venerdì 6 aprile 2012

Ripe (AN), martedì 3 aprile 2012. TERZO GIORNO DI NAVIGAZIONE DEL II PROGETTO RAINBOW.


 

Fondazione Nuova Specie ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono

 

 
iscritta ai sensi della L. 266/91 – L.R. 48/95 nel
Registro regionaledelle organizzazioni di volontariato con
Decreto dirigenziale n.20 TSG05 del 28/02/2007
Cod. fisc.: 90032770415. Presidenza tel.: 328-6147257



   TERZO GIORNO...
... SI ORGANIZZANO GLI EQUIPAGGI...

arcobaleno

"IL VENTAGLIO DELL'ARCOBALENO"

 

A inizio giornata abbiamo formato gli equipaggi per condurre le dinamiche metastoriche in parte programmate e domani in un bilancio collettivo di gruppo si racconterà come sono andate le dinamiche con gli embrioni.

    Nel pomeriggio c’è stato il primo bilancio di progetto con Mariano, che ha dato alcune indicazioni su certi casi che egli riteneva più urgenti da sentire e indirizzare.


    Mariano ha sottolineato che questo progetto non è un Rainbow II ma è un’altra sperimentazione atta a migliorare la prima anche con la presenza di più figure adulte che devono distinguersi e lavorare per loro stesse.

    Questo progetto, come il primo, è un tentativo di formare un utero che nascerà con l’aiuto della metastoria, ma utilizzando cellule già codificate nella storia.
 
E’ importante che con il gruppo si riesca a suonare tutte e sette le note metastoriche in una dinamica   (Home life).

    Mariano ha ribadito che dinamiche solo di cesso sfiniscono il gruppo e se producono un risultato questo è solo un bottino di guerra, ma non è detto che sia un reale e nuovo risultato. Anche dinamiche con le sole due note cucina e cesso sono spesso abortive. 


  • E’ invece importante riconoscere e selezionare il bisogno nell’embrione e che la dinamica non sia individuale ma sfrutti la legione coinvolta nella dinamica stessa. 
  • Altro punto importante è che il rainbownauta sappia selezionare un proprio bisogno per una crescita personale in umiltà e nella completezza delle proprie note metastoriche.  



Anche se prevalgono una o più note in una dinamica è importante che comunque vengano suonate tutte. 

Mariano ha sottolineato anche che una dinamica non ha tipicamente effetto manifesto immediato sull’embrione perché i cambiamenti nei codici profondi necessitano di tempo.

Un gruppo cresciuto dovrebbe contenere elementi che aggiunguno in diretta durante una dinamica monocorde altre note metastoriche evitando di riconoscere l’errore nel successivo know-how della dinamica, ma operando aggiungendo note durante la dinamica stessa.  
 
L’importanza dell’essere cresciuti si vede anche nel rapporto con la nota di cesso e la reazione alla stessa: se abbiamo un vissuto di dinamiche di cesso o dinamiche comunque violente possiamo non spaventarci all’assistere di una dinamica di questo tipo ma anzi fare teoria per alleggerire durante la dinamica stessa poiché avendo già in noi quel vissuto riusciamo facilmente a rappresentarcelo, aggiungendo così un angolo beta all’angolo alfa (Quadrangolare) delle note metastoriche suonate nella dinamica.


Alla fine delle indicazioni ricevute il gruppo saluta affettuosamente Mariano per proseguire il viaggio dopo le indicazioni del suo accompagnatore.


Massimiliano
Francesco
Ripalta
Marino

giovedì 5 aprile 2012

Ripe (AN), lunedì 2 aprile 2012. SECONDO GIORNO DI NAVIGAZIONE DEL II PROGETTO RAINBOW.

Fondazione Nuova Specie ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono

 

 
iscritta ai sensi della L. 266/91 – L.R. 48/95 nel
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Decreto dirigenziale n.20 TSG05 del 28/02/2007
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SECONDO GIORNO...
... UN NUOVO GIORNO, SI RIPARTE!


arcobaleno

 
"IL VENTAGLIO DELL'ARCOBALENO"


 
Oggi, lunedì 2 aprile è una bella giornata, il sole è caldo e luminoso. La colazione inizia con un coro sonoro, tutti insieme cantiamo tanti auguri a Marta, oggi è il suo compleanno. Il programma oggi prevede un'uscita: la prima uscita di questo nuovo progetto. Silvio a proposto di fare una visita a Elcito, un piccolo paese ormai abbandonato sito su un cucuzzolo di montagna. La partenza è prevista per le 12, prima ci si riunisce per fare un bilancio chiesto da Ekaterina per evidenziare i limiti e i pregi del rito svoltosi ieri. Questo ha dato la possibilità  a  Paola ed Enrico di cogliere il senso di ciò che si è svolto ieri. Paola ed Enrico hanno parlato del loro stato di quiete con cui sono arrivati al progetto: ciò ha permesso loro di integrarsi emotivamente con il gruppo.

