lunedì 14 maggio 2012

Foggia, giovedì 10 maggio 2012. SUPERVISIONE DELL'UNITÀ COMPLESSA DI FOGGIA.


  
FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono



SUPERVISIONE DELLA
UNITÀ COMPLESSA
DI FOGGIA



Giovedì 10 maggio. La grande sala del nuovo Centro di Medicina Sociale di Foggia, sito all’interno dell’Ospedale d’Avanzo di Foggia, ci accoglie. La stanza è piena, luminosa e arricchita da un grosso, colorato Graal alla Salute dipinto a muro da Annarita Rendinella e Francesco Guerra


Tutto sembra prendere forma, lentamente, ma sempre più si respira aria di centro, di casa, di luogo proprio. I vecchi quadri, un tempo in via Arpi, riempiono ora queste nude pareti e tutto sembra più familiare. I muri e le stanze ancora non parlano e non raccontano nulla, ma sono pronte ad ospitarci e ad ascoltare le nostre storie, compresa la Supervisone pensata per questa giornata.

Alle ore 10:00 Mariano, con la consueta puntualità, dà inizio all’evento. Il nostro dottore primeggia al centro della sala, affiancato dai suoi fedeli RaffaeleSilvio che introducono la giornata spiegando il senso di una supervisione sull’articolata e complessa realtà di Foggia, quindi sul centro, sulle Domus e sull’Associazione alla Salute locale. Una supervisione resasi necessaria visto il momento storico che il progetto Nuova Specie sta attraversando. Come infatti ha precisato Silvio, “Ora il progetto non è più legato a Mariano e al solo Centro di Foggia, bensì a tutto il territorio nazionale”. È quindi necessario che anche la realtà di Foggia prenda atto di tale cambiamento e si adegui di conseguenza poiché, da "ombelico del mondo", ora Foggia deve diventare uno dei tanti punti della rete. Un punto che sarà, se pur con specificità uniche e difficilmente clonabili altrove, importante quanto gli altri.

Rete ed organismo unico, queste le metafore che descrivono la realtà alla quale ormai si deve tendere. Così come un qualsiasi organismo non è in perfetta salute se non grazie al corretto funzionamento di tutte le sue parti, specie del cuore, così ora questo progetto, con tutti i suoi organi e i suoi vasi sanguigni, deve funzionare in maniera più fluida, in perfetta armonia e contatto, pena la morte.

È questo che Mariano si auspica. E allora come fare? Come segnare un passaggio tra la fase in cui primeggiava il binomio Mariano = CMS = Foggia = Metodo alla Salute, ad una invece, molto più matura in cui né Mariano né Foggia saranno più il centro?  Come transitare “dal CMS ad un CRG”, ovvero dal mero Centro di Medicina Sociale, fondato su rapporti asimmetrici, ad un più ricco, articolato e maturo Centro in relazione globale in cui ogni punto della Rete incarni realmente il progetto e non sia solo il mettersi a servizio di un Globale massimo altrui? Perché è questo che siamo spinti e invitati a fare. Impegnarci in un progetto da sentire proprio, perché diversamente l’impegno, se pur buono e apprezzabile, non sarà mai duraturo e costante. La stanchezza che si respira nei più, ne è una prova.

È un passaggio questo che, seppur difficile, è ormai indispensabile. Il nostro amato condottiero da ormai sette anni sarebbe potuto andare in pensione. Non lo ha fatto. È rimasto sul campo, al nostro fianco, ma il tempo corre.



Mariano ha bisogno di ritirarsi sul monte e di dar corpo all’immane giacimento che in questi anni ha lentamente, goccia dopo goccia, immagazzinato. Il risultato è un’immensa, affascinante foresta, un enorme roccia di stalagmiti formatisi dall’apparente e banale niente, eppure ora così bello e luminoso è il risultato: un patrimonio di incalcolabile valore. Un patrimonio che però ora Mariano ci vuole lasciare in eredità e questo anche a costo che venga dilapidato. Lui deve poter fare altro, ha lavorato per 46 lunghissimi anni inseguendo, a partire dal lontano 1966 la stella. Una stella che rappresentava  una nuova prospettiva ma che però, allora, ero solo un sogno, un’ipotesi. Lui ha tentato, nel tempo, di tramutare questa rappresentazione astratta in realtà, cercando di portare avanti, da solo, una gravidanza, con tutti i rischi che essa ha comportato. Un lavoro instancabile, il suo, che ha cercato di ricalcare il modello dell’utero, ma non vissuto all’interno dell’utero, ma nella vita vera, sul campo, creando quindi,  altre gravidanze, inglobando altre vite, affrontando il travaglio di oggi, ovvero il disagio che ci vuole riportare alla vita, ad una vita più vicina a noi e alle nostre specificità. Questo Mariano ha fatto e questo il messaggio che ha cercato di diffondere per risvegliare gli animi assopiti di questo nostro tempo e di questo nostro distratto e veloce mondo occidentale.

