giovedì 9 maggio 2013

Caserta, venerdì 3 maggio 2013. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA A CASERTA. Terzo giorno.




FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia



PRIMA SETTIMANA INTENSIVA 
DOPO IL PENSIONAMENTO 
DEL DR. LOIACONO
 TERZO GIORNO. 

"Rito del continente danzante"


La mattina del terzo giorno della settimana intensiva, come da tradizione, è dedicata al cerimoniale delle Etnie delle Terre Danzanti, oggi conosciute col nome di Americhe: etnie diverse che attraverso una simbologia propria hanno saputo trasmettere ai posteri, nel corso dei secoli, la Via che porta alla essenza della vita.

L’attento sguardo di Mariano, ci presenta una visione nuova del continente Americano, dove il Nord America è letto come figura maschile che danza (danza rappresentata dall’acqua dell’oceano) con la figura femminile gravida rappresentata dal Sud Continente e unite fra loro dalle braccia (Centro America). 
Il processo evolutivo passa attraverso la capacità dei due poli (Nord e Sud opposti e complementari) di fondersi per generare una nuova realtà socio-politica.
Nel rituale vengono impiegati tre elementi fondamentali:
1)    LA TERRA: la Madre (Pachamama) come origine e fine terrena, rappresenta le nostre radici.
2)    IL FUOCO: il Padre, energia propulsiva e ambivalente che scalda e brucia, illumina e incendia, protegge e distrugge, rappresenta il nostro fuoco interiore.
3)    IL SANGUE: Linfa Vitale del corpo e dello spirito, unico e insostituibile nutrimento che scalda e ossigena.


Così come per le Terre Danzanti, il processo evolutivo dell’individuo passa attraverso la capacità del Ri-Equilibrio fra Maschile e Femminile, attraverso lo svuotamento del proprio dolore (simboleggiato dal sangue donato alla terra) rompendo la catena dei vecchi modelli per rendere il proprio terreno fertile in una visione di vita nuova. 

 

Liberarsi del dolore richiede il coraggio di Ri-Attraversarlo, Ri-Elaborarlo, Guardarlo con Occhi Nuovi. Occhi senza giudizio che perdonano con la consapevolezza che ogni essere umano ha dato tutto ciò che poteva dare  per i suoi limiti, che ogni essere umano adulto ha in sé quella parte bambina lacerata dalle stesse ferite che, inconsapevolmente, ri-propone alla generazione successiva.


In questa mattinata del Rito, ogni partecipante è stato invitato ad immergere le proprie mani simbolicamente nel sangue, liberandosi così, enunciandolo agli altri, del dolore che andava ad offrire alla terra, come intento di rinascita.

martedì 7 maggio 2013

Lombardia - Casa dell'Alpe del Vicerè, sabato 6 e domenica 7 Aprile 2013. BILANCIO-RIUNIONE DELL'ALSA LOMBARDIA.




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Prefettura di Foggia







ACCENDERE IL MOVIMENTO PER SCIOGLIERE L' IMMOBILITA'


Si è deciso un ritrovo alla casa dell'Alpe del Vicerè. C'era in ballo un bilancio e un rilancio della casa. In tutto sono venute 28 persone nei tre giorni:Giacomo, Jasmina, Paola, Alberto e Franco, Renato, Grazia, Donatella, Daniela, Martino, Elena, Mauro, Paolo, Chiara, il piccolo Diego, Michela, Remigia da venerdì sera. E anche Sara e Giacomo.
La prima sera abbiamo fatto prima un gioco di brain storming sul senso profondo della casa per ognuno di noi. Ne è uscita una lista di 20 parole significative.Ci siamo divisi in 4 o 5 gruppi e ognuno ha raggruppato le parole in insiemi e poi si è cercato una frase che raggruppasse le parole e la frase vittoriosa è stata ‘accendere il movimento per sciogliere l' immobilità’, accompagnato da una coreografia applaudita da tutti i partecipanti. Poi si è passati allo scambio di idee sul futuro della casa e la discussione si è protratta oltre le 24'.
Sono stati molti quelli che hanno deciso di impegnarsi sia economicamente (Daniela, Gianni, Paola, Alberto e Franco, Donatella, Renato), sia a livello pratico, cosa ancora più importante; perchè ciò significa che alcune persone di ALSA Lombardia iniziano a essere più attive.
Ognuno si è proposto di fare delle attività aperte a tutti, ad esempio: cucito(Daniela), Yoga della risata(Grazia), Musica e movimento(Renato), Macrobiotica(Mauro), laboratori per bambini(Donatella), inoltre si sono proposti anche alcuni dell' associazione di Sana Pianta: massaggi (Paola), giocoleria (Giuseppe), cucina naturale (Remigia) e danze (Giusy).

