mercoledì 24 aprile 2013

Bari, domenica 7 aprile 2013. UN ALTRO GRUPPO ALLA SALUTE IN TERRA BARESE.

Associazione alla Salute Bari




GRUPPO ALLA SALUTE
NELLA RICCA 
TERRA BARESE.



Nonostante il mattino nascente (quasi) e quindi il temuto assenteismo, domenica 7 aprile il Gruppo alla Salute di Bari era pronto per iniziare, proprio come Rino che mentre era ai nastri di partenza con la sua bici in qualche boschetto di Casamassima, ci ha dedicato un pensiero telefonico. Special guest nel Gruppo di conduzione inizialmente costituito da Giusi e Cristian, lei, Marina Mangiulli detta Maria Teresa Ruta.

A continuare la fase dei pensieri è stata Rossella, esprimendo la sua rabbia nei confronti della nonna che non comprende la "susta" (ovvero l'espressione sempre uggiata e tediosa (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_apulo-barese) di sua nipote. Pensiero che a sua volta ha suscitato in Mina il ricordo di quando fin da adolescente la sua "susta" non veniva compresa e accolta dalla sua famiglia, ma bensì giudicata. Molto toccante il momento in cui la stessa Rossella, invece, ha dimostrato di essere l'unica capace di accompagnare la Emanuela che faceva difficoltà nel leggere una pagina del suo diario in cui esprimeva il suo affetto e la sua simpatia nei confronti di tutti noi. 

In tutto questo abbiamo potuto anche apprezzare il silenzio di Giovanni, il papà di Emanuela,  che nelle tante parole aveva probabilmente trovato una via di fuga per lenire il suo dolore.

Il Gruppo, poi, nel pieno non-rispetto delle quattro fasi, ha raccolto l'immersione di Giovanna che, dopo la morte di suo marito, trova il rifiuto di sua figlia. A fare eco a questa immersione c'è stato il vissuto di Giuseppe A. che racconta il suo difficile rapporto con la madre soprattutto dopo la morte del padre. 

Non è mancato qualche simpatico sketch come quello di Marco e delle persone che lo hanno accompagnato a togliersi le scarpe e a danzare a piedi nudi per superare la fobia dello sporco e del contatto diretto con la terra. Anche Marco, come Rossella, ha dimostrato grande sensibilità chiamando Maria a comunicare la sua tristezza.

Una tristezza ed una rabbia ben celate e controllate da tante parole e da un corpo bloccato, abituato da ormai troppo tempo a tenere compresse le emozioni profonde. Il gruppo cerca di spingere Maria a tirar fuori questi vissuti per aiutarla a liberarsene e ad alleggerire il carico che si porta dentro. La dinamica si conclude con Enzo che con il suo corpo si fa utero per accogliere Maria accompagnandola lentamente a risalire.

Infine l'ultimo pensiero è proprio per Enzo ed è Floriana a dedicarglielo. Enzo è stato il primo e il più solidale del gruppo di Casamassima ad approdare al Metodo alla Salute ed è tempo che inizi ad essere accolto anche lui dal momento che si è sempre mostrato pronto ad accogliere ed aiutare gli altri. 

La mattinata si conclude fra l'entusiasmo generale del Gruppo dove ognuno, sempre di più, si sente accolto e partecipe di un comune cammino verso l'adultità.

Cristian 
e
Giuseppe L.

lunedì 22 aprile 2013

Ancona, martedì 16 aprile 2013. SUPERVISIONE DEI CONDUTTORI DELL'ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE ONLUS MARCHE.


 
Fondazione Nuova Specie ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono
 



VERBALE DELLA SUPERVISIONE
DEI CONDUTTORI 
DELL'ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE
ONLUS MARCHE
TENUTASI AD ANCONA
IL 16/04/2013.


 
Si è svolto al posto del consueto Gruppo alla Salute del martedì pomeriggio 16 aprile 2013 alle 16:30h, la Supervisione dei Conduttori; è stato un momento importante di condivisione con il contributo di tutte le persone che frequentano i Gruppi alla Salute del martedì ad Ancona e del venerdì a Fano per cercare insieme di riconoscere le cose buone già avviate in atto, le novità da aggiungere e i limiti sulle quali crescere.

Dall’incontro è nato un nuovo coordinamento che si occuperà di delegare e supervisionare le diverse attività e iniziative relative ai Gruppi alla Salute di Ancona e Fano. Fanno parte del Coordinamento Cindy Recchia, Michela Garbati, Nicoletta Pennella, Benedetta Palmieri, Valentina L
öffelholz e Silvia Tarantino.
 