Ora però è il tempo di rompere con il passato, senza più indugi. La separazione dai locali di via Arpi ha già rappresentato un distacco di placenta. Mariano è determinato a non farsi vincere dalla nostalgia di casa, da quell’equilibrio antico a cui torniamo ogni volta che la paura ci coglie e il giano posteriore predomina.

Ogni passo richiede uno sforzo ma ora è il tempo di osare, di camminare sulle acque, da soli, cercando magari, durante la traversata, i sassi più grandi e accoglienti per riposare, ma di nuovo tornare ad osare, ad oscillare, a tentare, a barcollare, a bagnarsi e a ricominciare per poi approdare ad una sponda adulta mai definitiva, sempre lasciandosi meravigliare e inebriare da altri fiumi, senza mai chiudersi alla vita, con tutte le sue cascate e i suoi vortici impetuosi. 

 
Questo il messaggio fondamentale e questo l’inevitabile introduzione ad una supervisione che, almeno nella prima parte, si è andata un po’ perdendo in vecchie problematiche che, se pur importanti e innegabili, sono critiche circa i limiti, non tanto del Metodo alla Salute, quanto dell’organizzazione. Invece ora è tempo di pensare a come rimodellare la realtà di Foggia, a come migliorare l’offerta a prescindere da Mariano e a come trasformarsi “da debitori a imprenditori” di vita. Una risposta in tal senso è arrivata dall’Associazione "Koilos" (che sta per cielo = "vuoto") la quale ha comunicato diverse novità:
  • la Domus di Troia sarà chiusa, verrà utilizzata un’unica residenza;
  • entro la fine dell’anno, si lascerà la costosa sistemazione di Villa Terronia;
  • sarà garantito, ordinariamente, il solo pernottamento e la prima colazione - alloggio completo garantito solo in via straordinaria (corsi e settimane intensive);
  • chiunche alloggerà in Domus dovrà tesserarsi come associato "Koilos" e sarà coperto da assicurazione;
  • inoltre sono in cantiere progetti periodici quali: - weekend dedicati allo studio delle unità didattiche; - weekend e settimane per ospitare persone desiderose e bisognose di un periodo di fuoricampo.

Infine Mariano, il nostro sognatore concreto, lancia una nuova idea: fondare un "Comitato di Integrazione" per agevolare e favorire, appunto, l’interazione e lo scambio tra il cuore pulsante e propulsore di Foggia, la cui importanza non è mai stata messa in discussione, e le altre realtà territoriali.


Lo scopo è quello di intrecciare, sempre più e sempre meglio, affinchè ci sia un reale crossingover arricchente per tutti.

La giornata si chiude così, con questi nuovi spunti e con l’invito di Mariano, ad ognuno dei presenti, ad una presa di posizione chiara, onesta e decisa.

Ognuno di noi è chiamato ad impegnarsi attivamente e concretamente, non limitandosi a fare un elenco della spesa, ma a FARE la spesa.

Ognuno di noi è chiamato a prendersi le proprie responsabilità, a rispondere con sincerità e coscienza, a questo invito.

Molti dei presenti  hanno già dimostrato di volerlo fare ma, per far crescere e nutrire una così, già grande foresta, e renderla lussureggiante, c’è bisogno di tanta acqua, l’acqua di ognuno di noi.

Questo è l’augurio che ci facciamo: che questo generoso patrimonio lasciatoci in eredità da questo nostro padre cresca sempre più e produca vita, ombra e riparo per le tante tempeste che sempre più si abbattono sulle nostre vite.


Simona

sabato 12 maggio 2012

Foggia, mercoledì 9 maggio 2012. NUOVO ATTO DI COSTITUZIONE DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS.


