha indicato il sole dentro di lei, e Cindy ha avuto la determinazione e l’onesta di guardarlo dritto negli occhi. E il sole ha contraccambiato lo sguardo. E le acque delle sue lacrime profonde hanno cominciato ad asciugarsi. Con estremo dolore l’acqua ha iniziato a svelare tutti i tagli e le ferite che il corpo e l’anima di Cindy hanno subito per rimanere autoincatenata a quell’unico scoglio rimasto. E, meraviglia delle meraviglie, con il ritrarsi delle acque Cindy ha scoperto quella terra fertile che è dentro di sé. Poi ci sono anche stati momenti in cui il desiderio del sole e la paura di rimanerne senza l’hanno portata alla siccità. Ad incrostare le distese vallate della sua isola. E sotto il sole cocente, con la schiena curva e le braccia doloranti, Cindy ha cominciato ad intravedere prima e a costruire poi, il suo stesso porto. Un porto senza più acqua.



E poi è tornata la stagione delle piogge torrenziali che ha spazzato via con dolore alcuni lavori in corso ed ha sommerso di nuovo parte del porto. Ma Cindy, accompagnata da chi l’ha vista sognata e portata nel cuore, non ha ceduto al canto delle sirene e non ha abbandonato il sogno-progetto della sua stessa vita.
E poi, di nuovo il sole cocente e il lavoro sui campi.
E poi, di nuovo la pioggia inclemente delle sue lacrime.
E poi, ancora il sole inarrestabile.
E poi, di nuovo…

 

Ecco nascere, dall’alternanza delle dilatazioni e contrazioni della sua anima, il BUON FEMMINILE di Cindy. Un femminile sufficientemente buono verso gli altri, ma prima ancora verso se stessa. Perché solo chi ha già bevuto alla fonte della disperazione ha di che dissetare gli altri. Solo chi lavora costantemente su  se stesso può accompagnare devotamente gli altri.


Infine, e lo ricordo come fosse ieri, il Rito di passaggio per i suoi trent'anni, dove Cindy ha festeggiato il suo essere coppia. Il suo matrimonio con se stessa. Il matrimonio “orgiastico” di tutte le sue parti, di tutti i colori del suo infinito arcobaleno interiore. Non più solo femminile e maschile (o aspiranti tali) ma tutti i colori che si sono mescolati dentro di sé e hanno dato vita ad altri colori sempre più nuovi e sempre più appartenenti a Cindy. A quella Cindy vera e profonda che ad ogni pennellata ha mostrato se stessa con un BUON vero MASCHILE sempre crescente.

Ed ora siamo qui a riconoscere a Cindy tutto quello che ha costruito col pianto e lo stridor di denti. Siamo qui a mostrarle la bellezza di questo porto sicuro ben rifinito e intarsiato che lei ancora vede come poco più di uno scoglio. A mostrarle le distese dei campi dorati che una volta erano sommersi dal mare di dolore e che ora, spiga per spiga, ondeggiano al suo vento metastorico e sotto il sole benevolo che brilla dentro se stessa. A mostrarle tutte le miriadi di sfaccettature, e ce ne sono molte altre che ancora noi non siamo in grado di vedere, della pietra preziosa che brilla dentro di lei. 


Ora è il tempo di prendere il coraggio e di usare lo splendido porto che ha costruito a partire da sé e dalle sue profondità, sia per salpare sul mare della vita e andare a visitare gli altri porti, ma anche per cominciare ad accogliere nel suo porto gli altri naviganti. 

Ancora Cindy crede che si tratti di un piccolo scoglio inospitale, ma forse è perché i suoi occhi sono rimati abbagliati dal sole che l’ha salvata e non riesce ancora a mettere bene a fuoco tutto quello che ha costruito nella sua isola.
Arriveranno altre tempeste.
Tornerà anche la siccità.
 

Ma Cindy ora si è attrezzata con un porto solido e con un pozzo d’acqua dolce che pesca direttamente dal suo METASTORICO.