 
L’ora di partenza slitta alle 14; come dice Titta: “I fatt’ so’ assej’”. Il gruppo si avvia capeggiato da Silvio (membro del coordiamento) lungo il tragitto che porta a Elcito. Silvio racconta brevemente la storia dell’abbandono del paese da parte dei giovani: con la fine della generazione precedente il paese rimase abbandonato.

C’è dal paesino una bella vista sul paesaggio circostante di colline marchigiane animate dai moti al vento di campi di grano. Gli embrioni si sono integrati alla meglio con il gruppo nell’allegra uscita fuori porta. Appena giunti nel piccolo borgo lo scenario ci si è presentato come un autentico reperto di storia lasciataci da vecchie generazioni. Regnava un clima di silenzio e tranquillità, ma anche di freddo e desolazione, rotta solo da due persone che abbiamo trovato nel paese abbandonato al nostro arrivo.

Ma ora nel paese echeggiano solo le voci del gruppo che si avventura per le viuzze scoscese tra le rocche e da un altura Silvio si propone con fare profetico e scherzoso alla folla interpretando un Gesù Cristo in versione post-moderna. 

Come pensiero introduttivo alle dinamiche con gli embrioni Silvio sana miracolosamente il paralitico impersonato da Michele Vino e grazie a Michela, la Maddalena di turno. All’improvviso appare il diavolo sotto le spoglie dell’embrione Tobia, il quale inneggia alla libertà dei popoli e la sua voce echeggia nella valle.




Tutto questo favorisce alcune dinamiche: Luigi C. viene stimolato a parlare di Severino, suo padre; Paride entra in dinamica con Luigi C. impersonando Severino in un momento che sente molto forte;  Nadia entra poi in dinamica con Luigi S. che la confondeva con la sorella e lo riporta temporaneamente alla realtà. Ivan e Tobia restano ai margini del caos. Il freddo incombente dell’altura e l’ora ormai tarda ci spinge a lasciare la desolata collina. 

Angela,
Paride
e
Massimiliano
...................................................................................................

Tocca a me terminare questo post, nel giorno del mio ventisettesimo compleanno.
 

 
Da tempo non festeggiavo il giorno della mia nascita con così tanto desiderio e partecipazione: una giornata di cori di “tanti auguri” e di piccoli gesti che mi hanno resa importante ai miei occhi e agli occhi degl’altri.
 
Dopo cena i miei compagni di viaggio, hanno creato un momento dedicato a me come io lo avevo chiesto durante la mattinata.

Dato che da anni, con piacere e con meno piacere, sono io che canto in ogni situazione e per tutti, ho chiesto loro di dedicarmi ognuno una canzone.
 
Eka e Silvio hanno condotto il giro di pensieri partendo dal sentire che cos’è stata ed è la mia voce e poi, uno ad uno, i fratelli e le sorelle di "Nuova Specie" si sono avvicinati a me e hanno cantato con tanta umiltà e generosità.
 
Ho terminato io il momento dei festeggiamenti cantanto per tutti e con tutti... "tu ti lamenti, ma chi ti lamenti, pigghia lu bastuni e tira fora li denti".
 
E’ stato bello sentire che non mi stavo nutrendo di briciole, ma di affetto sincero.




Dico grazie a tutte le persone che mi hanno tenuta nei loro pensieri in questo 2 aprile, da vicino e da lontano, alla mia famiglia che mi ha fatto arrivare tramite Paola, un regalo che desideravo dai tempi delle scuole superiori e a Mariano e Giovanna con il loro messaggio del mattino.

Tanto affetto per voi,
 

Marta Maria

mercoledì 4 aprile 2012

Ripe (AN), domenica 1^ aprile 2012. PRIMO GIORNO DI NAVIGAZIONE DEL II PROGETTO RAINBOW.