  
FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono



SECONDA NASCITA
DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE CHE DIVENTA UFFICIALMENTE 
UNA ONLUS



Oggi pomeriggio, 9 maggio, è stato un giorno che ha segnato un passaggio importante per la Fondazione Nuova Specie. Infatti  io (Silvio), Mariano, Giovanna, Barbara e Mila, che rappresentiamo il comitato direttivo della Fondazione, siamo stati presso il notaio Alba Mazzeo per firmare l’atto del nuovo statuto della Fondazione che, finalmente, dopo un lungo e duro lavorio portato avanti da Mariano, ha acquisito tutte le caratteristiche, richieste dal Prefetto e non contemplate nel precedente statuto, necessarie per trasformarsi in una ONLUS con riconoscimento ministeriale.
 
Infatti, è stato necessario eliminare alcune finalità (come ad es. la ricerca scientifica), ribadire il carattere nazionale della Fondazione con la specificazione della denominazione “onlus” nel corpo del testo statutario. E’ stata presentata la sede operativa di Troia - Complesso di San Domenico Via Regina Margherita n.2 (in virtù di Convenzione con il Comune di Troia portata da deliberazione della Giunta Comunale del Comune di Troia n. 173 del 24 novembre 2011), nonchè la possibilità di utilizzo, anche se non esclusivo, dei locali dell'ex Pretura (palazzo universitario) siti in Via Regina Margherita n.146 (in virtù di Deliberazione della Giunta Comunale del Comune di Troia n. 98 seduta 5 luglio 2011). E’ stata ribadita il fatto che la fondatrice Donati Mila Compagnone ha manifestato l'intenzione di trasferire i diritti di sua proprietà sull'immobile di Ancona. E’cresciuto il capitale di dotazione e di gestione ed è stato istituito il Collegio dei Revisori. Sono state incluse nel Comitato dei Partecipanti della Fondazione le varie Associazioni alla Salute regionali, l’Associazione "Camminiamo Insieme", l’Associazione "Koilos", l’Associazione "Nuova Specie".
 

 
Il Notaio, di fronte alla quale abbiamo firmato le carte, è una donna che si è mostrata molto disponibile e concreta, preoccupandosi di fare in modo che ogni dettaglio della documentazione fosse in regola e non andare incontro a nuovi intoppi burocratici. Il passaggio che è avvenuto oggi pomeriggio presso il notaio è di grande rilievo per la Fondazione Nuova Specie che, trasformandosi in una ONLUS, potrà beneficiare di tutti i diritti che spettano alle Organizzazioni con scopi sociali senza fini di lucro, facilitando, in questo modo, la possibilità di continuare le numerosissime attività che, fino ad oggi, abbiamo sempre portato avanti solo grazie agli autofinanziamenti.
 
Questo riconoscimento giuridico dà valore ufficiale all’enorme crescita che sta avendo il Progetto "Nuova Specie" a livello nazionale, creando iniziative di intervento sul disagio diffuso e di formazione globale in molte regioni, inglobando sempre più persone. Lo ritengo un bel riconoscimento verso ogni persona che si è coinvolta attivamente nel Progetto, continuando a mantenere vivo il sogno di diffondere e vivere la vita attraverso un nuovo punto di vista, che vada oltre gli opposti e le categorie simboliche che regolamentano la realtà di oggi, fondata sull’economia finanziaria e sulla digitalizzazione della vita.

Inoltre, segna un passaggio significativo anche per la storia del Progetto,  in quanto il tutto è avvenuto proprio alla vigilia della supervisione del Centro di Medicina Sociale. Infatti, per quarant’anni, il progetto è dipeso dall’attività di Mariano e dalle attività del CMS, grazie alla quale ognuno di noi ha potuto rigenerare la propria vita e incarnare una formazione globale. A partire da sei anni fa, quando Mariano iniziò a distinguersi dal Centro, il progetto Nuova Specie ha iniziato ad essere rappresentato non soltanto da lui, ma da sempre più persone in tante regioni italiane, attraverso le Associazioni alla Salute regionali. La Fondazione Nuova Specie è il risultato di questa crescita del Progetto a livello nazionale ma, senza l’esperienza del CMS di Foggia, non sarebbe mai potuta nascere; pertanto, è stato significativo il fatto che, proprio alla vigilia della supervisione del CMS e della chiusura della fase in cui il Progetto è dipeso unicamente dal centro, la Fondazione Nuova Specie ha acquisito tutte le caratteristiche necessarie per iniziare una nuova fase, in cui il CMS diventerà solo uno dei vari punti-nodi presenti nel territorio nazionale, con i quali dovrà entrare in rete, e non più l’unico centro.