Si è deciso quindi di fare il Gruppo alla Salute ogni tre settimane nella ‘Casa dell'Alpe’, dove la gente dal venerdì sera potrà venire per condividere momenti quotidiani, i laboratori e il gruppo alla salute. presto invierò il calendario così che chiunque voglia può partecipare possa organizzarsi
Per questi fine settimana chiederemo un contributo per poter far vivere la casa

La mattina c'era un Gruppo alla Salute e si sono aggiunte delle nuove persone tra cui Paola una massoterapista amica di Jasmina con il padre Gianni e la madre Lorenza, Gianni il Padre di Jasmina, Betty, Gennaro e Federico da Vignate (Milano).Carla e suo figlio Francesco, che si è dimostrato molto coraggioso e a suo agio.
Ognuno partecipa con il suo vissuto e si arriva alle interessanti dinamiche tra Betty e Jasmina, poi ci sono state altre dinamiche come Anita che vorrebbe che suo figlio fosse così sincero come Betty con Jasmina , uno scambio tra Betty e suo padre. Poi c'è il racconto del padre di Paola massoterapista amica di Jasmina che racconta come autonomamente è riuscito a scalare i farmaci a sua moglie. Tra tutti ci si saluta con un buon clima. Rimangono Jasmina, Giacomo, Martino. Mauro, Sara e Giacomo di Bergamo.
Viene proposto un concerto a Milano di Jovica al quale partecipano i ragazzi rimasti. A Mauro viene proposto di rimanere un giorno in più. Abbiamo mangiato riso e polenta e cipolle ci siamo messi in macchina alla volta di Milano. Luci vetrine e tante fermate per chiedere informazioni e finalmente si giunge a piedi per raggiungere il teatro. L' atmosfera è da sagra e da festa di paese e io ho notato al teatro San Fedele una scultura di una croce con le braccia uguali. Jasmina era di casa e ci ha fatto conoscere l'anziano musicista con il pizzetto,elegante e le scarpe a punta.Abbiamo ricenato dinuovo al buffet e Mauro si è abbuffato forse per l'emozione di essere libero.E’ stato un concerto che ha sciolto l'anima ed ha animato il fuoco facendoci ballare ma anche musica sognante di elevazione. Per il teatro giravano ragazzi eleganti e la sensazione era quella di trovarsi davanti a un popolo compatto sgangherato ma orgoglioso nel ballo. Jasmina era la più sinuosa. Mauro si aggrega e con sorpresa arrivano anche Daniela e Andrea e Daniela si mette a ballare anche lei mentre Sara e Giacomo rimangono in poltrona. Il finale del concerto è indiavolato di musica e balli Sotto il palco parte del pubblico danza senza scarpe .Uscendo c'era un quadro con una croce rossa a braccia uguali su sfondo bianco..un altro segno..pensa qualcuno.Rientro a casa e insieme si pasticcia ancora un po' e poi si va a dormire felici.

Mauro e Martino

lunedì 6 maggio 2013

Foggia, venerdì 24 aprile 2013. L'ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE - FOGGIA PROPONE L'UNITA' DIDATTICA "UNITA' DI CRISI".


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L'UNITA' DI CRISI...
PER UNA DIDATTICA ALLA SALUTE.

La vigilia della giornata di liberazione cosa potevamo fare? Ci siamo ritrovati presso l'Associazione alla Salute di via Candelaro 98 di Foggia per partecipare all'UNITA' DI CRISI. 
Tranquilli tutti, nulla a che fare coi terremoti, coi maremoti e men che meno con una classe dirigente nazionale allo sbando. Non c'era da soccorrere nessuno e nemmeno Presidenti della Repubblica o del Consiglio da designare... 
ci siamo ritrovati per parlare e discutere di cose 'vive'. D'altronde con Grazia e Pina, con Dina, Lucia ed Ornella solo di 'vita' si poteva parlare e così è stato. 
Nell'introduzione Grazia e Pina hanno fatto bene a chiarire che l'UNITA' di CRISI non è altro che la declinazione della CRISI nel fenomeno vivo. Parola che ci rimanda all'etimo greco 'CRINO' che assume il significato di 'MI DISTINGUO – SEPARO – DECIDO – SCELGO – RISOLVO ed infine VINCO'. 
È un percorso itinerante che ci attraversa la mente ed il cuore, la vita e l'esistenza e che ci impone di andare sempre oltre le 'sicurezze', le soluzioni che ci tengono legati alle persone e alle cose in maniera abitudinaria, apatica, simbiotica ed asimmetrica. La 'crisi' ci è stata presentata attraverso, si diceva, l'UNITA'' intesa come possibilità di volare più in alto rispetto alla nostra condizione di difficoltà per vedere, osservare e contemplare (teorizzare) quali strumenti possiamo utilizzare per rendere più luminosa la nostra esistenza e per non farci 'annullare' ed addomesticare ciò che solo noi siamo. 