Fondazione Nuova Specie ONLUS 
Presidente: Dr. Mariano Loiacono

 

 
iscritta ai sensi della L. 266/91 – L.R. 48/95 nel
Registro regionaledelle organizzazioni di volontariato con
Decreto dirigenziale n.20 TSG05 del 28/02/2007
Cod. fisc.: 90032770415. Presidenza tel.: 328-6147257




IL VIA ALLA
SECONDA SPERIMENTAZIONE
DEL “PROGETTO RAINBOW”
FINALIZZATO ALLA CURA
E ALLA RIABILITAZIONE
DI SOGGETTI PSICHIATRICI
SENZA UTILIZZO DI PSICOFARMACI



Dal 31 marzo al 14 aprile, a Ripe (AN),
sei persone diagnosticate affette da psicosi cronica
e non più trattate con psicofarmaci,
convivranno assieme a 25 operatori
formati al “Metodo Alla Salute”.
Il progetto, superando l’ottica
della psichiatrizzazione farmacologica, 

è finalizzato alla crescita dell’individuo
nel rapporto con se stesso,
con la sua famiglia di origine e

con il contesto sociale in cui è inserito.


PRIMO GIORNO...
... LA PARTENZA


arcobaleno

 
"IL VENTAGLIO DELL'ARCOBALENO"


Oggi,  primo aprile 2012, l'aria che  si respira nelle campagne marchigiane, a due passi dalla città di Senigallia, è totalmente nuova infatti la casa messa a disposizione dalla famiglia Rosemary, con la  collaborazione e disponibilità di Anna L. e la presenza costante di Laura, accoglie 30 persone  di diversissime età che si sono formate con il Metodo alla Salute, compresi i bambini, provenienti da varie  regioni d'Italia.


 
Dopo la prima sperimentazione fatta a novembre 2011 a Foggia, il progetto "Rainbow" oggi riprende forma anche con  un "nuovo" equipaggio che vede come protagonisti sia alcuni "Rainbownauti" dello scorso progetto che altri, desiderosi di intraprendere questo nuovo viaggio insieme ai cinque embrioni o cosiddetti "psicotici", per  regalargli un accompagnamento di crescita intenso che ci unirà in una convivenza di due settimane.



Gli "embrioni" coinvolti in questo nuovo viaggio sono: Ivan, Giacomo, Luigi C., Luigi S. e Tobia. I "Rainbownauti": Silvio, Raffaele, Marilisa, Nadia, Michela, Benedetta, Lara, Marta, Ermanna, Ekaterina, Enrico, Michele, Francesco, Angela, Valentino, Leonardo, Ludovico, Margherita, Paride, Marino, Massimiliano, Paola, Simona, questi ultimi cinque hanno deciso di partecipare al progetto come "principianti" per condividere attivamente le dinamiche verso gli embrioni , ma allo stesso tempo poter vivere la loro parte "embrionale".

Chiaramente non potevano mancare i nostri capitani Ripalta e Cathy che con il loro spirito metastorico ci aiuteranno ad oltrepassare le colonne d'Ercole.



Si comincia lentamente con il caos e la stanchezza di alcuni di noi... Nella tarda mattina per cominciare ad entrare nel vivo del progetto è stato importante potersi mettere in ascolto del proprio stato quiete, quindi  abbiamo espresso la nostra condizione emotiva iniziale, le difficoltà e le aspettative di ognuno di noi, per separarci dalla nostra storia e riuscire, alleggeriti, ad immergerci nella nostra vita e in quella degli altri.

Questa fase è stata accompagnata dai coordinatori Silvio, Michela, Marilisa, Nadia e Raffaele, quest'ultimo ha messo in luce sei aspetti importanti per riuscire ad esprimere al meglio tutti i colori del nostro arcobaleno.
 

 
Il primo punto è la "solidarietà", intesa come sentirci accompagnatori e quindi autorizzati a fare per primi senza aspettarci che sia l'altro ad iniziare, senza sentirci protagonisti ma a servizio della vita; poi si è parlato di "sincerità" e quindi, pur preservando un minimo di angolo alfa (ordine, regole, tempo e riconoscibilità), dovremmo sentire sopratutto il desiderio e il piacere di accompagnare; e ancora l'essere "propositivi" rispetto al gruppo non fermandoci al giudizio, al confronto-differenza ma cercando di andare oltre, mettendo anche una parola buona perchè l'equipaggio funzioni;  essere "generosi" nei confronti degli embrioni, anche se questo in alcune situazioni ci porterà a scomodarci, affinchè si tenga vivo il senso del nostro viaggio; "agevolarsi" migliorando le condizioni esterne per favorire le dinamiche; "osare" non con verità, ma per la verità, perchè siamo convinti che crescere e far crescere sia possibile.
 

Fin qui siamo solo saliti sulla nave...
 

Nel pomeriggio lo spirito creratore di Ekaterina, inizialmente, ci ha conivolti a rivivere attraverso un montaggio video, alcuni momenti del progetto precedente che ci hanno emozionato, concludendo quella fase e aprendone un'altra con il nuovo gruppo.
 