I punti messi in luce per il quale il Coordinamento s’impegna sono:
-    creare un Crossingover nelle conduzioni dei Gruppi alla Salute di Ancona e Fano essendo emersi dalle varie osservazioni da parte dei partecipanti nonché persone in trattamento, un aspetto “femminile” riguardo la conduzione di Fano e un aspetto “maschile” relativo alle conduzioni di Ancona; l’impegno chiesto dal Coordinamento ai Conduttori sarà con la cadenza di una volta al mese in cui i referenti di Fano condurranno ad Ancona e i referenti di Ancona condurranno a Fano;
-    regolamentare con contratto d’ingresso previo colloquio con il Coordinamento che successivamente inviterà a presentarsi all’accoglienza, persone nuove interessate ad un percorso di crescita al Metodo alla Salute;
-    stabilire un giorno che non coincida con i giorni già occupati dai Gruppi alla Salute e cioè il martedì e il venerdì, che diventi giorno d’accoglienza per le persone accompagnate intenzionate ad iniziare un percorso al Metodo alla Salute;
-   supervisionare i referenti scelti per i riti e le unità didattiche al quale è emerso importante dare valore di continuità e periodicità.
 
Un’altra iniziativa proposta all’incontro è stata la possibilità di organizzare week-end intensivi dove poter dare continuità all'accompagnamento e dinamiche di crescita, e la possibilità di ospitare ancora progetti importanti come già è stato per il "Rainbow" e come potrebbe essere per un eventuale altro progetto "La Finestra di Babich", nel territorio marchigiano, tenendo in considerazione che la Fondazione si sta già adoperando per il prossimo corso di "Epistemologia globale" nelle Marche.
 
Il Coordinamento dovrà altresì mantenere contatto con il referente della Fondazione "Nuova Specie", Silvio Boldrini, in quanto la Fondazione è già attiva su tutto il territorio nazionale con molte iniziative quali corsi, Settimane intensive e Pomeriggi letterari globale.
 
L’incontro si è concluso alle 21:30h.
 
Silvia Tarantino


venerdì 19 aprile 2013

Ancona, venerdì 12 aprile 2013. RITO DI PASSAGGIO AL PASSETTO DI DANIELA.







"CHI NON PERDONA GLI ALTRI 
DISTRUGGE IL PONTE NEL PUNTO IN CUI 
ANCHE LUI DEVE PASSARE"
(proverbio africano)



Venerdì 12 aprile 2013 ore 16:00, 
Daniela aveva comunicato il martedì precedente al Gruppo alla Salute di Ancona. 
L’appuntamento che lei si è voluta prendere con la vita per riprendersi la vita, benedicendo questa sua decisione con un rito organizzato da Monica e Benedetta. Il luogo prescelto è stato il Passetto, zona di Ancona caratterizzata da una verde pineta e un’apertura sul mare da far desiderare di toccare con le dita l’orizzonte. 

La scelta del luogo non è stata casuale, lì anni fa il fratello di Daniela, Mario decise “di togliersi dalla vita” suicidandosi dall’ascensore del Passetto con un lancio nel vuoto conclusosi molti metri più giù, nella spiaggia sottostante l’ascensore; il gesto di Mario per il profondo vissuto con Daniela, è come se l' avesse lasciata legata e sospesa a quel vuoto. 

Lì con Daniela eravamo: Gioele, Luigi S., Federico, Moris, Monica, Benedetta, Michela, Lucia, Gabriella, Teresa ed io Silvia ad accompagnare e accogliere questo rito di passaggio. 
Come primo momento ci siamo portati all’ascensore del Passetto, dove Monica ci ha dato dei cenni storici relativi alla costruzione dell’ascensore e delle note fisiche e geologiche relative al punto in cui si trova, coinvolgendoci in questa prima fase di accoglienza; eravamo vicini stretti a Daniela, che ha voluto comunicare in assenza di Silvio e Mariano i messaggi ricevuti da loro di solidarietà per questo rito. 

E’ davvero suggestivo quel punto del Passetto, una specie di crocevia; se guardi davanti l’orizzonte infinito, dietro la città con tutto il suo brulichio, sotto il cemento di una spiaggia che non può essere di sabbia perché il mare se la mangerebbe come il lupo con cappuccetto rosso in un sol boccone, vista la sua preponderanza. Monica introducendo il rito attraverso la descrizione delle caratteristiche del luogo dona anche il significato della parola Passetto: “la dove il passo è più breve” per raggiungere il mare; ci ha messo tutti in ascolto della ognuna parte di noi capace di perdono, capace di accogliere e saper perdonare per ridare alla vita ciò che è della vita lasciando che i morti seppelliscano i loro morti.