L'esempio d'unità ideato dal Dott. Mariano Loiacono, all'interno del Metodo alla Salute, si è servito di una lampada attaccata al soffitto (mezza se non del tutto fulminata) e di una 'stella polare' che nella sua diversità/tonalità di colori ci conduceva per mano in questo viaggio che ci fa attraversare dal dolore (inteso come parto) indispensabile a darci gli 'attrezzi' per riprenderci la nostra vita da troppo tempo sottoposta alle tempestose ondate di sopportazione, di delusione e di morti-ficazione accumulate negli anni. 
La cosa bella di questo percorso è che nasconde sempre la sorpresa da qualche parte. Io mi sono rivisto in detta 'Unità' quando in un solo mese mi è sembrato di essermi fatto attraversare dall'abbandono rispetto al 'distinguo' da mia moglie, dalla rabbia di essere arrivato per aiutare mio figlio, quando invece al centro dell'universo ero finito io che avrei preferito sparire anziché starci. Quello è stato un periodo indicibile che se dovessi ritornare indietro mi risparmierei, ma se mi chiedete quali effetti ha avuto su di me, vi dico che è stato decisamente significativo. Mi ha rivoltato come un calzino scaricandomi addosso emozioni mai provate e vissute prima. 
Auguro a tutti la mia sofferenza perchè piena di prospettiva. 
Solo col 'distinguo' sono riuscito a capire 'quello che solo io sono' ed è più che re/innamorarsi alla vita, perché ha più a che fare con la resurrezione. 

Di quel periodo serberò sempre un 'geloso' ricordo. La sorpresa non ha riguardato solo me. Anzi. La protagonista, involontaria, è stata Alessandra che spinta dalle diverse fasi dell'Unità didattica e dagli interventi integrativi s'è decisa a 'buttare il rospo' e a socializzare la sua difficoltà a sostenere una relazione col marito cosparsa solo di 'cifre negative'. Avere potuto parlare dei propri dolori, delle incomprensioni, delle delusioni, delle sofferenze e dei 'buchi neri' di una vita di coppia 'scoppiata' l'ha fatta rinascere; il suo viso s'è come illuminato, quelli che le stavano attorno, nel giro di poco tempo, da estranei sono diventati familiari e l'avere potuto esternare per la prima volta quanto compreso dentro è stato un dono/regalo che abbiamo condiviso tutti.

Il 25 Aprile che cade proprio mentre scrivo non ha liberato solo dalle dittature e/o dal patriarcato ma, soprattutto, dalla povertà di chi per troppo tempo ha vissuto di 'briciole' lasciandosi vivere senza avere mai vissuto. 
L'Unità didattica s'è chiusa con abbracci di gratitudine verso chi mette a disposizione le proprie energie per dare speranza a chi l'ha persa e vita a chi è 'morta/o' dentro.

Angelo Vita


domenica 5 maggio 2013

Caserta, giovedì 2 maggio 2013. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA A CASERTA. Secondo giorno.



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Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia




PRIMA SETTIMANA INTENSIVA
DOPO IL PENSIONAMENTO
DEL DR. LOIACONO.
SECONDO GIORNO. 




Il gelo più intenso si percepisce ancora prima del risveglio. 


Anche questa giornata è stata intensa e ricca di immersioni le quale ci hanno fatto vedere che in molti siamo ad essere congelati. Il ghiaccio si scioglie lento, questo gelo ci pesa di più nel momento in cui siamo agli albori del risveglio, come una partoriente, il momento più doloroso per lei è proprio quando sta per partorire, quando la nuova vita sta per venire al mondo. Il gelo è come un blocco, come un qualcosa che ci impedisce di metterci in viaggio. Il gelo blocca le nostre emozioni, esso conserva ma brucia.

Tutti noi, appena nati, veniamo al mondo con una nostra specificità che a volte non viene colta. Al figlio viene imposto uno stile di vita che spesso non corrisponde alle sue reali esigenze di vita e aspirazioni, questo lo abbiamo visto grazie a Ludovica, la figlia di Daniela e Carmine, che pur di mantenere un equilibrio nella sua parte bambina. A volte ghiacciarsi ci serve a non sentire troppo forte il dolore per il desiderio che invece avremmo di sentire il calore perché il ghiaccio per sciogliersi ha bisogno del sole. Per fare il passaggio ci vuole il sole.