Questo passaggio, che sta già avvenendo da un po’ di tempo ma che oggi ha acquisito un valore ufficiale, è stato importante soprattutto per Mariano, che è quello che più di tutti ha investito nel progetto, portandolo a trasformarsi da una realtà locale a una realtà nazionale. Ho visto la gioia di Mariano nel firmare le carte e nel sentirsi alleggerito, almeno in parte, dal lavorio che ha dovuto sostenere per fare acquisire alla Fondazione le caratteristiche necessarie per potersi sviluppare ulteriormente. Credo che, ognuno di noi, deve sentirsi grato per il lavoro che ha svolto Mariano, in quanto la Fondazione rappresenta il futuro del progetto, attraverso la quale avremo la possibilità di continuarlo a farlo esistere e crescere. Dopo tanti anni di lavoro e di ricerca, grazie alla quale ognuno di noi ha potuto rigenerare la propria vita, Mariano, slegando il progetto dal CMS e creando la Fondazione Nuova Specie, ha creato i presupposti perché potremo continuare a coltivare il Progetto anche senza il centro e senza la sua presenza.
 
Ora dipende da noi la possibilità di raccogliere questo prezioso testimone e cominciare a sentirci protagonisti attivi di questa nuova fase del progetto “Nuova Specie”, e da “debitori”  trasformarci in “imprenditori” del nuovo che sta nascendo in maniera diffusa. 
Silvio Boldrini 

venerdì 11 maggio 2012

Ordona (FG), venerdì 27 aprile 2012. BILANCIO DEL PUNTO DI ASCOLTO CON SABRINA, GIANNI E FRANCESCO.


  
FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS



BILANCIO DEL PUNTO DI ASCOLTO
SVOLTO NELLA BIBLIOTECA
COMUNALE DI ORDONA



Ad Ordona,  il 27 aprile c’è stata una festa con i fuochi di artificio, si festeggiava la fine di una fase molto importante per i Gruppi alla Salute di Ordona. È stato bello osservare questa “pioggia di fuochi di artificio” che si sono susseguiti a ripetizione, a getto continuo per due, tre forse quattro ore consecutive. Erano fuochi di artificio vitali, fatti dalla vita:  dinamiche di stelline, archi infuocati, colorati, chi più basso, chi più alto, chi più forte da far tremare il pavimento.
La vita si è divertita a festeggiare con le molte dinamiche infuocate la fine di una fase di questa esperienza che quest’anno ha fatto un salto quantico enorme. Erano presenti una cinquantina di persone di ogni età, provenienza e il tutto si è svolto presso la Biblioteca Comunale di Ordona allestita per ricevere tre docenti provenienti dalla Scuola Primaria “A: Salandra” di Troia, desiderose di comprendere e di tuffarsi in una esperienza simile alla nostra. Il tutto era stato organizzato affidandosi alla vita, accogliere le docenti è stato fatto con la massima semplicità e spontaneità. Proprio ieri la vita ha rotto gli argini e ha messo in evidenza la fine di una esperienza benedetta dalla metastoria.
Ieri è emerso l’enorme lavoro fatto in questi anni. Una esperienza di una enorme portata partita  in una scuola di paese e che ha saputo andare al di là delle “barriere istituzionali”. Proprio questa mancanza di un angolo α istituzionale ha fatto emergere che ora stiamo dinanzi a problematiche più “mature” che non è possibile gestire come si è fatto finora.
I “Punti di Ascolto” hanno bisogno di colorarsi di un proprio angolo α, di spiccare il volo verso una organizzazione molteplice. Un solo conduttore-accompagnatore o due sono insufficienti per una portata di acqua vitale così ampia e così importante.
È arrivata l’ora di partire da un angolo α istituzionale che ringrazio perché mi ha fatto crescere e sperimentare e in cui ho visto anche una metastoria disponibile e paziente, per andare verso un cambiamento che necessita di teoria, riflessione, documentazione, sperimentazione e una mia personale immersione ancora più profonda.
Sento, però, di non poter fare solo con Gianni, il mio accompagnatore, o con qualche aiuto sporadico e qualche immersione solo momentanea in questo Progetto. Entrambi stiamo crescendo “in sintonia” ma non possiamo andare avanti da soli. Prima che la festa finisca chiedo a chi vuole di contattarmi per sperimentare una nuova fase più matura, altrimenti io preferisco finire io qui questa esperienza piuttosto che vederla morire piano piano.