Questa è stata la porta d'ingresso che ci ha introdotti in un rito di passaggio ispirato dalla tradizionale festa cattolico-cristiana della "domenica delle palme", perchè Ekaterina ci ha ricordato l'importanza di rimetterci in contatto con i nostri antenati. La co-conduzione di Nadia T. ci ha chiarito l'importanza di questo evento introduttivo alla Settimana santa che si concluderà con la Pasqua.
 

 
"La pace" è stata il tema del rito, ed il fuoco, oltre ad aver creato un'atmosfera calda ed accogliente, è stato il simbolo che bruciando un ramoscello di ulivo, a cui ognuno di noi ha dato un diverso significato, ci ha permesso di riappacificarci con le nostre parti più profonde.
 

E' stata sorprendente la "solidarietà" degli embrioni nel rito, lo stesso Giacomo si è sperimentato nella co-conduzione, per primo si è immerso e ha anche colto le difficoltà di Luigi C., le stesse che hanno fatto immergere l'altro embrione Tobia.
 

 
Le dinamiche con il corpo non sono mancate, il caos e la stanchezza del mattino prendono una nuova forma, tutto si rimescola... il rito di oggi domani ci farà salpare... forse! 

Benedetta
e
Michele

martedì 3 aprile 2012

Troia (FG), mercoledì 21 marzo 2012. FESTA DI PRIMAVERA. CONVEGNO SULL'INSIEME FEMMINILE-MASCHILE (II).

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Presidente: Dr. Mariano Loiacono



SECONDA FESTA DELL'INSIEME FEMMINILE-MASCHILE
Convegno sul Tradimento


 
La seconda festa dell’insieme femminile-maschile ha avuto luogo mercoledì 21 marzo 2012 a Troia, paese natio del Dr. Mariano Loiacono, ideatore e spirito di questa festa.

A ospitare il convegno è stato il complesso di San Domenico, splendido palazzo antico sito in corso Regina Margherita che, da ex convento, è oggi sede dell’archivio storico, della biblioteca civica, di una sala convegni, di sale multimediali e per lo studio, dell’“Ufficio dei servizi sociali” e del “Centro di accesso pubblico ai servizi digitali avanzati”, oltre che di una galleria per esposizioni temporanee d’arte. Inoltre sono numerosissimi gli eventi e i corsi che si svolgono in questo palazzo comunale.


La colonna sonora, che ha fatto da sfondo a questa festa, è stata la canzone di Michele Zarrillo “L’elefante e la farfalla” che, insieme al secondo simbolo dell’evento, la calla, ben riesce a sintetizzare proprio questo insieme, questa unione di parti.



Quest’anno il tema scelto per l’evento è stato “il tradimento” e, ad introdurci nel vivo dell’argomento, è stata la Dott.ssa Giovanna Velluto che, nel suo vestito rosa ben incarnava lo spirito primaverile nonché la femminilità. La sua mirabile relazione ha spiegato le motivazioni che stanno alla base di questa festa. Ha parlato dell’importanza di coniugare le due parti, femminile e maschile, che abitano in ognuno di noi,cercando di superare quella rigida fissità di ruoli che la nostra cultura ci ha consegnato allargando gli orizzonti e facendo posto a nuove prospettive più vicine alla vita e alla verità. Giovanna ha sottolineato quanto sia importante e necessario, specie nel nostro tempo, il femminile, un femminile pronto ad accogliere, pronto ad ospitare l’inedito, il cambiamento e la vita.


Ha sottolineato l’importanza di rivedere vecchie schematiche maschili, ormai inadatte perché troppo rigide e statiche, per affacciarsi all’inedito senza rifiutarlo aprioristicamente in difesa del proprio stato quiete, inteso, nell’ottica maschile, come un equilibrio da preservare, pena la morte. La sua relazione inoltre ha avuto la capacità di creare un’atmosfera più autentica e familiare, non limitandosi a presentare l’argomento in modo formale ma, parlando anche di sé, della sua esperienza personale e del suo rapporto da sempre ostile verso gli uomini.


Anche questo è stato un aspetto, non affatto secondario, che ha saputo, all’insegna della femminilità, rompere gli schemi classici del convegno maschile, serio, impostato e con una disposizione anche fisica dei partecipanti che ben rispecchia una rigida fissità di ruoli.