Ora Cindy sa che lei è ciò che soltanto lei è. E il suo valore non è in discussione per nessuno di coloro che hanno sognato Cindy per quella che lei, forse, ancora fa un po’ fatica a riconoscersi. 

Ormai non c’è più modo per lei di tornare indietro. Ormai fa parte dei sogni individuali di molti e del sogno collettivo di Nuova Specie. Ormai Cindy ha provato in profondità l’emozione di sentirsi sognata da qualcuno, di essere il sogno di qualcuno che la ama a tal punto da sognarla.

Ti auguro, un giorno, di svegliarti alla mattina e di sentirti che tu hai sognato te stessa per lo SPETTACOLO che solo tu sei. Allora, davanti allo specchio ti chiederai: “Questa mattina quanto mi fido di me stessa?” e la risposta finalmente sarà: “Quel tanto che basta per godermi l’INEDITO di questa nuova giornata che aspetta soltanto ME!”



Ti voglio bene,
Federico

Bergamo, sabato 4 maggio 2013. PRIMO GRUPPO ALLA SALUTE BERGAMASCO DELL'ALSA LOMBARDIA.

 

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia



PRIMO
GRUPPO ALLA SALUTE
BERGAMASCO
INAUGURAZIONE
 DEL NUOVO "AVAMPOSTO"
DEL METODO ALLA SALUTE.



Il 4 maggio l'ALSA Lombardia ha inaugurato il nuovo "avamposto" del Metodo alla Salute, ovvero la città di Bergamo.

Alle 15:00 si è tenuto il primo Gruppo alla Salute bergamasco, presso una sala messa a disposizione dal Nuovo Albergo Popolare, struttura nota sul territorio per essere sede di diverse associazioni e cooperative che portano avanti da anni progetti rivolti al disagio sociale.

Era da già da qualche mese che alcuni componenti dell'ALSA Lombardia avvertivano il bisogno di portare il Metodo del Dr. Mariano Loiacono sul nostro territorio, cosa che è stata molto incoraggiata durante il "Kairos lombardo", occasione che nello scorso marzo ha, tra le altre cose, visto Bergamo come terreno fertile in cui far germogliare nuove iniziative e nuovi intrecci, far incrociare tra loro le diverse realtà associative già esistenti, far nascere una rete che possa fornire un sostegno al disagio e una risposta alla frammentazione di risorse.

La sala sin da subito si è rivelata troppo piccola: i partecipanti erano circa quaranta! Oltre ai "senior" delle sezioni Como e Milano, erano presenti alcuni rappresentanti dell'associazione "piccoli passi per...", alcuni residenti presso la comunità dove lavora Paolo e altre persone che hanno contattato l'associazione dopo il convegno di marzo, più amici di amici informati tramite il passa-parola.

Nelle intenzioni avrebbe dovuto essere un gruppo di accoglienza, ovvero un gruppo più teorico che prassico, al fine di dare ai nuovi alcuni strumenti conoscitivi iniziali, in modo da poter intravvedere come alla base di questo Metodo ci sia un diverso punto di vista sulla vita. Un esercizio di consapevolezza corporea, mostratoci da L., ha offerto l'occasione per introdurre  l'importanza del codice analogico. In generale, si è cercato di portare le persone a riconoscere come i contenuti teorici del Metodo siano già presenti in ognuno di noi, sebbene in forme differenti. Sono state preziose le testimonianze di quanti di noi hanno già attraversato diverse fasi del percorso, perché hanno mostrato "dal vivo" come le parole, se arricchite dal codice biorganico delle emozioni, attraverso correnti ascensionali, riescono ad andare in profondità, acquisiscono nuova dignità, creando un fondo comune in cui tanti possono riconoscersi. Nei fatti quindi, sarà stata la vicinanza dei corpi costretti dalle dimensioni della stanza o la sinergia delle interazioni che sono andate ben oltre il codice simbolico, il gruppo si è rivelato fin da subito un contesto uterino, in cui alcuni dei nuovi partecipanti si sono sentiti liberi e sufficientemente accolti da poter immergersi nelle proprie storie di vita.

Paolo e Chiara