Ci vogliono persone che credano in un Progetto Pedagogico Globale, abbiamo  bisogno di una rete di persone che ora ci creda veramente. Intanto il 28/04/12 ci sarà un incontro-bilancio in cui voglio sperimentarmi in un gruppo ristretto di persone che ci credono e vogliono continuare questa esperienza. 

Sabrina Cela

martedì 8 maggio 2012

Orciano di Pesaro (PU), sabato 28 aprile 2012. CONVEGNO NELLA SCUOLA DI CINDY. ONORE ALL'INTERCULTURA.




iscritta ai sensi della L. 266/91 – L.R. 48/95 nel Registro regionale delle organizzazioni di volontariato con
Decreto dirigenziale n.20 TSG05 del 28/02/2007 - Cod. fisc.: 90032770415
Presidenza tel.: 328-6781536



  
FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono





CONVEGNO INTERCULTURALE
AD ORCIANO (PU):
"CONDOMINIO MONDO"





Il 28 aprile  la nostra Associazione ha partecipato ad un convegno sul tema dell'intercultura organizzato dall'Istituto Comprensivo “GIO'POMODORO” ad Orciano di Pesaro presso la sede centrale.

Questa scuola, situata sulle colline marchigiane e immersa nel verde, ha avuto la fortuna di avere quest'anno un'insegnante come la nostra cara Cindy Recchia che  ha portato uno spirito nuovo nell'Istituto fra le colleghe e gli alunni.
Cindy si è sperimentata con grande determinazione e coraggio portando il Metodo Alla Salute in questa scuola attraverso il cerchio magico in una classe della scuola media molto complessa  e difficile da gestire, in una realtà di paese impregnata della cultura contadina.
Grazie all'esperienza che in questi tre anni abbiamo avuto con le comunità, attraverso il  progetto "Uguali nella Diversità" che si è svolto ad Ancona nel 2009, Cindy si è proposta come relatrice per presentare il progetto e accompagnare due persone importanti come Malick del Senegal e Maria del Perù a testimoniare, partendo dalle loro storie, sullo scambio che c'è stato con noi dell'Associazione e ho sentito nel breve viaggio fino alla scuola che la presenza di Maria e Malick sarebbe stata molto importante per tutti.



Una volta arrivati siamo stati accolti con entusiasmo dalla dirigente che ha subito manifestato il piacere del nostro arrivo, da subito si è vista la stima e la fiducia  che si è saputa guadagnare Cindy e di  come la tengono in grande considerazione.
Il convegno è cominciato con una relazione del prof. Marco Moroni (docente di storia economica Università di Ancona) sulla storia delle emigrazioni dal territorio marchigiano ma anche nel resto d'Italia e di immigrazione nel territorio.



All'interno dei suoi racconti ognuno di noi ha trovato parti della propria storia di emigrato e anche dopo abbiamo scoperto una persona molto sensibile alle storie in quanto anche lui figlio di emigrati e padre di una figlia emigrata in Africa.

Subito dopo il suo intervento la dirigente ha presentato Cindy e l'Associazione e così la nostra prof. ha cominciato la sua relazione partendo dalla sua storia di emigrata e emozionata ma sicura di sé ha cominciato a parlare supportata dalle immagini del crossing-over.



Partendo dal significato delle due parole inglesi attraversare-sopra ha cominciato a parlare di come due persone, due diversità, un padre e una madre, due etnie prima di incontrarsi sono due entità e specificità distinte. 
Come avviene in natura con la meiosi queste parti s' incontrano, si attraversano scambiandosi parti come abbiamo fatto noi durante il progetto o in una coppia ma per far si che il crossing over avvenga è necessario che ciascuno perda un po' delle sue convinzioni anche delle sue certezze per poter intrecciare con l'altro. Solo così si può superare l'intolleranza e scambiare in profondità anche se  questa parte provoca  sofferenza perché rinunciare, essere umili non è semplice, è un percorso di crescita ma solo così si può scoprire ciò che sta oltre l'intolleranza, attraversandola.