Mentre andavano per la strada un tale gli disse: “Ti seguirò ovunque tu vada.” Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo.” A un altro disse: “Seguimi.” E costui rispose: “Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre.” Gesù replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; va’ e annuncia il regno di Dio.” Un altro disse: “Ti seguirò Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa.” Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto al Regno di Dio” (Lc 9,57-62).

Un secondo momento ci ha visti scendere dalla scalinata davanti al Monumento ai Caduti nella spiaggia di sotto. 

Quando non si è accompagnati si fa molta fatica a far propria la possibilità che per stare nella vita è importante riuscire a suonare tutte e sette le note della Home Life così da permetterci un contatto con ciò che solo noi siamo, con, e nel tutto che è la vita. 




Al di sotto dell' ascensore, Michela viene accolta nel rito ricordando il legame vivo e profondo che lei ha con questo luogo così particolare che in estate diventa un vero e proprio utero per lei ma anche per molte altre famiglie. 

Così inizia un racconto/immersione coinvolgente che invita a sdraiarci sul pavimento ricordando il punto di contatto dove Mario lasciò il suo corpo. Poi una foto ha fatto da enzima a quello che doveva essere la parte centrale del rito; Gioele ha percepito una forte somiglianza con Mario e lì si è smarrito. 

Un canto delle sirene lo stava portando lontano ma noi compagni di viaggio ci siamo ancorati a lui chiedendo aiuto a Daniela, solo lei poteva rimettere in viaggio un Ulisse smarrito dentro la storia. Così l'audacia di Daniela ci regala un momento d'immersione liberatorio, dove il suo grido tutto ha fatto vibrare, come le corde di una chitarra. 

Le lacrime scendevano mescolate tra morte lasciata e vita ripresa, simbiosi da sciogliere e legami da ri-legare. 
E' stato lento e doloroso, profondo e intenso, solidale e unito.
Finalmente i morti seppelliscono i loro morti e l'immagine di Daniela e Mario, viene affidata all'antenato più vicino alla metastoria, il mare, luogo dove a prima vista non si vede la vita, ma se lasciamo lo sguardo dall'apparenza e... ci immergiamo nelle acque..., scopriamo un'infinità di vite che dall'esterno non potevamo vedere. 

Lo strato pellucido è stato tolto ora non serve, fatto il salto precipiziale, impiantandoci nell’utero affidandoci alla vita, accompagnati e accompagnando impareremo a crescere, è questo che il rito  ci ha rivelato: il potere della vita che sta nell’essere e nello stare per ciò che solo noi siamo, ognuno nella propria specificità, insieme in viaggio nell’esodo di vita.

Grazie al rito,
grazie a Monica, a Daniela, a Gioele, 
a noi tutti presenti solidali nell’esserci e nello stare, 
grazie a Mario.


Silvia T. e Monica G.

giovedì 18 aprile 2013

Rimini, sabato 9 marzo 2013. UN CERCHIO MAGICO SPECIALE, MARCAGNOLO, NELLA SCUOLA DI SANDRA.

 



UN CERCHIO MAGICO
MARCAGNOLO! 




Oggi, sabato 9 marzo 2013, io e Davide siamo invitati a condividere con Sandra e Raffaele l'esperienza  del Cerchio magico in una grande e luminosa scuola marchigiana: sarà l'occasione per sperimentare sul campo l'efficacia operativa della Marcagna, fusione delle Associazioni alla Salute delle Marche e della Romagna!

Ci accoglie un'aula magna, ampia e ben attrezzata, fornita di maxischermo, dove, poco dopo le 11:00 giungono gli alunni di una classe prima, accompagnati dalle insegnanti di lettere e di sostegno: sono circa una ventina e subito occupano le sedie, già predisposte a formare un cerchio.

Sandra li invita a riferire le loro impressioni sulla prima esperienza di Cerchio magico, anche per chi in quell'occasione era assente e a riflettere sul logo del Cerchio magico stesso, proiettato sul maxi-schermo: i ragazzi, così, sottolineano che esso è aperto a tutti, i suoi colori rappresentano le varie età della vita, è costituito da bambini, adolescenti, adulti, che si tengono per mano, simboleggia l'amicizia, l'aiuto reciproco nelle difficoltà della vita.

Sono sopraffatta dall'emozione e mi accorgo di non riuscire quasi a parlare: son circa quattro anni che non mi trovo in mezzo agli alunni in veste di educatrice!