L’organizzazione dello spazio, invece, ricalcava il semicerchio e quindi dava la sensazione di parità e di vicinanza. Una parità che poi si è visto, non è stata solo fisica, ma anche emotiva, visto che i contributi più importanti sono pervenuti proprio dal “pubblico” che, a quel punto, non era più mero spettatore muto ma, attore protagonista il quale ha offerto materiale personale, quindi prezioso e sacro, mettendo a disposizione di tutti pezzi di vita propria.


In questo modo sono emersi tanti tipi di tradimento, da quelli di coppia, realmente consumati, a quelli solo platonici; da quelli in amicizia a quelli tra genitori e figli, fino a toccare poi i tradimenti, forse più dolorosi, quelli della vita e quelli commessi ai danni del proprio Jahvé.



Si è cercato di delineare, insomma, un quadro del tradimento che fosse più completo, in una visione molto più ampia e non limitata puramente al classico tradimento di coppia. Ulteriori spunti sono poi pervenuti da vari contributi musicali e cinematografici a tema che si sono intervallati con le varie testimonianze.

In questo modo è trascorsa l’intera mattinata che si è conclusa alle 13:30 con la pausa pranzo piacevolmente consumata nel bellissimo giardino pensile del palazzo sui cui prati i partecipanti hanno potuto mangiare, chiacchierare e riposare, godendo di un sole realmente primaverile. Anche questo momento ha rappresentato un altro esempio di “convegno femminile” visto che, una semplice pausa pranzo si è trasformata in un rilassante e gioioso pic-nic. Alle 15:30 si sono riaperti i lavori. Mariano avrebbe dovuto illustrare una teoria globale sul tradimento prendendo spunto dalle immersione emerse durante la mattinata ma, come al solito, ha ribaltato completamente la situazione lasciando tutti noi stupefatti. Con la maestria e la sensibilità che sempre lo contraddistinguono, ha captato lo stato-quiete della sala (stanca e assonnata, quindi facile alla distrazione) ed, in particolare, lo stato quiete di M. che ha quindi chiamato a sé cercando di coinvolgerla nel dibattito per poi condurla, per mano, su un sentiero da lui già tracciato e ben chiaro.

Questo ulteriore passeggio ha colpito e affascinato tutti noi per la capacità di ribaltare realmente la storia e di saperla guardare con maggior oggettività liberandosi da vecchi schemi e pregiudizi. Mariano ha saputo superare la divisione superficiale di ruoli e categorie di opposti che vogliono i buoni, le sante e le vittime da una parte e i cattivi, le puttane, e i carnefici dall’altra. Ci ha fatto riflettere, ancora una volta, sulla necessità di andare oltre, di approfondire e di non fermarsi sempre alla superfice delle cose. 

Ha fatto intravedere quanto dolore si celava in tutte le protagoniste, le loro ragioni, le loro sofferenze, i loro bisogni e le loro solitudini. Mariano ha usato il fenomeno vivo per iniziare a risolvere una situazione ormai ferma da tempo , facendo allo stesso tempo teoria, una teoria che, al di là della dinamica e del singolo caso, potesse essere utile a tutti e che tutti potessero meglio afferrare vista la verità del momento.

Non solo. Mariano ha anche illustrato uno schema di applicazione generale che potesse essere usato da ciascuno per un’analisi della realtà attraverso gli strumenti delle unità didattiche. La sua analisi, infatti, è stata costruita fondamentalmente a partire da una griglia che si è avvalsa di alcune unità didattiche: la Homelife, la Piramide del Sarvas e il Graal alla Salute in una visione quindi, realmente globale. Mariano più di tutto ha evidenziato quanto sia errata la connotazione negativa che da sempre è stata attribuita al tradimento partendo dall’analisi etimologica della parola.
LA HOMELIFE
IL GRAAL DELLE PROFONDITA' DELLA VITA
 
Tradimento in latino vuol dire tradere, ovvero "dare, consegnare, mettere in mano, dare qualcosa al di là, passare qualcosa di importante, insegnare". Questo ci fa capire come questa parola, nel suo significato originario, non abbia affatto un’accezione negativa. Tradimento non è qualcosa di sbagliato, di nocivo, non è da intendersi né come peccato, come l’epistemologia religiosa ci ha fatto credere, né come una sconfitta. Il tradimento, al contrario, è da intendersi come un possibile momento di crescita, un evento che può insegnare qualcosa, un evento paragonabile ad un’ape che si impollina e che porta altrove arricchendo nuove piante. Il tradimento quindi da intendere come possibile fonte di ricchezza, come una possibilità per interrogarsi per capire i propri errori, i propri limiti e trasformare un evento spiacevole in un momento di crescita e ricchezza. 