Abbiamo capito che le parole non bastano; questo è il caso di Pierpaolo. Spesso per sciogliere una persona bloccata con il proprio corpo è necessario assolutamente il contatto fisico, durante la sua dinamica abbiamo tutti percepito il suo grande desiderio di essere accolto e toccato pur dimostrando la sua sfiducia nei confronti dell’esterno. Anche quella di Marcello è una situazione ghiacciata. Le parole con lui non hanno nessuna efficacia, la maniera più diretta per interagire con lui per quello di passare attraverso il corpo. Man mano che il giaccio si scioglie si cominciano a provare i propri intensi dolori. Per fare il passaggio bisogno attraversare la sofferenza, quella che parte dal profondo e che ci spinge a metterci in viaggio.

Ci ha colpito molto Irene, la mamma di Nicola, la quale ha affermato più volte che la sua vita è stata priva di sofferenza. Quando uno è ghiacciato non riesce a vedere cosa c’è dentro. Mila, pure frequentando il Metodo alla Salute da tanti anni, è riuscita a far emergere tagli sempre più profondi che l’hanno riportato al suo passato rapporto di coppia, in particolare al fatto che lei non riesce ancora ad elaborare il lutto del marito. Alla fine si è sciolta in un pianto liberatorio.


Ci siamo accorti che nelle famiglie dove ci sono i cosiddetti “psicotici”, a pagare il prezzo più alto sono i fratelli e le sorelle. Questo è il caso di Giuseppe il fratello di Salvatore e Michela, la sorella di Davide, entrambi chiusi e congelati dalla loro rabbia per essere stati figli non visti.

Molto interessante è stata la teoria fatta da Raffaele, il quale ha detto che per riprendere il cammino dobbiamo ritornare alla ciclicità della vita. Siamo in un buio dove manca la ciclicità ma se fossimo legati agli antenati come il sole per esempio, non avremmo paura di mettere in dinamica gli opposti. Noi nella nostra vita vorremmo solo il giorno e non ci abbandoniamo al fatto che esiste anche la notte. Prima dell’alba si deve creare il buio più profondo. Infatti prima dell’aurora, dobbiamo attraversare il punto di massima oscurità; è solo durante l’alba che riusciamo a vedere la prima luce che ci dà il senso della speranza. Noi l’alba non riusciamo a percepirla, pretendiamo la luce vivendo nelle tenebre; non sappiamo aspettare, difficilmente vediamo il cambiamento degli altri. Questo ci fa pensare all’unità didattica del Communitometro. Il momento più buio è rappresentato dall’anello diabolico. E’ solo grazie a questo che possiamo fare il salto precipiziale e riuscire a vedere la prima luce.


Claudia e Alessandro

giovedì 2 maggio 2013

Caserta, mercoledì 1 maggio 2013. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA DOPO IL PENSIONAMENTO DEL DR. MARIANO LOIACONO.


 
FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS  
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia




 
ORGANIZZATA DALLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE CON L'ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE CAMPANIA


PARTE LA  SETTIMANA INTENSIVA ALL'OMBRA DEL VESUVIO....


Accoglienza e primo giorno


Un bambino nasce e si incammina lungo un sentiero, fatto di faticose salite e gradevoli discese, di animali pericolosi e di fiori profumati, di fredda neve e di caldo sole. Affianco al bambino cammina una figura, più grande, che il sentiero l'ha già percorso e che vuole accompagnare il piccolo, spinto dall'affetto che prova per lui. Questa figura non farebbe mai nulla di male al bambino, perché vuole solo che lui percorra il sentiero con felicità e tranquillità. Ci sono pochissimi modi giusti in cui il bambino può essere accompagnato, e nessuno li conosce, mentre i modi sbagliati sono tantissimi, e per questo motivo cadere inconsapevolmente in errore è la cosa più facile del mondo. Lungo il sentiero il bambino può soffrire la salita perché non è stato preso in braccio, può essere morso dall'animale perché si è avvicinato troppo oppure può star male perché non è stato coperto dal freddo. O peggio ancora, può superare tutte queste prove  non mostrando fatica, nascondendo i morsi o resistendo ostentatamente al freddo, credendo di aver superato tutte le prove, fino a quando non arriva il momento in cui i muscoli sono affaticati, il morso si è infettato e il raffreddore è diventato polmonite. A quel punto, la figura grande può dare una caramella al pioppo per placare il dolore del bambino, per sedare le sue emozioni, oppure può cercare un antidoto che vada a snocciolare la causa in maniera molto lenta, per poter arrivare con più sicurezza alla giusta soluzione, la tanto agognata “SALUTE”.