Inoltre, sono colpita e stupita, come sempre del resto, dalla serietà con cui i ragazzi intervengono, dalla profondità di ciò che esprimono e dalla incisività e originalità del linguaggio, che utilizzano. Dunque, quando sono invitati a parlare di sé, delle loro emozioni più vere, sanno trovare le parole giuste, che colpiscono nel segno, non certo generiche, né banali.

Dai loro interventi emerge che ciò che più li ha colpiti dell'esperienza precedente è stato il pianto di adulti e ragazzi. Gli operatori marcagnoli (o marchignoli) che dir si voglia chiariscono, utilizzando le unità didattiche dell'iceberg e del graal, che il pianto così come il riso, il negativo e il positivo sono da sempre parte integrante della vita: è la nostra cultura che ci obbliga il più delle volte a non mostrare il negativo, a congelare le nostre emozioni e il nostro corpo.

Sandra, poi, mi chiede di presentarmi: sono qui anche perché Davide la settimana scorsa ha parlato di me, insegnante sufficientemente brava , madre non sufficientemente buona. Riesco a parlare loro a cuore aperto: anch'io, come molti miei coetanei, non sono veramente cresciuta, adulta, nonostante l'età, perché porto dentro di me il mio dolore antico di bambina non vista nella sua specificità, costretta a rinunciare al corpo e alle emozioni: come tale, non sono riuscita a vedere i miei figli nella loro profondità né la loro sofferenza, schiacciata com'ero dalla mia.

I ragazzi ascoltano, una docente piange, in quanto, pur molto più giovane di me, vede rispecchiata nella mia storia la sua... 

Ora, dopo la fase, in cui tutti, attraverso il movimento e la danza, esprimiamo la nostra voglia di leggerezza e spensieratezza, passiamo a quella dei pensieri, legata ad oggetti, che ragazzi e conduttori hanno portato con sé: un libro, una foto, un pesce-marionetta, un album fotografico, un peluche...

Così, grazie ad essi, ci immergiamo nei ricordi, nelle storie di vita, nel dolore di ciascuno: il cerchio di sedie si stringe sempre più, molti lasciano il posto per sedersi per terra vicino a chi parla e fargli sentire che è li con lui/lei. E nell'aula magna, satura di emozioni e di lacrime, si materializzano figure di madri e padri, prima assenti perché troppo presi da altro, poi lontani anche fisicamente e, con esse, le sofferenze dei figli, piccoli o grandi, che sentono di aver rinunciato al proprio corpo e alle proprie emozioni, di aver congelato, fatto morire dentro di sé i bisogni più profondi per sopravvivere.

La campanella, che annuncia la fine delle lezioni, interrompe la magia di questo cerchio, ma con la speranza e la promessa di riaprirlo e rinnovarne l'incanto e l'efficacia educativo-didattica.

Paola Selleri
   

domenica 14 aprile 2013

Ancona, sabato 13 aprile 2013. PROGETTO INTERCULTURA E DISAGIO NELLA SCUOLA DI NICOLETTA.


Fondazione Nuova Specie ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono
 
 
 
 
 
 
 
 
PROGETTO G.E.I.PE.G.
NELLA SCUOLA DI NICOLETTA.
INTERCULTURA E DISAGIO.
 
 
 
L'Associazione alla Salute ONLUS Marche ha proposto nella persona di Nicoletta un progetto rivolto ad Insegnanti, Genitori ed Educatori. Esso si svolgerà presso la Scuola Primaria "Dante Alighieri"di Collemarino (AN) dalle ore 16:30 alle 18:30, venerdì 19 aprile, martedì 23 aprile e venerdì 3 maggio 2013.  
 
L'Associazione intende coinvolgere Insegnanti, Genitori ed Educatori per attuare, attraverso la prevenzione del disagio, metodologie che favoriscano l'integrazione tra parti opposte non solo di tipo etnico, ma di stili di vita, facilitando l'ascolto e lo scambio reale tra le diversità culturali e istituzionali.
 
I relatori saranno:
  • Prof. Raffaele Cimetti, Sociologo, Fondazione "Nuova Specie";      
  • Prof.ssa Cindy Recchia, Docente, Associazione alla Salute ONLUS Marche;
  • Prof.ssa Sandra Recchia, Docente, Fondazione "Nuova Specie";
  • Dott. Silvio Boldrini,  Sociologo, Presidente della Associazione alla Salute ONLUS Marche;
  • Ins.te Nicoletta Pennella, Vicepresidente della Associazione alla Salute ONLUS Marche. 
 
   
 Vi aspettiamo!