Ogni tradimento insegna sempre qualcosa quindi, anche se provoca tanto dolore (e l’inevitabile catena delle tre D: dolore, delusione, desiderio, seguite da tanta rabbia), è necessario attraversarlo per capire quali “note” non suoniamo (con riferimento alla home life). Tradire, inoltre, può anche essere un modo per aiutare le persone che amiamo a scrollarsi da una situazione sterile e stagnante dalla quale, da soli, non riuscirebbero a liberarsi. 

Questo, per esempio, è quello che Mariano e Silvio hanno fatto nei confronti di Raffaele che, perennemente alla ricerca di riconoscimento e di amore da parte dell’esterno, per colmare un debito antico, rinnegava il proprio Jahvé, il proprio maschile, con un angolo alfa nient’affatto sviluppato, a totale vantaggio di un femminile super accogliente, estremamente efficiente e sempre a disposizione dell’altro, meno di se stesso. 

I tradimenti, quindi, non devono far paura ma, anzi, si dovrebbe avere il coraggio di farne continuamente.

Si dovrebbe imparare a buttar via quotidianamente l’acqua sporca evitando così che problemi, tensioni e incomprensioni si accumulino a tal punto da rendersi necessario poi, come unica soluzione, quella di uscire dalla coppia, abbandonare la relazione ormai morta per cercare altrove quello che all’interno non si riesce a ricreare. Anche perché, questo tipo di tradimento non è altro che la soluzione più povera che si riesce a trovare e che, spesso, non crea nessun cambiamento reale perché si tenderà a riproporre vecchie e sempre uguali modalità in ogni nuova relazione.

Questo è quello che è emerso da questa intensa giornata conclusasi con musica e balli popolari.


Simona


Troia (FG), mercoledì 21 marzo 2012. FESTA DI PRIMAVERA. CONVEGNO SULL'INSIEME FEMMINILE-MASCHILE.


FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
 Presidente: Dr. Mariano Loiacono





SECONDA FESTA DELL'INSIEME FEMMINILE-MASCHILE
 Convegno sul tema: IL TRADIMENTO







Il 21 marzo Troia ha celebrato la sua primavera ospitando un evento a tutt’oggi unico nel suo genere: la Seconda Festa Nazionale dell’insieme femminile-maschile, convegno teorico-prassico coordinato dalla Dott.ssa Giovanna Velluto organizzato nell’ambito di una serie di iniziative promosse dalla Fondazione Nuova Specie. Il Convegno si è tenuto nella sala Congressi di Palazzo San Domenico, un edificio recentemente ristrutturato situato al centro del paese messo a disposizione dalla amministrazione comunale, e ha occupato lo spazio di una intera giornata. Una giornata intensa.

  
I lavori sono iniziati alle 9.30 con il saluto della Dott.ssa Velluto, che ha brevemente riassunto il senso di questa seconda edizione della Festa dell’insieme femminile-maschile, ricordando la prepotente necessità posta dal mondo di oggi di costituire dentro di sé un intero costituito dall’integrazione delle due parti – femminile e maschile – che ha invitato a leggere non più come termini identificativi delle donne e degli uomini, ma piuttosto come elementi costituitivi di ciascun individuo, entrambi necessari per ‘stare’ nella vita in modo dinamico e porsi in relazione con gli altri in modo profondo ed efficace. Due teli affissi all’interno della sala ricordavano la sostanza delle due modalità:
  • il femminile introduce all’inedito, sa osare e affidarsi al corso della vita. Porta avanti la gestazione del nuovo, accoglie e sa far crescere, crea discendenza ed è cosciente che i meccanismi del maschile sono una parte del globale della vita;  
  • il maschile è alla base dell’identità e dell’autoreferenzialità, è stabile e assicura continuità, prevedibilità e autonomia. Rappresenta ciò che si è verificato buono per la vita e va replicato indipendentemente dal confronto con cose buone esterne. 


Questa sintesi è frutto dell’approccio tutto originale e innovativo all’argomento del Dott. Mariano Loiacono; come non ricordare la prima edizione della Festa, il 21 marzo 2011? Per chi era stato presente in quell’occasione quelle definizioni di femminile e maschile riportavano a una delle numerose riflessioni teoriche che il Dott. Loiacono dedica insistentemente alla conciliazione degli opposti, come modalità privilegiata per sanare il disagio diffuso delle nostre vite attuali, generato da modalità parziali, generalmente organizzate secondo la logica degli opposti: buono-cattivo, morale-immorale,… femminile-maschile.