La settimana intensiva di Caserta, come spiegato direttamente dal Dr. Mariano Loiacono nella serata di accoglienza di martedì 30 aprile, servirà ai partecipanti per verificare ed ampliare le proprie competenze nel contesto delle situazioni psicotiche che ho metaforicamente descritto sopra. La psicosi non è altro che l'allontanamento da se stessi e dalla vita, ossia da quel sentiero fatto di mille cose belle e mille difficoltà che ci hanno creato una serie di problemi, tecnicamente “sintomi”, che fino a questo momento abbiamo il più delle volte affrontato o curato in maniera errata. 


Il punto nevralgico del Metodo Alla Salute, che è stato giustamente sottolineato nella serata d'apertura, è la modalità alternativa dell'affrontare determinate situazioni, ossia la partecipazione attiva ai “Gruppi alla salute” ed alle “unità didattiche” che permetteranno ai vari soggetti di aiutarsi a vicenda proprio grazie alla struttura amplia ed aperta che caratterizza il Metodo: una rete che aiuta le persone, mettendo a disposizione dei vari vissuti una serie di teorie in continua evoluzione. Per sottolineare quanto importante sia lo scambio comunicativo e il mettersi a proprio agio per potersi affidare meglio agli altri componenti del Gruppo, il Dr. Loiacono ha invitato a presentarsi molti dei ragazzi, genitori, ed accompagnatori che non conosceva, introducendo così alcune delle problematiche diffuse nei nostri tempi in cui, il proliferarsi del disagio affrontato in maniera quantomeno superficiale, ha dato vita ad un vero e proprio “campionario di aborti di figli bloccati”.
 
Dopo la leggerezza della serata di accoglienza, rinfrescata da una serie di siparietti comici che sicuramente hanno sciolto molti presenti alle prime esperienze,
nella giornata di mercoledì 1 Maggio si è avuto il primo affondo all'interno del Metodo, attraverso la riproduzione allargata ed approfondita del “Gruppo alla salute” in tutti i suoi passaggi. La spiegazione del “Graal alla salute” è servita da apripista per la giornata, che è stata programmata secondo il classico schema pensieri-comunicazioni-immersioni-teoria tipico del “Metodo”. 

Dopo la fase dei pensieri, come può spesso accadere quando alcuni simpatici componenti del gruppo che sono maggiormente sensibili ed attivi, si sono innescate una serie di dinamiche che hanno spaventato molti dei pensieri, salvo essere riprese e spiegate dagli abili conduttori che sono stati in grado di raccogliere tutto il necessario per poter fare teoria alla fine. 


Dopo le sensazioni ed impressioni causate dalle dinamiche, dalle comunicazioni e dalle immersioni, nel pomeriggio è stato giustamente dato ampio spazio alla teoria ed alla raccolta degli elementi necessari per chiudere la giornata con un sostanziale rafforzamento del fondo comune, principio fondamentale per la buona riuscita di ogni “Gruppo” che si rispetti.

 

Il titolo scelto per la teoria è stato “Segnali non accettati, danni di vita causati”, che reputo il miglior titolo possibile, soprattutto nella prima giornata di un intensiva. Innanzitutto l'importanza data alla parola “segnale”, ossia l'unico ponte comunicativo profondo che si può instaurare all'interno di una famiglia, a meno che questa non sia stata illuminata dalla grazia divina. Percepire un segnale non è impossibile, più difficile è accettarlo, soprattutto se il genitore viene da una famiglia e da una società in cui chi comunicava i propri sentimenti veniva arrestato, metaforicamente e non. Ancor più importante l'uso del verbo “causare”. Causa è molto diverso da “colpa”. Spesso vedo genitori stizziti o distrutti dal fatto che i loro vuoti interiori hanno caricato di disagi i figli, ma reputo questi sentimenti inutili. Nessuno deve farsi una colpa, perché è stato un rapporto causa-effetto del tutto inconsapevole, poiché ingranaggio di un meccanismo inevitabile se non si hanno alcuni elementi come quelli proposti dal “Metodo alla Salute”. Tutte le storie, grossomodo, erano le varie sfumature di questo concetto composto dal binomio segnale-causa, che sono sicuro sarà un tema principale anche nelle prossime giornate.

Spero che questa settimana intensiva faccia luce su alcuni lati oscuri della vita di molti, e sono convinto che la luce arriverà. D'altronde siamo vicino Napoli, quindi....ha da passa' a nuttata.

Alessio Amato