Cindy è riuscita con fluidità e chiarezza a semplificare questi concetti base riportandoli nei nostri vissuti, in famiglia, a scuola, con le varie etnie che sono anche dentro di noi e che non conosciamo.


Subito dopo ha chiamato a testimoniare Maria che ha parlato della sua storia e di come il nostro incontro abbia aiutato lei e sua figlia a superare momenti di passaggio/crescita molto difficili.
Malick invece si è raccontato parlando anche della sua esperienza come soldato in Africa e di come  ha dovuto  seguire le orme del padre lasciando la famiglia e venendo in Italia a lavorare.
Per me è stato molto bello sentire che per lui le relazioni avute anche con Moise e Malick (i miei figli) lo hanno spinto ad intrecciare con tutti noi e questo gli ha permesso di vivere meglio la sua presenza in Italia.


Le loro testimonianze sono state il fenomeno vivo che ha fatto scendere un gran silenzio, emozione ed ascolto.
Subito dopo anche una donna marocchina ha voluto parlare del suo arrivo in Italia e della solidarietà che ha trovato in molte persone.

 
Alla fine ho parlato anche io dicendo che un modo in cui noi nella scuola facciamo crossingover è attraverso l'ascolto dei vissuti riportando l'esperienza del cerchio magico  svolto da CindySandra e di Sabrina  in cui si va al di là del ruolo, si è tutti sullo stesso piano scoprendo attraverso i vissuti che per quanto riguarda  la vita c'è un fondo comune che è uguale per tutti senza  differenze.

 
Stare vicino a Cindy in questo convegno mi ha dato molto coraggio e speranza anche per le cose che sto facendo a scuola con i miei alunni e mi ha fatto sentire parte di un progetto grandioso.

Ti voglio bene,
Nicoletta
   

domenica 6 maggio 2012

Senigallia (AN), martedì 1^ maggio 2012. RITO DI PASSAGGIO E FESTA PER RAFFAELE!





iscritta ai sensi della L. 266/91 – L.R. 48/95 nel Registro regionale delle organizzazioni di volontariato con
Decreto dirigenziale n.20 TSG05 del 28/02/2007 - Cod. fisc.: 90032770415
Presidenza tel.: 328-6781536



  
FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS





RITO DI PASSAGGIO
ALL'ETÀ ADULTA
E FESTA PER RAFFAELE!



Martedì 1^ maggio, festa dei lavoratori, si è tenuto a Senigallia al centro sociale in località Vallone, il Rito di passaggio all’età adulta di Raffaele.


È stato emozionante onorare il faticoso percorso lungo più di un anno di un lucano che ha preso come seconda patria le Marche e le ha accudite e custodite come solo un emigrante è capace di fare. Un emigrante che non ha mai dato nulla per scontato e che è sempre stato in movimento.

 
I maschi adulti della tribù di nuova specie hanno accompagnato Raffaele dentro al luogo del rito, lo hanno scortato nell’androceo dove ha dimesso i vecchi abiti logori che lo hanno vestito durante l’anno di viaggio esteriore ed interiore attraverso le selve oscure delle sue profondità. Qui, gli uomini lo hanno rivestito con gli abiti della festa offerti da Malick, provenienti dall’Africa dove le prime scimmie si sono erette sopra le altre specie ed hanno mosso i primi passi verso il futuro. Un canale da parto formato da tutti gli invitati lo ha scortato dinnanzi all’ultima prova. L’aspirante adulto ha danzato con gli altri maschi adulti della tribù di nuova specie per ricordare le difficili prove superate e per essere accettato tra di essi.
 

La danza tribale ha lasciato il posto alla parte più intima del rito, quando le donne hanno accolto Raffaele e hanno immerso i suoi piedi dentro al fango. Hanno massaggiato le stanche gambe di un bambino iperattivo che ha sfruttato il suo corpo senza mai ascoltarlo, e che si è sporcato con le cose della vita senza neanche rendersene conto.
 
Il fango era impastato con l’umiltà della terra, con la vita dell’acqua, con i sassi dei nodi irrisolti, con l’erba della rinascita
 
Raffaele ha deciso di umiliarsi ulteriormente e si è cosparso il viso di terra per accettare fino in fondo i propri passi e le conseguenze da essi derivate.
 