Per coloro, numerosi, che partecipavano al Convegno senza essere mai venuti a contatto con la lettura globale dei fenomeni di vita dell’epistemologia globale di Loiacono (tra questi un folta rappresentanza del gruppo di danze popolari Ethnos di Lucera), i due manifesti hanno probabilmente costituito uno stimolo nuovo che induce a interrogarsi.


Tema del convegno: il tradimento. Quale tradimento? Qualsiasi tradimento sia comparso nelle nostre vite.

La mattinata è trascorsa in fretta… fluida per la varietà di documenti proposti  - storie di vita vissuta, estratti di film, canzoni – in un mix di sfumature di toni e registri che hanno talvolta lasciato ‘senza fiato’, non solo perché venivano proposti senza soluzione di continuità, ma anche perché contenevano diversità talmente grandi che era difficile non incespicare… Lo scopo era evidente: sottoporre ai partecipanti la variegatissima molteplicità di emozioni che le situazioni di tradimento procurano, e farle un po’ vivere attraverso una serie di documenti sapientemente selezionati (in realtà secondo alcuni sovrabbondante e prevalentemente concentrata sul tradimento di coppia. È dunque il genere di tradimento più presente nelle nostre vite?).

La tempesta emotiva procurata dalla lettura delle esperienze di vita vissuta, dalla visione di pezzi di letteratura cinematografica e dall’ascolto di canzoni è stata interrotta dalla logica del Convegno: ore 13.30, pausa pranzo. Si riprende alle 15.30.

Spazio prezioso, quello, per elaborare, riposare, lasciar sedimentare. Ancora più prezioso se lo si vive, come ci è toccato, in un giardino pensile assolato e riparato a cui magicamente si accede dalla sommità della prima rampa di scale di Palazzo San Domenico. Lunghi tavoli imbanditi di ogni sorta di delizie pugliesi (offerti dall’Associazione Koilos), caldo, sole, prato, siesta.

Ma che cosa poteva riservare il pomeriggio in termini di riflessione teorica…? I termini del tradimento come era stato ‘consumato’ nel mattino erano… straripanti, esuberanti, forse confusi. 


Chi lo conosce lo sa. Il Dott. Loiacono è un trasformista; senza che si capisca bene come,  sa ‘trattare’ il caos e lo riporta all’interno del comprensibile, del fruibile in un ordine affatto semplice, e tuttavia gradualmente evidente a chi si ponga in ascolto con cuore aperto, perché fondato su fenomeni di vita, e non su astrazioni teoriche. Più di sempre, stavolta Loiacono ha raccolto il seminato del mattino e le necessità emotive della sala…in una teoria di pregio. A partire dal senso del termine ‘tradimento’: da tradere, trans-dare, il termine significa consegnare, porgere, affidare, dare qualcosa aldilà, cioè a qualcosa a cui in origine non appartiene. Ma trans-dare significa anche insegnare. Come a dire che ogni tradimento insegna qualcosa? Può sembrare banale, eppure il cuore della teoria proposta sarà proprio questo: il tradimento vissuto come esperienza di crescita. Ma come? Ciascuno di noi l’ha vissuto…e cosa altro vederci se non delusione, rabbia e dolore? 

Per sostanziare la teoria del tradimento come esperienza ‘formativa’ Loiacono utilizza alcune unità didattiche (strumenti teorici che ha ideato nel tempo come modalità sintetiche per parlare della vita). Per illustrare la teoria di oggi quella fondamentale è il Quadrangolare, che commenta approfonditamente.

L’angolo α  (alfa) rappresenta l’identità, le regole (la nostra parte maschile), in generale quel meccanismo che ci permette di stare dentro , dentro alla storia, dentro al territorio. È prezioso perché dà stabilità, tuttavia da solo non basta a ‘viaggiare’ (ossia vivere dinamicamente le esperienze della propria vita in direzione della propria crescita e con l’obbiettivo di recuperare la propria interezza, che è lo stato di salute). Quando l’angolo α  è univoco e totalizzante l’individuo si ferma, la sua vita si ferma. Per creare condizioni di dinamicità - una sorta di vento che sospinge - devono essere attivi altri tre angoli, che insieme formano quello che definiamo il ‘triangolo del cambiamento’, appunto per la loro caratteristica di consentire il movimento. L’angolo β (beta) rappresenta la scoperta dell’altro e la rielaborazione del nuovo e consente di fruire della molteplicità dell’esperienza. L’angolo γ (gamma) è quello della sperimentazione, che si può di per sé già considerare una sorta di tradimento, se lo si intende come un portare cose nuove nella propria vita e dunque un sovvertire un ordine precedente che viene ‘tradito’. L’angolo gamma per questa ragione può creare confusione, tuttavia ha un grande valore se lo concepiamo come una gravidanza che finisce per partorire l’angolo π , l’esito di apertura e scambio con l’esterno.