 
Il momento dei passi è giunto. L’adolescente ha lasciato la sponda infantile e ha camminato lungo un telo sporcandolo di fango con le impronte dei suoi piedi stanchi, delle sue mani callose, e del suo viso trasfigurato dalle esperienze nella sua selva oscura.
 
 
Le donne della tribù di nuova specie hanno poi lavato le sue gambe, le mani ed il viso con l’acqua del mare, con l’acqua dove è nata la vita e dove essa si perpetua ininterrotta dalla comparsa della prima cellula primordiale.
 

Finalmente il fanciullo ha lasciato la sponda dell’infanzia ed ha attraversato le fatiche ed i dolori dell’adolescenza, finalmente l’adulto è rinato e si è potuto sedere nel luogo più giusto per lui: su di un trono. Ecco che il bozzolo di tutti i sacrifici, i nodi e le cose apparentemente insensate del passato ha lasciato il posto alla farfalla irrobustita da esse stesse. Il piede lavato dalle scorie infantili si è appoggiato sull’argilla della terra marchigiana ed ha lasciato l’impronta di colui che finalmente è diventato il re di se stesso.


 

La festa è esplosa con grida di giubilo e, uno ad uno, tutti gli invitati si sono inchinati davanti a lui e diversi hanno baciato i suoi piedi in segno di riconoscenza per i sacrifici e per i servizi che Raffaele ha fatto per tutti noi. Gli invitati hanno portato in dono a Raffaele e al percorso che ha intrapreso in tutti questi anni le loro emozioni più profonde e la riconoscenza sincera dei compagni di viaggio di un uomo sempre disponibile e di raro valore come lui è.

 
L’ultimo a parlare è stato Mariano, che ha colto l’occasione per fare teoria e per offrirci, come sempre, un’opportunità di crescita ulteriore. Infatti il dono portato da Mariano è stato una moneta del periodo fascista con l’effige del duce. Nella sua interpretazione de-lirante (fuori dal solco delle vecchie epistemologie morenti) Mariano ha collegato il “me ne frego” mussoliniano al maschile espresso dall’adulto che deve avere la forza ed il coraggio di anteporre i suoi bisogni più profondi a tutto il resto per riuscire ad essere autoreferenziale e a mantenere per sé un po’ dell’olio della propria lampada, senza il quale non può esserci futuro.



La moneta riporta il motto: "credere" (perché l’unico modo per crescere è credere nella parte più profonda di noi stessi), "ob-bedire" (ascoltare ciò che ci è di fronte, perché il maschile non è prevaricare gli altri bensì essere talmente autoreferenziali da riuscire a mettersi in dinamica con gli altri pur mantenendo il proprio sé), "com-battere" (battere assieme, tenere in considerazione gli altri e camminare tenendo lo stesso passo). Inoltre sulla moneta è stampata anche la sigla G. I. L. "La Gioventù Italiana del Littorio" è stata reinterpretata dal Dr. Loiacono come: "Giovani Imprenditori Limax". L’augurio infatti che Mariano ha fatto a Raffaele re-di-se-stesso e a tutti noi è stato appunto di riuscire a diventare Imprenditori di noi stessi. Cioè imparare a partire da sé e intraprendere delle attività buone per sé, non solo lavorative ma anche nella vita di tutti i giorni. Pertanto Mariano ci ha invitati a stringere una collaborazione feconda tra l’Associazione AllaSalute Marche e l’Associazione AllaSalute Romagna, attraverso un progetto di accoglienza e di organizzazione dei corsi da ideare e realizzare assieme, come adulti che collaborano. È nata la macro-regione "Marcagna"!

Cominciare insieme è l’inizio, restare insieme è il progresso, lavorare insieme è il successo.

Il rito è proseguito con l’omaggio danzante della regina Sandra al suo re. Il flamenco!

In ultimo tutta la comitiva si è spostata all’esterno per concludere il rito con la purificazione attraverso l’antenato fuoco del telo infangato dall’adolescenza. La danza si è trasferita quindi attorno al fuoco portando con sé la festa e la gioia della rinascita pasquale di Raffaele.

La festa si è conclusa, ovviamente, con il banchetto regale dove ogni invitato ha preparato con cura il cibo da condividere tutti insieme! 

Federico