Se usassimo ordinariamente tutti gli angoli non avremmo bisogno del tradimento (come comunemente lo si intende).

Quest’ultimo costituiva, e costituisce tuttora, uno strumento di fuga dalla realtà quando essa si rivelava (si rivela) statica, ripetitiva e limitante. La staticità e la ripetitività limitante erano elementi caratteristici della cultura del villaggio-mondo, che si fondava sulle certezze garantite da una serie di angoli α che garantiva un ordine sociale il cui valore era proprio la stabilità prevedibile, individuabile, ma anche asfissiante.


Se ordinariamente consegnassimo il nostro disappunto al diretto destinatario, il marito, la moglie, l’ambiente di lavoro, si attiverebbe il triangolo del cambiamento che, sovvertendo l’ordine precedente, certamente verrebbe considerato portatore di caos; tuttavia genererebbe correnti salutari nelle relazioni ponendo il negativo e il positivo in dinamica perenne. Il nuovo turberebbe solo temporaneamente l’ordine precedente, per poi essere inglobato e messo in dinamica con il negativo.

Quando invece l’angolo alfa dell’ordine preesistente è visto come ‘il tutto’ esso non è più in grado di beneficiare del movimento interno a noi stessi; in altre parole il maschile non riesce più ad essere accompagnato dal femminile e a produrre la gestazione di un nuovo ordine più soddisfacente. 
Non riuscire ad utilizzare i tre angoli insieme (che sono complementari, cioè ‘formano il pieno’) significa non mettere in movimento di crescita la nostra parte maschile e femminile, e finire in una condizione di stallo che, priva di risorse interne, tende ad attivare quei meccanismi di fuga verso l’esterno ai quali finiamo per consegnarci... tradendosi e tradendo. 

Dunque il tradimento è verso se stessi, incapaci di gestire il cambiamento, che pur è nell’ordine stesso della vita. Tradiamo noi stessi quando usciamo fuori da noi stessi e ci consegniamo ad altri.
Il tradimento, come il meccanismo del cambiamento attivato dal triangolo di cui si è detto, riguarda la nostra vita a vari livelli. La PIRAMIDE delle relazioni che ciascuno intrattiene, basata sul rapporto con noi stessi e poi costruita verticalmente sui rapporti forti, sul rapporto con i gruppi e con il globale massimo che dà senso alla nostra esistenza, illustra i livelli sui quali si riflette il tradimento verso se stessi, ma anche i livelli che a poco a poco beneficiano della nostra capacità di attivare il triangolo del cambiamento mettendo in dinamica i meccanismi che governano il nostro femminile e il nostro maschile.


Poiché tradire è sovvertire un ordine, esso procura dolore, perché stravolge i codici profondi della nostra vita e obbliga ad attraversare un tunnel attraverso il quale si deve ri-dimensionare il proprio angolo alfa.

Doloroso in tutti i casi, il tradimento non è tuttavia distruttivo in tutti i casi. Quando un angolo alfa, un’identità diventa troppo forte al punto di diventare fissa e univoca, il cambiamento di quell’angolo alfa può essere indotto da altre persone che, tradendoci, ci accompagnano a trovare altre dimensioni e altre identità nella nostra vita.

È questo il tradimento che fa crescere. Chi lo attiva lo fa consapevolmente e con amore. Chi lo subisce tuttavia inizialmente non è in grado di comprendere e tende a comportarsi mantenendosi saldo nel proprio angolo alfa: scappando o anche desiderando di eliminare colui che l’ha procurato.

Loiacono ricorda quali emozioni attraversano coloro che si dedicano univocamente a una identità che improvvisamente viene tradita (non riconosciuta): desiderio, delusione e dolore. Un percorso a tre D che tuttavia non conviene evitare, perché esso rappresenta un check up delle nostre parti mancanti. E questo è un beneficio del tradimento di non poco conto.

Come suo costume, il Dott. Loiacono passa poi alla fase applicativa della teoria proposta e coinvolge alcune persone che hanno vissuto recentemente una storia di tradimento invitando i presenti a osservare i fatti e le posizioni di ciascuna secondo una logica di armonizzazione degli opposti, in cui il maschile della rigidità e del giudizio venisse accolto e contaminato dall’inedito femminile, che osa, si affida al corso della vita, porta avanti la gestazione del nuovo, sa far crescere, crea discendenza ed è cosciente che i meccanismi del maschile sono una parte del globale della vita.


Giovanna M.